VIAGGIO NEL TEMPO


ritratto di utente anonimo

Siamo oggi 26 gennaio 3756 nella città di Cefalmanna, città sorta attorno all'antico osservatorio astronomico di Gibilmanna. città particolarmente problematica e famosa nel mondo per la sua assoluta mancanza di strade e per le vie di comunicazione "da finestra a finestra". In questo luogo si annuncia una splendida scoperta della moderna paleontologia.
La antica città sommersa di Cefalù marina, che diversi secoli dopo lo scioglimento dei ghiacci dei poli divenne una importantissima meta del turismo subacqueo, si estende su un fondale di 45 metri sotto il livello del mare. Qui sono stati ritrovati dal noto oceanografo francese Jacques-Louis-Philippe Cousteau XXVIII, gli scheletri completi di alcuni dinosauri che si pensava fossero leggenda, ma che invece oggi si può affermare che esistevano veramente.
Esattamente in quello che doveva essere il palazzo di governo della città sommersa, sono stati rinvenuti parecchi resti di quegli animali che dimoravano in quei luoghi. sulla causa della loro morte sono sorte numerose leggende:
Alcuni studiosi sostengono che essi siano periti a seguito delle grandi onde anomale del 2010 che sommersero in pochissimi minuti tutta la fascia costiera siciliana, altri studiosi ritengono che furono murati vivi durante le "guerre delle bollette dell'acqua" che si svolsero nella preistorica cittadina dal 2007 al 2009.
In ogni caso, gli scheletri sono perfettamente conservati, per cui potremo passarli in rassegna attraverso le ricostruzioni al computer raffrontate con le ossa rinvenute e i frammenti di DNA.
Con la prima puntata di oggi, cominceremo a conoscere, uno per uno, questi incredibili animali che hanno popolato la città sommersa di Cefalù marina durante gli anni della sua decadenza.

Il MACALODONTE (Macalensis Bacettus Braccettus) Goffo invertebrato dalle ossa molli e dall'occhio spento, si muoveva esclusivamente a braccetto di altri dinosauri o di ominidi abitanti della cittadina. Notevole la sporporzione tra il capo e il resto del corpo, che gli faceva facilmente perdere l'equilibrio se non sostenuto da altri durante la deambulazione. Il suo eloquio di particolare povertà pare fosse finalizzato al compromesso ad ogni costo ed all'ammiccamento conciliatorio. Animale particolarmente legato all'acqua, aveva bisogno di disporne in grandi riserve, che spostava a mezzo di macchine chiamate "autobotti" e guidate da soggetti fedeli quanto voraci chiamati "grandi elettori".
Tra le abitudini di questo dinosauro vi erano anche le adunanze commerciali, che lo stesso amava spostare da un luogo all'altro, facendosi seguire dai mercanti attraverso una sorta di richiamo simile ad un barrito gutturale. di questa opera amava poi farsene pubblico vanto.
Il Macalodonte tentò, all'inizio delle "guerre delle bollette dell'acqua" di mimetizzarsi con la vegetazione urbana, ma non vi riuscì, poichè non vi era nessuna vegetazione ed i vasi di piante sparsi sul centro storico non erano sufficientemente grandi. La sua fine, attraverso l'esame computerizzato del carbonio 14, risalirebbe ad un periodo estivo a ridosso tra il 2008 ed il 2010, in cui alcuni abitanti delle periferie, stanchi di pagare le bollette salatissime e pure i venditori di acqua in autobotte, cominciarono a cercarlo minacciosamente. Tale circostanza lo costrinse a non farsi vedere in pubblico e, per non farsi riconoscere decise di stare seduto a lavorare presso un luogo di deposito e scambio di denaro finchè, sopraffatto dalla fatica, morì dopo 1 ora e 32 minuti atroci di attività lavorativa continuativa.
Il corpo sarebbe stato poi spostato presso il palazzo di città da alcuni animali spazzini della famiglia dei canidi (della specie Jena ridens) provenienti dalla odierna rinomata località balneare di Borrello Basso - Karsa.

Cattivik XVI

Commenti

Complimenti a Cattivik XVI

ti abbiamo riservato una pagina anche su lap...pen per quella che si annuncia una saga davvero interessante a giudicare dall'inizio (macalensis bacettus braccettus è fantastico)

Una nuova pergamena x Cattivik

E' stata rinvenuta da espertissimi palombari una nuova pergamena nei fondali di Cefalù marina.
Vi si legge :
IL MACALODONTE è riemerso dai fondali di Cefalù marina.
Oltre cinquecento firme hanno sollevato i suoi resti dall'abisso in cui erano precipitati per farli reincarnare nel MACALODONTESECUNDUS, assessor resolutor questionis MERCATORUM DEAMBULANTORUM, rettili incursionisti della specie predatores adunances sabatines.
Nessun'altro dinosauro, neanche il vicaraptor, prima del reincarnato MACALODONTESECUNDUS vi era riuscito.
I MONTESSORISRESIDENTES (contrarios adunances sabatines ante portas eorum habitationorum) hanno già cominciato una nuova raccolta di firme per riaffondare negli abissi di Cefalù marina IL MACALODONTESECUNDUS.
(sofarel'uovocolbicchiere)

VIAGGIO NEL TEMPO Parte II

Il secondo scheletro fossile scoperto nel palazzo di città di Cefalù Marina ed analizzato dai paleontologi sembrerebbe essere quello dello SCANCASAURO (Scanx sprezzans politicantis).
Animale ben più antico del suo ritrovamento, le sue abitudini, i suoi metodi ed il suo modo di esprimersi fanno risalire la sua specie addirittura a svariati milioni di anni avanti Cristo.
Appartenente alla famiglia dei carnivori, attendeva al varco pressochè immobile le sue vittime. Non appena erano alla sua portata, le aggrediva mettendosi in contatto con altri dinosauri carnivori della specie "Cuffarensis Cunzumantis", questi ultimi mettevano in moto una fitta rete di azioni e comunicazioni che in breve tempo riducevano in disgrazia la vittima designata.
Lo Scancasauro si contraddistingueva comunque per lo spiccato mimetismo. Praticamente invisibile ad occhio nudo ed assolutamente silenzioso, la sua presenza veniva percepita unicamente al momento in cui apriva bocca, prorompendo in cazzate immani (che provocavano puntualmente tumulti di folla).
Nei momenti di serenità e di interazione con gli ominidi locali o con altri dinosauri, scrutava gli interlocutori mettendoli in guardia sulle conoscenze superiori che avrebbe potuto interpellare per colpirli in qualche modo.
Antiche leggende narrano del sanguinoso scontro dello Scancasauro contro il Vicaraptor (Rapax Palermitanus Vicarensis). Tale conflitto vide la successiva affermazione del Guercidonte (Verx Bonaccionis Diciamus), tranquillo e gigantesco dinosauro del ramo erbivoro della specie "cuffarensis" alla cui ombra lo Scancasauro viveva in condizione simbiotica. Sfruttando tale posizione di condizionamento occulto, lo Scancasauro acquisì la posizione "alfa" nel branco dominante la città di Cefalù Marina.
La fine dello Scancasauro sembra riconducibile alla guerra intestina che fece strage della sua specie "Cuffarensis Cunzumantis", i cui componenti cominciarono a smentire le affermazioni degli altri, per proseguire con le invettive, fino ad arrivare alla eliminazione reciproca.
I resti dello Scancasauro si trovarono sparsi in tutto il territorio costiero - montano compreso nel triangolo Cefalù - Geraci - Palermo, e successivamente sembra che siano stati raccolti e portati in un sacco alla rinfusa da alcuni animali spazzini della famiglia dei canidi (in specie Jena ridens) provenienti dalla odierna rinomata località balneare di Borrello Basso - Karsa. Ad oggi non si è comunque riusciti ad assemblare in modo attendibile lo scheletro per poter affermare con certezza la sua reale identità politica.

Cattivik XVI

Questa saga è geniale!!!

Questa saga è geniale!!!

