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1 Luglio 2009, 06:02 - il cefalutano di don lapp... |
Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha chiesto e ottenuto da tutti gli assessori regionali di rimettere il mandato nelle sue mani. Lo ha annunciato poco fa lo stesso Vendola ai giornalisti, motivando la decisione e affermando che "è legata a fatti politici nuovi» (riferendosi ai risultati elettorali) e «fatti indirettamente politici" (la necessità di una questione morale che deriva dalle inchieste in corso).
Ha poi proseguito: "La sovrapposizione dei due fatti è sotto gli occhi di tutti". La richiesta del governatore della Puglia giunge in seguito a un'inchiesta della procura di Bari - coordinata dal pm Desirée Digeronimo - in cui si ipotizza un intreccio tra politica e affari nella fornitura di prodotti e servizi sanitari.
Intanto il direttore generale della Asl Bari, Lea Cosentino, è stata sospesa in via cautelare dalla giunta regionale pugliese dall'incarico. Lo ha confermato l'assessore alle Politiche della Salute, Tommaso Fiore, nel corso di una conferenza stampa. Sempre oggi Vendola, di ritorno da una visita istituzionale in Canada, ha incontrato gli assessori Fiore e Introna, lo stesso direttore generale Lea Cosentino e il responsabile dell'ufficio legale Nicola Colaianni.
Come avevamo detto la confusione rosa era stata sollevata per coprire in Puglia lo scandalo rosso della sanità. Manager e politici definiti dalemiani balzano alle cronache mentre il comunista Vendola e' stato convocato in procura per rispondere sulle malefatte del suo apparato.
La prova della malafede sta nella lista delle elezioni europee, servita a liberare un posto al Senato per l'ex assessore PD Tedesco, indagato e messo in condizione come primo dei non eletti di arrivare al Senato al posto di De Castro inviato a Strasburgo.
Se sei indagato, ti promuovo.
Nel frattempo D'Alema partecipava a pranzi elettorali pagati da indagati.
Sanità, pranzi, posti al Senato: D'Alema ci spieghi
Ed intanto i cittadini pugliesi continuano a pagare le tasse aumentate dal Governo Vendola per limitare il deficit sanitario, che invece aumenta a dismisura.
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