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28 Febbraio 2010, 16:31 - Nicola Pizzillo |
Non può sfuggire la situazione nella quale versano i nostri cassonetti d’immondizia, oramai stracolmi ed ahimè circondati da numerosi sacchetti a terra, che vanno aumentando di ora in ora e che richiederebbe la dichiarazione di uno stato di calamità questa volta “artificiale”, in quanto provocato dall’uomo e dalla sua imbecillità.
Non si comprende come noi cittadini possiamo restare così inerti dinanzi allo stato di degrado che ci viene esibito, quasi come se questo fosse il portato di un destino cinico e baro, al quale opporsi è cosa vana. Non solo ma riusciamo ad essere anche co-autori di questa rappresentazione tragicomica, sia perché non siamo in grado di reclamare in massa dai nostri governanti di porre con immediatezza rimedio a tale sfacelo, sia perché contribuiamo ad aggravare la situazione continuando a conferire rifiuti in cassonetti già stracolmi, che finiscono puntualmente a terra preda di animali ed auto che li cospargono a destra ed a manca.
Dovremmo quindi tenerci i sacchetti a casa, creando problemi di salubrità al nostro habitat domestico? Penso che per pochi giorni questo sacrificio si potrebbe anche fare, perché altrimenti rischiamo di innescare sull’intero paese cattive condizioni igieniche-sanitarie che finirebbero per essere fonte di infezioni e malattie, oltre al pessimo spettacolo offerto ai turisti.
Questo soprassedere dal conferire rifiuti in questi giorni di caos, deve però spingerci a tempestare di chiamate sia l’ ATO che il Comune, chiedendo di provvedere alla raccolta con somma urgenza senza se e senza ma, mentre le autorità di Pubblica sicurezza devono accertare se vi sono le condizioni perchè si configuri il reato di interruzione di pubblico servizio onde avviare a processo i responsabili, infine all’Azienda sanitaria locale il compito di monitorare l’evoluzione della situazione igienica onde scongiurare il peggio.
Ricordo a me stesso che gli ATO Rifiuti dovevano, nelle intenzioni di chi li istituì, migliorare il servizio di raccolta, renderlo più razionale mediante la convergenza di tutto il personale e dei macchinari dei servizi di ecologia comunali in un'unica struttura specializzata, dove la tariffa sarebbe dovuta gradatamente diminuire in virtù dell’avvio della raccolta differenziata, con la quale i rifiuti anziché costituire un costo avrebbero determinato degli introiti.
Nulla di tutto questo si è realizzato, il servizio è peggiorato, le tariffe sono aumentate, la immondizia ci sommerge, la differenziata è praticata da pochi amanti della natura, le discariche chiudono e non si varano i termovalorizzatori, gli ATO sono in dissesto economico anche a causa di Comuni come il nostro che non pagano con regolarità i loro contributi ma anche per esuberi nelle assunzioni di personale.
Meglio tornare quindi ad un servizio rifiuti comunale, dove almeno, se questo non funzionava, l’indomani sotto il municipio ci sarebbe stato un assembramento di cittadini che avrebbe voluto la testa del Sindaco. Se poi non ci sono le discariche dove conferire i rifiuti, questi sono problemi che non devono piangere i cittadini, i quali lavorano,pagano le tasse, votano ed esigono da chi ricopre incarichi di governo che venga loro garantito un servizio di raccolta rifiuti degno di questo nome.
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