VIAGGIO NEL TEMPO Parte III

Il terzo dinosauro che esamineremo oggi è uno dei protagonisti tra i ritrovamenti sui fondali di Cefalù Marina: il Guercidonte (Verx Bonaccionis Diciamus). Si trattava di un erbivoro di enormi dimensioni, ed, a giudicare dalle ossa vertebrali in numero impressionante, doveva avere una coda di enormi dimensioni. Tanto lunga da estendersi a perdita d’occhio.
La sua indole era piuttosto pacifica, non molto dotato nella comunicazione con gli altri esseri viventi, Gradiva molto presenziare ad ogni evento pubblico, pur mostrandosi assolutamente restìo ad essere coinvolto dalle premesse dell’evento, o peggio, dalle sue conseguenze.
Era comunque un animale benvoluto ed apprezzato da tutti gli altri dinosauri ed ominidi della cittadina di Cefalù per i suoi innati poteri taumaturgici.
Numerosissime sono le testimonianze sulla vita di questo straordinario essere, grazie al ritrovamento di un grande quantitativo di pergamene sbiadite dall’acqua salmastra. Una sorta di rudimentale mezzo di informazione che riportava il titolo di “Cefaluwens”, o qualcosa di simile.
Secondo queste testimonianze e leggende popolari, il Guercidonte, favorito dalla diffusa benevolenza nei suoi confronti, e trasportato da un incontenibile quanto incomprensibile istinto per la politica spicciola, assunse sovente delle posizioni di comando in seno ai branchi dominanti del territorio di Cefalù.
Dopo i suoi primissimi movimenti politici che, probabilmente a causa della sua coda troppo lunga, si conclusero con esperienze piuttosto distruttive, il Guercidonte, sviluppò una diffidenza cronica per tutto ciò che lo circondava, e decise per un lungo periodo di consumare il suo pascolo politico all’ombra del terribile Vicaraptor (cui sarà dedicata una puntata a parte), Piccolo carnivoro contraddistinto dalle incredibili voracità e rapidità di esecuzione.
Sotto l’egida del Vicaraptor, il Guercidonte si distinse per la sua discrezione e per il suo brucare in silenzio, fino a quando grazie alla benevolenza della sua comunità, lo stesso ebbe la possibilità di pascolare anche nelle verdissime colline della politica provinciale.
La lunghezza smisurata della sua coda, tuttavia, gli rendeva possibile essere contemporaneamente presente sia nel territorio di Palermo che in quello di Cefalù. In quest’ultimo territorio, la presenza del Guercidonte fu coadiuvata nella tenuta del pascolo da un esemplare femmina del fedele Muffodonte (Muffus Pantalonis Portans), Dinosauro di bell’aspetto della stessa famiglia degli erbivori, ma con una carica aggressiva non indifferente, e che mai e poi mai il Guercidonte avrebbe potuto contrariare.
In brevissimo tempo, il Muffodonte entrò in conflitto per futili motivi con il Vicaraptor. In questo scontro furibondo, lo Scancasauro, unitamente all’altro carnivoro della specie cuffarensis, il Deinorasas (Rasas Arenas Daphnys), azzannarono il Vicaraptor menomandolo nella sua capacità di movimento.
Dopo pochi mesi, con il Vicaraptor mortalmente ferito ed abbandonato da tutti, il Guercidonte guidato dallo Scancasauro, fu acclamato da tutti i gruppi dominanti di Cefalù, e posto a capo di tutte le tribù di ominidi e dei branchi di dinosauri. Persino tutti i licantropi originari del vicino monte S. Mauro, chi prima e chi immediatamente dopo il plebiscito, si affrettarono a dichiararsi fedelissimi predatori al suo servizio.
La coda smisurata del Guercidonte, come al solito, fu però causa di numerosi intoppi e brutte figure.
Infatti, alcuni sauri locali, che conoscevano bene nella lunghissima coda del Guercidonte il suo punto debole, riuscivano a condizionarne l’operato in modo decisivo.
Tra questi in particolare vi era il Ragiopteryx (Rapax Taroccabilanx) un terribile rettile simile ad una gigantesca mignatta anch'egli con una coda lunghissima. Esso viveva perennemente nell’oscurità, succhiando il sangue di tutti coloro che transitavano dal palazzo. Altri guai derivarono al Guercidonte dalla condotta dello Scancasauro, le cui smanie di onnipotenza e i versi e le grida stridenti finirono in breve tempo per irritare tutti gli esseri viventi del luogo, nonché dalle imprese sgangherate del Macalodonte.
L’indole paciosa e diffidente del Guercidonte mal si conciliava con l’istinto aggressivo che veniva inculcato nel colossale essere a causa di rancori politici altrui. Tale circostanza provocò dei movimenti bruschi di rappresaglia che, sempre per via della sua smisurata coda, provocarono gravissimi danni a tutto l’ecosistema locale. Tanto che Cefalù, nel breve volgere di pochi anni, sprofondò nell’immobilismo e nella carestia fino alle inondazioni dell’inizio del XXI secolo.
I resti del Guercidonte furono trovati e conferiti all’interno del palazzo di città da alcuni animali spazzini della famiglia dei canidi (della specie jena ridens) provenienti dalla odierna rinomata località balneare di Borrello Basso – Karsa, e furono rinvenuti in una stanza del cosiddetto "municipio" in cui campeggiavano un grande Cristo Pantocratore, cimeli preziosi e numerosi gagliardetti. Le ossa erano custodite in un antico forziere. Alcune teorie discordanti affermano però che il Guercidonte fosse stato tenuto prigioniero in quel forziere fin dall’inizio della sua affermazione a capo della comunità di Cefalù Marina, e che lì, vittima dell’immobilità prolungata, avesse poi trovato la sua fine.

Cattivik XVI

VIAGGIO NEL TEMPO Parte IV

Altro sauro della specie comprimaria era il Crisafaurolophus (Crisaphus Presentiam Inutilis).
Minuscolo rettile dall’aspetto tondeggiante, sfoderava un carattere particolarmente conciliante dopo aver contratto, nell’ambito del suo branco, una rara malattia subtropicale dell’epoca: la revisoritis malaccortas. Questa malattia faceva del Crisafaurolofio poco più di una muta presenza nelle riunioni del branco dominante. Presenza muta interrotta talvolta da qualche roca battuta utile a rafforzare le ragioni di chiunque degli astanti profferisse versi, ragli o grugniti.
Costretto dal Guercidonte e dallo Scancasauro a vivere nell’antro labirintico del Ragiotauro (Rapax Taroccabilanx) e terrorizzato dalle conoscenze di quest’ultimo, il Crisafaurolofio emetteva rochi versi di approvazione ad ogni suono proveniente da qualsiasi orifizio di quell’essere oscuro e minaccioso.
Per essere confortato in quell’ambiente ostile, gli fu affiancato il Perotauro (Golisanus ammanicatus), peloso rettile proveniente dai monti della odierna rinomata località balneare di Collesano. Insieme i due rettili emettevano rauche grida gutturali per ammansire gli altri sauri poco convinti delle manovre del Ragiotauro e per cercare di arginare gli attacchi del terribile Lapunsaurus Rex (Lapunx Contrastans Implacabilis), predatore inesorabile e pericolosissimo.
Il suo mutismo ed i suoi rauchi versi di approvazione, rafforzati dalla costante e confortante presenza del Perotauro, garantirono comunque al Crisafaurolofio la sopravvivenza della sua specie fino agli eventi naturali distruttivi dell’inizio del XXI secolo.
I resti del Crisafaurolofio furono ritrovati, ma poi abbandonati per le strade, da alcuni animali spazzini della famiglia dei canidi (della specie Jena ridens) provenienti dalla odierna rinomata località balneare di Borrello Basso – Karsa. Ma le minuscole dimensioni dello scheletro, e la sua perfetta conservazione dovuta al fatto che non interessava proprio a nessuno, lo hanno reso oggi facilmente identificabile e catalogabile nella famiglia del Saurus Evanescentis.

Cattivik XVI

VIAGGIO NEL TEMPO Parte V

La rassegna dei grandi rettili di Cefalù marina si sofferma oggi sullo scheletro fossile dell’ABBATOSAURO (Abbas Certificans Laqualunquis). Sauro appartenente alla famiglia dei camaleontidi, mutando il suo comportamento in base all’ambiente circostante, si adattava perfettamente a qualsiasi ambiente politico, profondendovi un considerevole impegno. Era di dimensioni medio grandi ed onnivoro, aveva il suo habitat preferito tra i mercanti e tra gli escrementi ed i rifiuti sparsi sul territorio di Cefalù marina..
Altra sua caratteristica erano i barriti d’amore che emetteva verso i territori di Pollina, e verso le odierne città sommerse di Lascari e Cefalù.
Dopo aver vissuto anch’esso un lungo periodo di simbiosi e di pascolo politico all’ombra del Vicaraptor, la convivenza si interruppe con un attacco proditorio di quest’ultimo, che azzannò l’Abbatosauro al gluteo sinistro, impedendogli, con questo, di estendere il suo pascolo alla città di Lascari.
Durante l’allontanamento dai branchi dominanti, l’Abbatosauro cominciò a frequentare il Guercidonte, ed il Maurolofo (Lombardontis Maurinus Albergans) ottenendo così di poter far parte del loro gruppo di pascolo.
Tornato quale membro del clan primeggiante, il suo comportamento fu improntato a frenetica iperattività, prorompendo in ruggiti cavernosi alla vista di escrementi o rifiuti rinvenuti sul nudo suolo.
Insoddisfatto dalla attività diurna, cominciò a cimentarsi in scorrerie notturne rovistando tra escrementi e rifiuti con la protezione di rettili vampiri notturni della specie Guardiacumunalis Multans. Tutto questo lo portò a scontrarsi con il Nerolophus (Costaverdis Farinensis Indifferentiatus). Quest’ultimo abile sauro, animato da manìe di grandezza, non amava affatto che si annusassero gli escrementi e lo sterco da lui prodotti ed utilizzati per costruire grandissime dimore e delimitare il proprio territorio.
L’Abbatosauro celava comunque dietro una apparenza affabile, una implacabile indole predatrice e vendicativa, cercando sempre di programmare gli eventi in modo tale da trarre utili per la sua specie o per colpire i suoi nemici, fossero essi naturali od acquisiti. Proprio questa sua indole fu causa della aggressione da parte del Vicaraptor. Quell’evento lasciò comunque una traccia indelebile nel comportamento dell’Abbatosauro.
L’innata capacità di galleggiamento di questo animale su ogni forma di liquido, o emulsione di escrementi, rese possibile la sopravvivenza dell’Abbatosauro alle inondazioni del 2010 d.c.
Esso, dopo lungo galleggiare, fece dimora nuovamente nel monte di Pollina dove poi morì di vecchiaia. La sua salma venne successivamente prelevata e, dopo essere stata incatenata ad una màzzara di piombo fuso di 25 tonnellate, fu affidata ai fondali del mare soprastante Cefalù marina, da parte di alcuni animali spazzini della famiglia dei canidi (della specie jena ridens) provenienti dalla odierna rinomata località balneare di Borrello Basso – Karsa, dopo una toccante cerimonia.

