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7 Febbraio 2010, 10:57 - Oro Colato |
Difficile, ma non impossibile. (da Il Giornale)
Tre signori sono stati protagonisti del primo congresso dell’Italia dei Valori.
Ad applaudirli, in prima fila, il leader del Pd Pierluigi Bersani.
Come dire, gente seria, garantisco io.
Vediamo chi sono i tre.
Il primo, ovviamente è Antonio Di Pietro, fondatore del partito, la cui immagine sta uscendo a pezzi da sospetti, supportati da fotografie, di collusioni con i servizi segreti italiani ed esteri ai tempi di Mani pulite e da accuse, da parte di suoi ex collaboratori, di scarsa trasparenza nella gestione dei fondi del partito (56 milioni di euro).
Il secondo è un altro ex magistrato passato alla politica (è deputato europeo dell’Idv), Luigi De Magistris, che prima di entrare in politica fu trasferito e censurato dal Csm per «gravi anomalie» nelle sue inchieste, una delle quali provocò la caduta del governo Prodi (l’avviso di garanzia all’allora ministro della Giustizia Clemente Mastella, poi risultato completamente estraneo) e che forse per questo riceve oggi gli onori di Bersani.
Il terzo è un ex poliziotto, Gioacchino Genchi, simpatizzante dipietrista, oggi consulente delle Procure di mezza Italia e balzato agli onori della cronaca per aver intercettato i telefonini di 350mila italiani, per questo finito sotto inchiesta e ancora al centro di una intricata vicenda giudiziaria che però non gli impedisce di continuare la sua attività, ben retribuita, al fianco di molti magistrati. Che non hanno ovviamente avuto nulla da ridire quando ieri, dal palco Idv, Genchi ha annunciato di sapere con certezza che l’attentato di Milano contro Silvio Berlusconi è stato una montatura organizzata dallo stesso premier per commuovere gli italiani e intimidire gli avversari.
Insomma, due discussi e discutibili ex magistrati e un ex poliziotto farneticante, spione di professione, si candidano a guidare il Paese in compagnia del Pd e in alternativa al Pdl, il più grande partito liberale europeo.
In attesa che il sogno si avveri suggeriamo al trio investigativo di tenersi allenato risolvendo il seguente rebus.
Nel 2008 la maggior offerta spontanea all’Italia dei valori è stata fatta da una piccola emittente milanese, «Sei Tv». Si tratta di 50mila euro.
Nulla di illegale, ovviamente, ma è legittimo chiedersi come mai una emittente che non trasmette più dal 2002, e che alla data dell’elargizione risulta alla Camera di commercio «inattiva» e con un solo dipendente, sia stata così generosa con Di Pietro.
Proprietario di «Sei Tv» è Raimondo Lagostena, noto imprenditore televisivo, titolare del gruppo Odeon, che attualmente si trova in carcere. È coinvolto in una storia di presunte false fatturazioni e fondi neri sulla cessione di spazi pubblicitari televisivi a favore dell’assessore regionale lombardo Gianni Prosperini, anche lui agli arresti.
Del resto Di Pietro conosce è apprezza le tv di Lagostena, tanto che alle ultime elezioni europee l’Idv utilizzò su quelle reti spazi pubblicitari per un valore di oltre 200mila euro.
Che però, a quanto ci risulta, nonostante le rigide norme che regolano la pubblicità elettorale, non furono fatturati in prima battuta al partito dell’ex Pm, ma acquistati direttamente da Lagostena.
Quasi 50mila euro di quei 200, finirono poi alla inattiva «Sei Tv», la benefattrice dell’Idv.
Insomma, una storia sicuramente legale ma complicata, come tutte quelle che vedono protagonista Di Pietro.
E che forse solo lui, insieme con De Magistris e Genchi, può dipanare e spiegare. E se questa volta, e su questo caso, qualcun altro, per esempio la Procura di Milano provasse a capirci qualcosa, così, tanto per dissipare inutili dubbi?
Difficile, ma non impossibile.
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Art. 21 comma I Costituzione Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto, e ogni altro mezzo di diffusione. |
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donlappanio.com |
Commenti
1. Quando, signor
1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo d’incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?
2. Qual è la ragione che l’ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi prima di fare due tardive ammissioni?
3. Non trova grave, per la democrazia italiana e per la sua leadership, che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità politiche le ragazze che la chiamano «papi»?
4. Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008 e sono decine le “squillo” che, secondo le indagini della magistratura, sono state condotte nelle sue residenze. Sapeva che fossero prostitute? Se non lo sapeva, è in grado di assicurare che quegli incontri non l’abbiano resa vulnerabile, cioè ricattabile – come le registrazioni di Patrizia D’Addario e le foto di Barbara Montereale dimostrano?
5. È capitato che “voli di Stato”, senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?
6. Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiamo compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese e i nostri alleati che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto che ridimensionano la sua autonomia politica, interna e internazionale?
7. Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?
8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica? E, se lo esclude, ritiene che una persona che l’opinione comune considera inadatta al Quirinale, possa adempiere alla funzione di presidente del consiglio?
9. Lei ha parlato di un «progetto eversivo» che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?
10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?
Dieci domande
Dieci domande all'ex magistrato Di Pietro
1) Se in quelle foto con Contrada, una settimana prima dell'arresto, vi fosse stato Berlusconi, cosa gli sarebbe successo?
2) Se lei era in rapporti con la Procura di Palermo, probabilmente sapeva che Contrada stava per essere arrestato: perché è andato a mangiare con lui?
3) Perché quelle foto sono state occultate per anni?
4) All'epoca che danni avrebbe provocato al pool di mani pulite la pubblicazione di quelle immagini?
5) Perché dopo l'arresto di Contrada non avvertì il capo del pool, Borrelli, di essere andato a cena con un capo dei servizi segreti in odore di mafia?
6) Nel 1992 si seppe che la mafia preparava attentati contro Borsellino e Di Pietro. Perché lei fu mandato in Costa Rica con un passaporto falso e Borsellino fu lasciato a Palermo?
7) In quei giorni avvertì o no Borsellino della minaccia che vi riguardava entrambi?
8) Lei interrogò a Rebibbia il mafioso Vito Ciancimino. Perché non lo disse ad "Annozero" quando fu affrontato l'argomento? E cosa le aveva rivelato l'ex sindaco di Palermo?
9) Cosa fu davvero Mani pulite?
10) Perché tutti i vecchi partiti finirono in galera mentre l'ex Pci finì al governo?
Sono solo...
tutti spassionatamente dei luridi Pagliacci! Sia a destra, che a sinistra! Io non mi sento più rappresentato da nessuno! La politica ormai è solo un alto tradimento che il "politicante" di turno (attenzione: NON il politico), fa nei confronti dei propri elettori, illudendoli di dargli chissà cosa... E' tutta una farsa, a DX, come a SX!