Cattivik XVI

VIAGGIO NEL TEMPO Parte VI

Dinosauro protagonista della avventura di oggi è il CRISTIGNATO (Compagnus Prosciuttum Oculis). Particolare sauro bipede dalla particolare livrea rossa e con tre narici, aveva abitudini alimentari variabili a seconda del suo ciclo di vita. Attraversava durante la crescita una prima fase carnivora in cui si comportava da predatore gregario con altri sauropodi della specie "Avantipopulus Sessantottinus". Durante questa fase, il sauro, assetato di sangue, perseguitava le sue vittime per l'affermazione della sua specie e per tentare di entrare nei branchi dominanti.
Era il terrore degli ominidi di scarse pretese del territorio di Cefalù, che erano in stragrande maggioranza, e che, pur di sostentare la loro precaria esistenza si professavano di volta in volta seguaci dei sauri dominanti, prima del tipo "Clientelaris Democristianus Muratoris", evolutisi successivamente nel tipo "Leccaculis Silvius" fino agli ultimi "Cuffarensis Vasantis" e "Cuffarentis Cunzumantis". Contro costoro il Cristignato per anni ed anni emise continui e forbiti ruggiti, denotando una notevole capacità di eloquio.
Il Cristignato, anche a causa di una ingiustificata fama di divoratore di piccoli ominidi in tenera età, era rispettato, ma comunque evitato come la peste e relegato per lunghissimi periodi nei territori di confine, da dove lanciava i suoi strali, puntualmente inascoltati dai sauri e dagli ominidi di Cefalù.
In una particolare fase dello sviluppo di cefalù e per motivi inspiegabili ai più ed ai posteri, il Cristignato, cominciando col percorrere intese occulte con il Muffodonte, strani incontri con lo Scancasauro ed infine spinto anche dall'altro esemplare della specie "avantipopulus" l'ANKYLOFRANCUS (Compagnus Santas Brevimirantis), prese la clamorosa decisione di aggregarsi al gruppo della tanto disprezzata specie dei "Cuffarensis Cunzumantis" al servizio dello Scancasauro e del suo paravento, il Guercidonte.
Cotanto radicale cambiamento etologico dell'habitat e la vicinanza a specie tanto diverse, incise in maniera repentina sulla evoluzione di questo essere misterioso. l'eccezionale capacità di adattamento apportò al suo organismo le seguenti mutazioni fisiche:
- improvvisa e totale perdita dell'olfatto;
- improvvisa e totale perdita dell'udito;
- strabismo cronico che faceva volgere il campo visivo verso il lato opposto ai luoghi in cui si consumavano malefatte (per evitare lo strabismo incontrollato, il Cristignato era aduso a coprirsi gli occhi con sottilissime fette di carne di sùidi o maiali selvatici delle vicine campagne, abitudine dalla quale trasse il suo nome scientifico)
- sviluppo rapidissimo di folto pelo sullo stomaco;
- improvvisa perdita della affilatissima dentatura, sostituita da una proboscide.
Quest'ultimo effetto è causa di uno studiatissimo ed interessantissimo mutamento delle abitudini alimentari. In virtù di esso il Cristignato cominciò a nutrirsi della carne ruminata dagli altri dinosauri carnivori del gruppo dominante. Per fare ciò intrduceva la proboscide direttamente nella bocca degli altri carnivori, succhiando nell'abomaso la carne già masticata e predigerita.
Durante la sua breve vita nell'ambito del branco dominante, il Cristignato potè apprezzare (da solo, invero) il contributo offerto al suo nuovo gruppo, esibendosi talvolta in forbiti canti ed eloqui di circostanza puntualmente ignorati da tutto il branco di potere e, come sempre accadeva, da quasi tutti gli animali ed ominidi della comunità di Cefalù Marina.
la fine del Cristignato sembrerebbe riconducibile ad una sopraggiunta e rapida "morte per vergogna" dopo essersi casualmente visto riflesso su uno stagno dove si accigneva a dissetarsi. Il radicale cambiamento del suo aspetto e delle sue abitudini causarono una grave e radicale perdita di identità che formò la convinzione nel Cristignato di essere un "corpo estraneo", perfino da se stesso.
Da qui il Sauro decise di isolarsi tristemente in quelle che erano le lontane colline corrispondenti alla odierna spiaggia di sassi di Tusa. La morte sopraggiunse tuttavia durante la marcia. I suoi resti vennero annusati da alcuni animali spazzini della famiglia dei canidi (in specie Jena ridens) provenienti dalla odierna rinomata località balneare di Borrello Basso - Karsa ed abbandonati sul posto. Furono invece raccolti e trasportati presso il palazzo di Città di Cefalù Marina da alcuni DINOTOPTERYX (Gelatarus Autovelox Ammuccàmus) in virtù di un rito ancestrale del Monte tusa, da cui entrambe le specie di dinosauri traevano le radici biologiche.

Cattivik XVI

Senza parole

La tua saga è fenomenale.
Non so se tu sia uno scrittore professionista o un amatore
Quello che è certo è che scrivi in maniera assolutamente eccezionale e i contenuti sono stupendi. Invito lo staff a prenderne atto
ALTER EGO

Ne abbiamo già preso atto

Il nostro commento "assolutamente straordinario" da il giusto merito a colui che scrive, che non conosciamo. Abbiamo dunque già preso atto del livello notevole degli scritti. Possiamo anticipare che nel corso dell'anno 2008 faremo un sondaggio pubblico su quale sia l'opera letteraria più condivisa dai nostri lettori.
Il livello è piuttosto elevato e quindi è arduo prevedere un vincitore.
Nella rubrica "lap...pen" infatti si susseguono opere di notevole livello. Oltre a questa abbiamo "la Saga di Undercorter", le poesie della poetessa Margherita Neri Novi, quelle di Salvatore Fulcro e quelle di Francesco.
Non sappiamo se se ne aggiungeranno altre.
Quando indiremo questo sondaggio saremo anche noi curiosi di sapere a chi andranno le preferenze dei lettori.

VIAGGIO NEL TEMPO Parte VII

Nel novero dei dinosauri di quel periodo che ormai i paleontologi e gli studiosi nella conferenza recentemente tenuta a Cefalmanna hanno individuato e battezzato come "CEFALASSICO", si distingue per le sue peculiarità il TERRASAURO (Laconicus Raffaelensis Prudens). Erbivoro di considerevoli dimensioni, muscolatura e peso, coniugava tali presenza e mole con una qualità assolutamente inusuale nel branco dominante. Infatti, questo sauro, alla base del cervello aveva delle terminazioni nervose direttamente collegate alle corde vocali, che inibivano istantaneamente il suono della voce, evitando la fuoriuscita accidentale di eventuali cazzate che potessero passare per la mente di questo sauropode. Infatti, può affermarsi che esso si estinse senza averne pressoché mai pronunciate.
All'avvento del Guercidonte fu affiancato ad esso sia per sopperire alle carenze espressive di questi, sia per fare da contraltare silente ai barriti boriosi ed ai grugniti sprezzanti dello Scancasauro.
Amante dei fatti, delle regole e dei buoni propositi, fu posto a capo del male assortito stormo di vampiri Vigilopteryx, per governare i flussi migratori dei vari esseri viventi che popolavano Cefalù. Il Terrasauro però veniva sovente rintuzzato dal Guercidonte, che barriva pubblicamente suoni contrari a quelli precedentemente concordati in privato con il Terrasauro, facendolo apparire cattivo e temibile agli occhi degli ominidi del territorio.
Erbivoro comunque prudente e ben fornito di difese, estendeva talvolta i suoi pascoli anche nelle pericolose terre del'est Europa e nell'Asia Minore. Essendo stato per lunghissimo periodo buon migratore , individuò nella misuratezza del suo eloquio e dei suoi richiami vocali la migliore strategia per permanere nel branco dominante e poter coltivare serenamente il proprio territorio di pascolo.
In esso accumulava e gestiva enormi quantità di piante medicamentose e lassative, che distribuiva con regolarità al costipato e nervoso Scancasauro.
All'opposto, il Terrasauro produceva ogni sforzo per somministrare al Macalodonte delle erbe che consentissero a quest'ultimo di limitare i suoi problemi di meteorismo, di iperdefecazione e di turbolente fuoriuscite continue di gas intestinale (azoto e metano) che ormai avevano compromesso in modo determinante il clima e l'ecosistema del Cefalassico, oltre che averlo reso particolarmente infiammabile.
Narra una antica leggenda locale che il Terrasauro, contraddistinto da indole generosa, fu l'unico dinosauro del gruppo dominante a cercare di salvare la caverna del Macalodonte quando i gas compressi al suo interno si infiammarono causando un vastissimo incendio.
Mentre il Terrasauro era riuscito a domare le fiamme nella caverna, il macalodonte aveva già ricoperto circa 20 miglia di corsa, contribuendo, purtroppo a propagare l'incendio in tutta la fascia costiera a causa della emissione, in copiosa scia, di gas intestinali aumentata dallo spavento.
A differenza del Cristignato che subì una mutazione genetica, il Terrasauro, fidandosi del suo spiccato istinto, riusciva a non essere mai presente o ad allontanarsi per tempo di fronte alla attuazione di strategie di caccia, massacro, macchinazioni o movimenti poco edificanti da parte del branco dominante. Pur rimanendo anch'esso un sostanziale corpo estraneo a detto branco, godeva comunque di indiscussa stima ed autorità tali da causare sovente il muto risentimento dello Scancasauro.
Un altra leggenda riconduce la sua fine a causa ed a seguito della "strage della via Roma" del maggio 2008, testimoniata dal ritrovamento di numerosissimi scheletri frammisti a biciclette. Accadde infatti che una enorme mandria di ominidi migranti su due ruote denominati "Ciclanderthal" (Currituris Currituris) del cosiddetto "giro d'Italia", fu coinvolta in una rovinosa caduta collettiva a causa di un Vigilopteryx (guardiacumunalis multans) che, in preda ai fumi dell'alcol, attraversò incautamente la strada al loro passaggio.
Il Terrasauro fu immediatamente azzannato dallo Scancasauro, che non aspettava migliore occasione, e fu successivamente dato in pasto, presso il palazzo di città, ad alcuni animali spazzini della famiglia dei canidi (in specie jena ridens) provenienti dalla odierna rinomata località balneare di Borrello Basso - Karsa.

Cattivik XVI

VIAGGIO NEL TEMPO Parte VIII - prima puntata

- la struttura, le abitudini, l'ascesa-
Assoluto ed indiscusso protagonista del Cefalassico è stato il misterioso VICARAPTOR (Rapax Palermitanus Vicarensis).
Rapido bipede sanguinario e carnivoro di piccole dimensioni, era originario delle pianure della città sommersa di Palermo, aveva un aspetto gradevole, apparentemente inoffensivo ed attraente, probabilmente per trarre in inganno le sue potenziali prede.
La sua tecnica di predazione eletta era piuttosto semplice. Quando la preda si avvicinava, affatto impaurita dal piccolo sauride, esso sfoderava in una frazione di secondo poderosi artigli che trafiggevano da parte a parte il malcapitato. Immediatamente dopo, fissava la sua vittima ancora scioccata e boccheggiante con una sorta di sorriso un pò beffardo del tipo "Istrionicus Berlusconianus ", composto da una affilatissima dentatura a 358 denti, e la decapitava con un morso secco.
Tali ferocia e determinazione erano del tutto sconosciute nei placidi terreni della antica Cefalù Marina. L'introduzione di questo terribile predatore nell'ambito topografico e cronologico del Cefalassico è riconducibile alla attività congiunta del GIANFRANCODOCO (Hoover Miccensis Potens) e del BARRACASAURO (Forzitalianus Pentitus Galleggiantis). Entrambi avevano appena deposto a Cefalù Marina una grandissima quantità di uova che avrebbero dato vita ad una esplosione demografica di migliaia di esemplari di BERLUSCOCEFALO (Leccaculus silvius imperterritus), di cui il territorio si riempì rapidamente.
Grazie alla sapiente opera congiunta del Gianfrancodochus e del Barracasaurus, il Vicaraptor fu formalmente posto a capo assoluto della fauna locale, con l'intento di farne poco più di un soggetto puramente rappresentativo e decorativo.
In breve tempo, invece, l'indole aggressiva e vorace del piccolo predatore divenne assolutamente ingestibile ed incontrollabile sia da parte del Gianfrancodoco che da parte del Barracasauro.
Per di più, alcuni Dinosauri che avevano costituito fino ad allora il branco dominante, i fieri predatori locali forti, ma piuttosto lenti, come il MUFFODONTE maschio (Muffus Lejus Multipotens) ed il BRACCHIOSAURO (Progettans Omniprotectus Dominans), finirono in breve tempo per assaggiare gli artigli del Vicaraptor. Tra le altre vittime illustri, va citato anche il Ragiopteryx (rapax Taroccabilanx), anche lui azzannato per aver frapposto suoi progetti personali a quelli del Vicaraptor.
La voracità, la rapidità di esecuzione e la fredda determinazione del Vicaraptor, suggestionarono la placida indole dei tantissimi Berluscocefali che avevano riempito Cefalù Marina, ed esaltò l'opportunismo dei predatori di margine e degli animali spazzini, pronti a contendersi gli avanzi di qualsiasi battuta di caccia del Vicaraptor.
In breve tempo, il piccolo sauride formò attorno a sè un ecosistema gerarchico funzionale, in cui ogni predatore, erbivoro o spazzino, aveva un suo preciso territorio su cui esercitare la caccia o il pascolo. Chiunque fosse stato sorpreso dal vicaraptor a sconfinare dai limiti imposti, veniva aggredito inesorabilmente e ferito gravemente, con grida assordanti e spaventose, nel fisico e nell'orgoglio.
Memorabili le andature e le espressioni con cui uscivano i vari dinosauri dall'antro del Vicaraptor quando andavano a rendere tributo ed omaggio. Chi correndo, stramandato con acuti strilli, chi zoppicante, chi sanguinante, chi col capo chino, pochi uscivano invece incantati, sorridenti, soddisfatti e con il ventre pieno.
Estremamente selettivo nel suo comportamento, il Vicaraptor riusciva comunque ad accattivarsi numerose simpatie, ed era capace di dispensare cure materne nei confronti di qualsiasi sauride che (omissis)
Nel frattempo, i vari dinosauri predatori del territorio alternavano momenti di scontro con il Vicaraptor a momenti di stretta alleanza, o semplicemente gli rendevano omaggio in cambio del dono, per sè o per qualche congiunto, di qualche osso od interiora ancora freschi che il Vicarensis non era riuscito a trangugiare.
- gregari ed antagonisti -
Tra gli animali gregari del vicaraptor ricordiamo, oltre al Barracasauro, al Muffodonte, al Bracchiosauro ed all'Abbatosauro, il PISCITAURUS (Cameratus Fidelis Bilanciantis), il GUERCIDONTE dalla lunga coda, che già conosciamo, il mammifero roditore CORSELLONYX (Muris freneticus Lejus), il GLORIOSAURO (Geometras Commedians Minacciatus), il CESAROPODE (Augustus Atus Collocamentus), ed altri, che saranno oggetto di separato studio.
Tra i pochi antagonisti del Vicaraptor ricordiamo ancora il Cristignatus, che, alla migrazione definitiva del vicaraptor, mutò radicalmente il suo organismo per convivere con i suddetti gregari del predatore Palermitano;
Unico dinosauro che realmente ed incondizionatamente lottò contro il Vicaraptor, fu il LAPUNSAURUS REX (lapunx implacabilis). Era un carnivoro di grandi dimensioni terribilmente permaloso e dalla memoria elefantiaca. A differenza degli altri predatori locali, che tentavano comunque di avvicinare il Vicaraptor per il proprio personale tornaconto, il Lapunsaurus preferì un lunghissimo digiuno, che alimentò la sua ferocia contro il sauro dominante.
Unico antagonista in grado di tenere testa al Vicaraptor, dovette spesso arrendersi solo di fronte alla generalizzata propensione degli altri predatori antagonisti ad ammansirsi, in cambio di qualche piccolo incarico o vantaggio per congiunti o propri simili.
La ferocia e la tenacia dimostrata dal Lapunsaurus di fronte a cotanto avversario, alla scomparsa di questi, finì però con lo spaventare anche i dinosauri del suo branco, caratterizzati dal lunghissimo ed estremamente variabile nome scientifico (Cislinus Margheritensis Ulivus Democraticus etc. etc.). In particolare i loro alleati naturali, gli "Avantipopulus sessantottinus" furono talmente impauriti da preferire la condivisione del pascolo con gli antichi antagonisti, mentre i "Margheritensis", nella ipotesi di occupare un ampio terreno di pascolo per brucare, non riconobbero al Lapunsaurus Rex il ruolo dominante che invece gli attribuivano quando c'era da sbranare.
- le leggende ed i privilegi-
Ma torniamo al Vicaraptor ed alla attività con cui modificò l'ecosistema e le abitudini della popolazione locale. In proposito potremo citare una piccola leggenda che riguarda i periodi estivi, nei quali considerando la fauna del territorio non all'altezza di organizzare lieti e spensierati momenti di distrazione, chiamò dalla lontana area scaligera un ominide, il GERRICALOMUS (semper) ERECTUS (Bavosus Vicolomiraculis Bimbos), coprendolo di ricchezze.
Il Gerricalomus, distinguendosi più che altro per le sue imprese con (omissis), dopo una estate assolutamente insulsa, andò via con un considerevole bottino salutando con un verso ebete: "Ciaaaaao"!. E non fu mai più rivisto.
Parimenti, il Vicaraptor distribuì ricchezze a moltissimi altri sauri della specie "Consulentis Ammuccantis Salutantis", che poi in cambio conferivano al Vicaraptor consensi dagli altri territori della provincia.
Tra i beneficiati del Vicaraptor vi sono pressochè tutti i sauri della specie "Costruttoris Palazzinarus Cementiferus", Ricordiamo anche la specie gemella "Costruttoris Palazzinarus Albergans", che professavano un culto di riti pagani al dio TOURISMUS (entità astratta e costituita principalmente da fumo gettato negli occhi proventiente dagli innumerevoli bracieri sacrificali del dio AEDILIS) quale unico pretesto per innalzare enormi templi sparsi nel territorio costiero a pochi metri dalla riva del mare. (omissis).
Meritano una piccola menzione anche gli SCAPPULASAURUS (Gloriosus Suolus Publicus Aeternus), rettili che occupavano stabilmente porzioni di praterie ammonticchiando frutti di vario genere, difendendole poi con denti e artigli. Essi ottennero poi dal Vicaraptor il suolo agognato nel territorio urbano più prezioso.
(continua)

OMISSIS nel viaggio nel tempo

Caro staff. La curiosità sugli "omissis" è grande, anche perchè nn ce ne erano mai stati prima per la saga. C'erano dinosauri dei giorni nostri?
Situazioni compromettenti?

Troppo curioso

Diciamo che

alcune pergamene non erano perfettamente leggibili. Di certo colpa dell'usura del tempo :))

Ancora una mirabile

puntata di "viaggio nel tempo" che, con le sue 300 letture si avvia ad entrare negli interventi più letti

Chiarimenti per Cattivik

In qualità di rettologo gradirei avere chiarito se la specie dei BERLUSCOCEFALI (Leccaculus silvius imperterritus), era diffusa solo nella zona della Marina dove erano state deposte le uova o aveva una estensione più ampia che abbracciava l'intera area di Cefalmanna? Inoltre essi sono attualmente estinti o si sono evoluti in altra specie di rettile e se si in quale ?
Il rettologo

Chiarimenti

Si tratta di una specie in continua evoluzione e dalle risorse di adattamento praticamente infinite.
Mantennero la denominazione di Berluscocefali per circa un decennio (quello universalmente conosciuto). Poi, erano capaci di evolversi in qualsiasi soggetto politico che gli consentisse di potersi avvicinare ai branchi dominanti (ramo dei "Bandieras Cannavazzus").
L'area si cefalmanna fu colonizzata da quasta specie dopo le onde di piena. L'estrema confusione che colse la penisola italiana a causa del disastro travolse anche la politica e le istituzioni, per cui in un decennio In questo breve ma sanguinoso periodo, sorse la città di Cefalmanna, in cui, secondo il metodo empirico di Romolo e Remo, furono tracciati con cotelli e pugnali i terreni per ognuno dei sopravvissuti. I coltelli ed i pugnali servirono anche a difendere i terreni in questione.
Dopo pochissimi giorni di disorientamento, la specie dei "Costruttoris Famelicus" si riorganizzò con macchinari e ruspe. Guidati da un improvvisato ma esperto condottiero, il Labas Erectus, edificarono delle palazzine sfruttando ogni centimetro quadrato di suolo a disposizione. Le unità immobiliari vennero vendute a sangue di papa, tornarono ad emergere ed a fiorire le attività dei "Cravattarus Familiaris Fintus Artigianus", per cui i sopravvissuti poterono avere delle dimore.
la mancanza di strade per le comunicazioni instaurò il sistema di sentieri "da finestra a finestra"... Ma questa è un'altra storia.
Non molto diversa da quella di oggi.

Cattivik XVI

VIAGGIO NEL TEMPO Parte VIII - seconda puntata

- l'incontro fatale -

Superato il suo primo periodo regnante, il Vicaraptor si imbatté nell'incontro con l'aitante ed affascinante MAXIMONDYLOS OCCHIAZZURRIS, (Homobonus Lejus). Sauropode ammirato da tutte le sauridi femmine delle circostanti pianure, apparteneva alla specie controversa degli "Avantipopulus Incoerentis ". L'incontro fu fatale, perché il Vicaraptor rimase veramente e sinceramente affascinato dal Maximondylos, tanto da mitigare la sua ferocia e perdere buona parte della sua carica aggressiva. Ciò inevitabilmente finì per far scemare poco a poco la sua terribile autorità. La ferrea indole del Vicaraptor era ormai scalfita da sentimenti umani del tutto sconosciuti durante la prima metà del suo feroce dominio.
Nell’analogo periodo, il Vicaraptor realizzò con il VERZOPODUS, un ominide Sciamano della pianura padana, un grande ricovero per animali malati, che costituiva anche e principalmente un grande veicolo di scambio di assoldamenti e di consensi. Quest’opera fu contrastata da numerosi sauropodi cefaludensi, che qualche anno dopo invece amarono compiacersi della efficienza del ricovero stesso.
Oramai formatesi delle incrinature nella sua determinata conduzione della caccia e controllo del pascolo, a causa dei suoi nuovi sentimenti e della prossima fine del suo regno, il Vicaraptor alternava momenti di assoluto disinteresse per il comando ad altri di feroce tirannìa, che finirono per disorientare tutti i suoi Sauri Gregari.
Il Corsellonyx, seguì il suo istinto di buon Mùride, ed intuendo che l'affondamento si avvicinava, abbandonò per tempo il suo gregariato. Altri sauri gregari, come l'Abbatosauro che cercarono di approfittare della distrazione del Vicaraptor, furono scoperti, orrendamente mutilati e cacciati. il MUFFODONTE femmina (Muffus Pantalonis Portans), sauro molto combattivo subentrato al Guercidonte nel branco dominante, ebbe i primi violenti scontri con il Vicaraptor. Scontri in cui, come sappiamo, si inserirono i sauri della specie Cuffarensis Cunzumantis. Perfino il suo antico capobranco, il Gianfrancodochus, l'azzannò con ferocia. Da queste schermaglie, il Vicaraptor riportò le prime gravi ferite da combattimento.

- la parabola discendente -

Prima della fine del suo ruolo dominante nel Cefalassico, il Vicaraptor, a causa delle ferite subite, fu nuovamente animato da ciò che rimaneva del suo feroce istinto, e si adoperò nello smembramento dei pascoli in favore dei sauri e degli ominidi che gli avevano prestato fedele servizio. Ad uni diede il controllo delle sorgenti, ad altri, i FARINOTOPUS (Palazzinarus posteggiatoris trasformans) diede il controllo delle aree di stallo delle macchine create dagli ominidi, ad altri ancora, gli ARCHEODAMIRUS (Cartellonis Abusivis Labas Sanatis) diede enormi spazi per murales e graffiti.
Tutto questo, a discapito di una popolazione che, pensando di non aver più nulla da temere, cominciò a voltare le spalle al Vicaraptor.
Ma le risultanze clamorose degli ultimi fendenti del piccolo predatore, esplosero, qualche tempo dopo la migrazione del Vicaraptor, con le "guerre delle bollette dell'acqua". Durante esse, gli esponenti della razza maggioritaria dei Berluscocefali "Leccaculis SIlvius", che si erano repentinamente trasformati nella razza "Voltagabbanas Cuffarensis", non appena ebbero avute in mano le nuove pergamene per il versamento del tributo acquifero, realizzarono, con dolore e fastidio, di aver avuto introdotto qualcosa di enorme sotto la base della coda.
Parecchi Sauri dominanti vennero divorati dalla folla, ed il VAZZODONTE (Simegassis Acquas Ammuccans) fu costretto a migrare verso la Siberia, terra ricca di metano ed acqua.
Prima della sua fine, il Vicaraptor, senza più l'assillo della predazione compulsiva e degli attacchi preventivi, trascorse felici anni correndo a fianco del Maximondylos nelle pianure costiere tra Cefalù e Palermo, dove c'era il tempio massimo dei dinosauri Predatori della Sicilia.
In quel Tempio leggendario di prebende e regalìe, frequentato già da tempo dal Vicaraptor, interi quarti di bovini già disossati pendevano succulenti da ogni colonna, ed i fortunati dinosauri che vivevano in quell'Olimpo potevano sfamarsi in una perenne sazietà.

- Il grande mistero -

Nessuno scheletro del Vicaraptor è mai stato ritrovato a Cefalù Marina, malgrado anni di febbrili ricerche olfattive di alcuni animali spazzini della famiglia dei canidi (in specie jena ridens) provenienti dalla odierna rinomata località balneare di Borrello Basso - Karsa.
Le testimonianze del predatore sono tutte nelle numerosissime incisioni rupestri e nelle effigi rituali diffuse in circa 8 anni su tutto il territorio dal piccolo ed instancabile OLLASAURO (Simos Semperdevotus ).
La maggior parte dei paleontologi presume che il Vicaraptor durante uno sconfinamento nel territorio di Cefalù Marina fu assalito in una imboscata dal Muffodonte maschio (Muffus Lejus Multipotens), che tempo prima gli aveva inoculato la “Bilancitis Terribilis”. L’attacco fu condotto dal Muffodonte e da alcuni suoi fedeli seguaci, indi il Vicaraptor sarebbe stato divorato con tutte le ossa.
Alcune tesi rivoluzionarie, invece, assimilerebbero la storia del Vicaraptor a quella del Plesiosauro di Lochness. Gli studiosi cinesi non escludono infatti che questo rettile, particolarmentre adattabile e longevo, sia passato indenne dagli sconvolgimenti del pianeta fino ai giorni nostri. Tanto che pare sia ormai diventato una sorta di divinità adorata da una etnìa - setta segreta: i “VICARIATIDI del miliardesimo giorno”, che, nascosti in grotte di montagna, attendono con pazienza, ed in segreto, l’avvento del Vindice Vicaraptor.

Cattivik XVI

VIAGGIO NEL TEMPO Parte IX

Nel nostro viaggio a ritroso nel tempo, oggi è il turno di un dinosauro invero singolare: il DIPAOLATUS (Pensator Liberus Inafferrabilis). Onnivoro di media stazza ed incursore velocissimo, non aveva un suo vero e proprio branco di appartenenza. Era aduso a frequentare gli altri sauri esclusivamente sulla base della capacità di questi di rendersi realmente utili all’ecosistema di Cefalù Marina.
In continuo movimento, questo bipede dagli occhi cerchiati di giallo, si spostava di branco in branco dispensando acuti richiami di approvazione o di riprovazione, a seconda delle circostanze, Tanto perentori e rapidi erano i richiami, che nella maggior parte dei casi, gli altri sauridi non capivano assolutamente da dove venissero.
Era un sauropode molto stimato e dalla intelligenza superiore, ed il suo pressoché infinito correre nel territorio e nelle pianure circostanti, lo rendeva libero e non condizionato nel suo agire dai sauri del gruppo dominante come da quelli dei gruppi antagonisti.
Era temibilissimo per i morsi sferrati agli altri dinosauri con cui dissentiva in opinioni, e, durante la caduta del Vicaraptor, fu tra i pochi sauri dotati di grande forza a dimostrare equilibrio e ad intuire il cammino di carestia sul quale Cefalù Marina cominciava lentamente ad avviarsi. Questo lo fece annoverare tra i “Sauris Lungimirantis”, e non si propose in nessun gruppo che aspirava alla gestione della caccia e dei pascoli.
Quando si cimentava nella caccia, lo faceva per puro divertimento, azzannando di tanto in tanto lo Scancasauro, che, particolarmente lento, non faceva nemmeno in tempo a rendersi conto del perché sanguinasse.
Stava lontanissimo dal Macalodonte, che per via delle continue perdite di gas intestinali non riusciva più a trovare altri sauri con cui andare a braccetto, fatta eccezione per il tozzo BOTINDAURUS (Maurinus Budinus Portabors), e perseguitava sovente alcuni animali spazzini della famiglia dei canidi (in specie jena ridens) provenienti dalla odierna rinomata località balneare di Borrello Basso – Karsa.
La sua fine è riconducibile ad una delle leggende legata alle grandi inondazioni del 2010, durante le quali, la sua fiera indipendenza gli fu fatale. L’onda di piena lo avrebbe catapultato proprio nei pressi del Botindaurus abbracciato al Macalodonte A quest’ultimo bastava trattenere per qualche minuto i suoi gas per galleggiare efficacemente. Il Dipaolatus, piuttosto che aggrapparsi a cotanta compagnia, preferì un maggiormente dignitoso annegamento, mentre al Macalodonte bastò rilasciarsi qualche secondo per planare come un hovercraft fino alle terre emerse.
lo scheletro del Dipaolatus, ed il suo cranio riconoscibile dalle orbite giallo-fluorescenti, furono rinvenuti, esposti come reliquia ed adorati dai discendenti dei “Candelorosauris”, i più affezionati estimatori del Dipaolatus.

Cattivik XVI

Ti suggerirei ...

Caro Cattivik XVI, non hai ancora trattato del FRANCOSAURUS (genere Cefalomaurinus), che mi pare ebbe per molti anni tremendi scontri con VICARAPTOR, CRISTIGNATUS, SCANCASAURUS e GUERCIDONTE: volevo chiederti se ne conosci le caratteristiche e che fine fece ... si è estinto anch'esso? Capitan Harlock

Ricerche difficoltose...

Le ricerche sono rese difficoltose dalla frammentarietà delle notizie e dal fatto che:
1) ogni singolo osso è stato, ovviamente e per motivi affettivi, trafugato e poi gelosamente custodito in luogo imprecisato da alcuni animali spazzini della famiglia dei canidi (in specie jena Ridens) provenienti dalla odierna rinomata località balneare di Borrello Basso - Karsa.
2) il sauride in questione, da buon Cefalomaurinus, è solito muoversi prevalentemente dietro le quinte, e comunque, ci sono ancora tanti altri sauri interessanti e divertenti.
Ma la ricerca non si può fermare, e seguendo con pazienza frammenti di leggende e tracce degli animali spazzini... anche il Francosaurus avrà il suo profilo ed il suo posto nel Cefalassico.

Cattivik

ci sono ritrovamenti.....

di resti di un voracissimo canide della specie (burocraticus longamanus) o della specie gregaria, scientificamente conosciuto come (impiegatus dattiloimpastatus) assai nota per la poliedricità degli impegni,tutti atti a suggere "risorse" dal palazzo della scomparsa Cefalù ??
Turiddu ,in versione Paleontologo,da Rapputi

Canidis Burocratensis

La Specie Menzionata dal dott. Turiddu era assai diffusa e distinta tra "Impiegatus dattiloimpastatus Malevolus", che diffondeva scritti in forma anonima per piccole e puerili vendette personali e che si è estinta poco prima delle inondazioni, e l'"impiegatus dattiloimpastatus benevolus" a cui piaceva scrivere e basta, e che è una specie annegata con tutte le altre. La prima era infinitamente più vorace della prima. Era gregaria o avversa a seconda di quanto poteva ottenere, ed i suoi insaziabili appetiti, le piccole ambizioni deluse e le frustrazioni ispiravano quotidianamente le sue pergamene anonime ed i suoi meschini comportamenti.
Entrambe le specie non meritano comunque particolare menzione. Si tratta infatti sempre e comunque di soggetti insignificanti nell'immaginario collettivo di Cefalù e delle sue colline, e per quanti sforzi potessero fare per emergere, della loro vita e della loro fine non si è accorto mai nessuno.
Complimenti per lo spirito di osservazione e di empatia.
Al prossimo dinosauro.

CATTIVIK XVI

Nel frattempo

che Cattivik XVI risponda e soprattutto ci fornisca altri importantissime rivelazioni sulle preziose pergamene, festeggiamo l'ingresso di questa saga negli interventi più letti.

TROPPOBONUSPRIMUS

Altro che "intelligenza superiore".............. non sono riuscito a capire al volo (come avrei dovuto) il perchè degli "occhi cerchiati di giallo" !
Però ............. altro che Cattivik XVI : TROPPOBONUSPRIMUS.
DIPAOLATUS

E' la prima volta

che viene anche ritrovata la pergamena con le parole del sauro. Scoperta importantissima!!!
ALTER EGO

SULLE IMMONDE RAZZE DI DINOSAURI

Buona, ma, un pò lunghina, passeggiata nel tempo, o relazione semestrale. Ogni era ed ogni popolazione ha quello che merita! Un popolo di “rincogliotauri” merita questo e altro! Ben lo sanno, i predatori che si avvicendano nei verdi pascoli del “mangime pubblico”. Ben lo sanno i predatori che le loro vittime si dimenano e gridano solo per pochi attimi e poi tacciono nell’abbraccio mortale. Ben lo sanno i predatori tutto questo, altrimenti non starebbero in quei posti nella classifica dell’evoluzione.
I predatori sono sempre stati i più furbi, soprattutto, a non lasciare tracce della loro caccia! L’era dei dinosauri non è mai finita! Oggi chi continua ad osannare le qualità del “vicaraptor”?
Tutti quei dinosauri che hanno pascolato insieme a questo “sauride”, la cui giornaliera attività predatoria sembrerebbe sia consistita solo e sempre nel chiedersi: “per me quanto spazio c’è in questi verdi pascoli”?
L’unico rammarico e latente desiderio che resta in qualche paleontologo è dovuto al fatto di non aver rinvenuto, a tutt’oggi, nessun fossile rivale al “vicaraptor”, magari della rara specie “magistratus furens” che abbia voluto o potuto contrastare, ponendo fine, a questa leggendaria diatriba sulla specie in questione, lasciando intatta l’idea che questo sauride abbia continuato nel tempo, congiuntamente ad altri sauridi, a spadroneggiare nei pascoli e sopra i Continenti, apportando infinito male all’evoluzione della specie!
Il direttore del centro studi paleontologici

Magistratus Furens

Uno della specie "furens" c'era a Termini Alta. Per quanto avesse provato ad annusare il territorio di Cefalù Marina... A Milano lo mandarono.

VIAGGIO NEL TEMPO Parte X

Sotto la lente d’ingrandimento di “Viaggio nel tempo” va oggi il CICCOSAURUS (Polizzanus Fidelis Piaggius). Sauropode dalla vista limitata, piuttosto lento ed impacciato nei movimenti, si nutriva esclusivamente di erbe dei pascoli assegnati, e, nel periodo cefalassico, talvolta degli avanzi dei pasti del Vicaraptor, di cui, come vedremo più avanti, fu un fedele sauro gregario.
Malgrado le sue capacità di comunicazione fossero di poco superiori a quelle del Guercidonte, potè vantare una lunga militanza tra i branchi dominanti di Cefalù Marina e tra quelli della odierna cittadina rivierasca di Polizzi Generosa. La sua indole pacifica lo portava infatti ad evitare ogni tipo di scontro.
Defilandosi prudentemente ad ogni accenno di schermaglia, il Ciccosaurus, non ebbe mai dei veri nemici, e riusciva a dialogare con qualsiasi sauro della specie “politicantis”.
Era conosciuto per aver bivaccato per anni nel palazzo di città e per aver avuto un ruolo collaterale nella diffusione in tutto il territorio dei parassiti - mezzi di locomozione oggi noti come “Piaggius Adornus Petomarmittans”, che infestarono Cefalù marina per tutto il Cefalassico mietendo numerose vittime, tra incidenti ed esaurimenti nervosi.
Durante i primordi del Cefalassico, fu sauro gregario dell’antichissimo e stimatissimo LAGRUSAURO (Senex Cameratus Trombonis), e successivamente, con l’avvento dei Berluscocefali, fu per molto tempo adepto e fedele alleato del muto BARRACASAURO, che gli suggeriva, minuziosamente con movimenti del capo, degli occhi, e con sorrisi appena accennati, le linee di condotta da seguire.
Il Ciccosaurus, può essere annoverato tra i più fedeli gregari del Vicaraptor, del quale, meglio di altri sauri, riusciva ad assorbire gli strali, i morsi ed i cazziatoni. Sovente usato dal Vicaraptor come mediatore, non era da questi granché stimato, essendo sovente etichettato tra i “Babbusaurus Min… (omissis)”.
Ma il Ciccosaurus non ebbe mai a lamentarsi, essendo già grato alla sorte per la sua visibilità e per il pascolo politico che era la sua vera passione.
Nel particolare periodo del Cefalassico in cui il potere del Vicaraptor scemava inesorabilmente, nel palazzo di città, vi fu l’avvento del virus della “Bilancitis Terribilis. Era una malattia mortale che il Muffodonte maschio poteva utilizzare a suo piacimento per mezzo dell’ominide veicolo di contagio che era ormai in suo possesso. Questo Virus stroncò sul nascere la breve vita della specie dei “Berluscocefalis Terzomandatus” su cui il Vicaraptor per lungo tempo fece affidamento.
Alla fine il Vicaraptor dovette a malincuore accettare il suggerimento del Muffodonte di un salutare allontanamento dai pascoli di Cefalù Marina, al fine di evitare un pericolosissimo contagio.
Rimasto improvvisamente senza un capobranco, quelli che rimanevano del clan dei “Berluscocephalis” che fingevano ancora di parteggiare per il Vicaraptor - tra cui merita menzione anche il furbo EUGENIODAPTYLUS (Furbus Mobilius Localis Affittans Furbus) - in mancanza di un valido sauro da battaglia, presero la ingrata decisione di sacrificare il pacioso Ciccosauro sull’altare di una solenne figura di sterco.
Il Ciccosauro però, accettò con entusiasmo il ruolo di sauro da battaglia, e, convinto di avere buone speranze con l’appoggio del predatore massimo e divinità rettile “SILVIUSAURUS REX”, (accanto al quale fu ritratto in sapide ed esilaranti incisioni rupestri) fu clamorosamente abbandonato anche dal Gianfrancodochus, che, in spregio al Vicaraptor, produsse di nascosto tonnellate di pregiato sterco combustibile in favore del Guercidonte.
Con l’affermazione schiacciante del Guercidonte, il Ciccosauro sparì dalle praterie di Cefalù Marina, per riaffacciarsi di tanto in tanto quando c’era da parlare di “Piaggius Petomarmittans”, o per tranquille passeggiate nel centro città.
La sua fine giunse a seguito delle inondazioni del 2010, ed a nulla gli valse l’unico obiettivo personale raggiunto in quasi vent’anni di pascolo politico a Cefalù, ovvero il cambiamento del flusso di transito nella “via Medi”. L’onda di piena, infatti, non si fece scrupolo di percorrere quel sentiero in un impetuoso controsenso, inondando in pochissimi secondi gli scantinati dell’antro di vendita delle “petomarmittans”, ed annegandolo in pochi secondi.
I suoi resti, dopo essere stati scompaginati da alcuni animali spazzini della famiglia dei canidi (in specie jena ridens) provenienti dalla odierna rinomata località balneare di Borrello Basso – Karsa, furono rinvenuti frammisti a numerosi pezzi di ricambio. Oggi gli studiosi nella ricostruzione dello scheletro sono infatti indecisi se collocare alla base del cranio la ghiandola pineale o quello che sembra un carburatore maggiorato di “Gilera Storm”.

Cattivik XVI

VIAGGIO NEL TEMPO parte XI

Oggi ci fa compagnia nel nostro viaggio un sauropode piuttosto controverso: il PISCITAURO (Cameratus Fidelis Bilanciantis) Ad un esame del cranio, si tratterebbe di un rettile tarchiato e dalla dentatura discontinua ed irregolare che poco lascia intuire delle sue abitudini alimentari. il colore dei denti lascia tuttavia intuire che questo Rettile avesse bisogno di respirare pressochè unicamente nicotina e residui di combustione da tabacco. Era un discendente della razza pressochè estinta dei BALILLOPODI (Dux Adorans Imperterritus), di cui amava vantare appartenenza.
La struttura sembrava comunque quella del predatore. Si ritiene infatti che il Piscitauro, non particolarmente agile, agisse in modo piuttosto cauto, con notevoli capacità di infiltrazione nei territori di pascolo dei branchi dominanti. La sua aggressività era infatti principalmente finalizzata a controllare le posizioni dei vari sauridi all'interno dei territori assegnati, nonché la quantità di erbe e foraggi.
La giovane età ed una intelligenza sviluppata non gli preclusero la permanenza nei branchi dominanti. Affermò la sua presenza durante il dominio del Vicaraptor, del quale fu un gregario piuttosto fedele. Meglio di altri però riusciva ad avere comportamenti autonomi, specie nella gestione del grande pascolo finanziario del palazzo comunale.
Per un certo periodo ebbe modo, come il Guercidonte, di pascolare nelle grandi praterie della Provincia di Palermo, dalle quali dovette però fuggire per motivi di vario genere.
Ebbe modo di mettere a frutto la sua dimestichezza con i pur rudimentali sistemi di comunicazione e di spostamento del foraggio, riuscendo a ritagliarsi una posizione di rilievo nella gestione dei grandi pascoli.
La sua pelle particolarmente spessa gli consentiva di subire senza particolari danni i morsi che sovente il Vicaraptor gli infliggeva, era inoltre tra i pochi che poteva ruggire o grugnire con forza in presenza dello stesso.
Verso la fine dell'incontrastato regno del Vicaraptor, la grave epidemia di "bilancitis terribilis" che ebbe focolaio nel palazzo comunale, compromise in modo consistente il suo ecosistema. Inoltre, il diffuso sospetto che il Piscitaurus fosse in qualche modo portatore di quel virus, lo pose ai margini della comunità dei sauridi dominanti di Cefalù Marina. Anche lui, dietro i messaggi acustici e corporei del Muffodonte maschio, optò per un forzato esilio.
La sua fine, secondo le leggende comuni, potrebbe ricondursi alla guerra delle bollette dell'acqua. Il Piscitauro, infatti, che era ormai aduso a camminare di soppiatto per non farsi notare, finì casualmente proprio sotto la coda del Macalodonte, anche lui mimetizzato nella vegetazione per gli stessi motivi. parecchi minuti di attesa nervosa lo indussero ad accendersi una sigaretta proprio durante una massiccia fuga di gas intestinali. Scelta che gli fu fatale.
Lo scheletro fu trovato completamente carbonizzato da alcuni animali spazzini della famiglia dei canidi (in specie jena ridens) provenienti dalla odierna rinomata località balneare di Borrello Basso - Karsa, e fu da questi utilizzato a guisa di gioco dello Shangai nel tempo libero.

Cattivik XVI

Accidenti

che fine terribile per il Piscitauro!!!! e chi se l'aspettava!!!!!!!

A Cattivik XVI

Vorrei sapere se attraverso il DNA sui resti di PISCITAURO la paleontologia potrà rispondere alla domanda che, dopo lo scoppio della guerra delle bollette dell'acqua, a Cefalù marina tutti si fanno sul virus della bilancitis terribilis.
Non è che quel virus ha ridotto PISCITAURO al mutismo totale ?
Il CESAROPODE che era della stessa famiglia dei BALILLOPODI o meglio dei CAMERATAS FIDELIS qualche rantolo l'ha fatto.
PISCITAURO invece no.
Forse, però, i due CAMERATAS FIDELIS (al vicaraptor) non sono stati stroncati dallo stesso virus.

appassionato lettore del viaggio nel tempo

VIAGGIO NEL TEMPO speciale. la "Bilancitis terribilis"

La risposta all'appassionato lettore merita un piccolo "speciale" Viaggio nel Tempo, in quanto la "Bilancitis Terribilis" sembra tra le cause principali (se non l'unica vera causa) della fine dell'egemonia del vicaraptor sui suoli di Cefalù Marina.
Purtroppo, il fatto che il Piscitauro avesse avuto per anni il controllo ed il bivacco sul pascolo del bilancio comunale ne ha fatto un portatore indiziatissimo della "Bilancitis Terribilis".
Quest'ultima è una malattia il cui virus è stato isolato su un ignoto ominide veicolo di contagio che operava e viveva all'interno del palazzo comunale, tra le pieghe di ogni decisione che comportasse trasferimenti di foraggio da un sauro all'altro e da un predatore all'altro.
Questa patologia, nell'attesa indefinita dei suoi effetti finali più letali (Requiem Cavallaccis), induce i potenziali contagiati proprio al mutismo assoluto ed alla paralisi politica.
Tra gli effetti collaterali peggiori, l'infestazione della propria sfera personale da parte di pericolosissimi parassiti - spia - accertatori.
I suoi effetti finali possono essere contrastati, o ritardati fino ad autoimmunizzazione (praesciptio probabilis). Questo effetto positivo può ottenersi unicamente attraverso l'opera di sauri particolari lentissimi quanto metodici: i DEINOLEJUS CEFALOPODIS (Rinviamus Infinitus Praescriptionis) ed i DEINOLEJUS CEFALOPODIS MULTIPOTENS (Amicis Dilamìcis) i quali, affollando sistematicamente l'intricatissima giungla del "Tributerminis Distaccatus", potevano soffocare, ritardare o paralizzare ogni progresso della malattia.
Il CESAROPODE (Augustus Atus Collocamentus) avrebbe soltanto goduto dei primi effetti euforizzanti della "Bilancitis", potendosi legittimamente permettere il prelievo di consistenti quantità di foraggio per un diffuso assoldamento di "Sauris Pocoraccomandabilis" per la raccolta dello sterco dai prati di Cefalù Marina.
il Cesaropode non fu infatti esposto ad un contatto profondo con l'ominide veicolo di contagio sul quale è stato isolato il ceppo originario del virus. Ominide che successivamente venne posto in una teca di vetro tra le premurose cure del Muffodonte maschio.

Cattivik XVI

ANNO DOMINI ... MMVIII

Complimenti ho apprezzato moltissimo il contenuto dei vari capitoli .
Grazie a Cattivik XVI
a bientot.........P.G.

Amicis Dilamìcis .... e va

Amicis Dilamìcis .... e va bene......ci arrivu.
Ma ai DEINOLEJUS nun ci arrivu.
A volte diventi difficile mio caro Cattivik. Io sono limitato, potresti essere più chiaro ?

sono ancara io appassionato lettore .....

Deinolejus...

L'etimologia: "Deinos" e "Lejus" indicherebbe la particolare attitudine di questi sauri a difendere altri sauri dalle accuse rivoltegli di sbranamenti ingiustificati, predazioni abusive, pascoli illegali e simili. Quindi il Deinolejus dovrebbe essere un sauro la cui caratteristica principale era la dimestichezza con le regole delle intricate, selvagge ed incolte giungle in cui si amministrava la giustizia tra i sauropodi e gli ominidi.

Dr. Alicia Suckbone
(Ordinario di Paleontologia della Università dell'Illinois)

MESSAGGIO PER CATTIVIK XVI

Non so se siete d'accordo per inserire ancora 2 personaggi nei capitoli a venire.
Ho trovato:
MEGALOSAURUS (grande lucertola)
TOURVOSAUR ( lucertola selvaggia)
è solamente un'idea, l'autore a decidere
Cucu....a bientot......P.G.

VIAGGIO NEL TEMPO parte XII

La puntata di oggi sarà trascorsa alla scoperta dell’EUGENIODAPTYLUS (Furbus Mobilius Localis Affittans Furbus)). Dall’esame del fossile rinvenuto, si trattava di un sauropode estremamente magro e con un collo piuttosto rigido, costituito da una unica e lunghissima vertebra. Esso sopperiva a questa sua scarsa mobilità con una furbizia accentuata. Noto per le sue scorribande in età giovanile, l’Eugeniodaptylus durante la sua maturità faceva invece prevalere la sua indole furba, rancorosa e vendicativa.
Durante il Cefalassico l’Eugeniodaptylus, non dotato di particolari forza ed aggressività per aggredire direttamente le proprie prede, millantando suoi poteri straordinari, si inserì abilmente quale gregario nel clan dominante del Vicaraptor.
All’interno del branco, sfruttando le sue doti di furbizia, riuscì infatti a piazzare tutta una serie di suppellettili lignee che era solito accumulare e scambiare con altri sauri, ed in seguito, insinuandosi in ogni piccolo antro del palazzo comunale, riuscì a trarre enormi benefici dallo sfruttamento degli antri e dei pascoli di cui disponeva. Uno degli antri in suo possesso veniva infatti utilizzato, in cambio di rendite di pascolo, per consumare riti sanguinari in cui gli esponenti più accaniti e voraci della numerosissima categoria dei “Deinolejus Cefalopodis Principiantis Parafangaris” riuscivano a nutrirsi lanciandosi all’assalto tutti insieme e selvaggiamente sui pezzi di carne ed ossa gettati di tanto in tanto dagli sciamani amici dell’Eugeniodaptylus gli “Juricipacis Localis”.
Particolarmente previdente, sfruttando la sua posizione di gregario dominante, ottenne dall’ominide Labas Erectus (urbanisticus inqualificabilis) una incredibile concessione per edificare lotti di piccoli templi con residenze nelle colline circostanti Cefalù, nei pressi di un bosco che si diceva fosse sacro (Parcus Madonias Fittizius), e che oggi sono ville sul mare.
Essendo anche un esponente della famiglia dei “Sauris Doppiogiochistis”, si trovò in difficoltà durante la fase discendente del dominio del Vicaraptor. In questo periodo si impegnò in febbrili trattative, millantandosi quale mediatore e messaggero tra il Guercidonte ed il Gianfrancodochus a danno dell’ormai esanime Vicaraptor.
Leggenda narra che, nelle sue ultime settimane di dominio, il Vicaraptor si era staccato un arto con un morso ripensando alla fiducia accordata all’Eugeniodaptylus negli anni precedenti, e che, proprio contro di lui, liberò uno dei suoi ultimi e più terrificanti ruggiti. Uno stridìo talmente acuto che l’Eugeniodaptylus, gravemente artigliato e scioccato, vagò per una settimana senza meta, a capo chino ed in stato confusionale, non riuscendo nemmeno a ricordare la strada della sua caverna, né chi fosse.
Durante le battaglie per il potere e la raccolta dei consensi, tenendo fede alla sua furba indole, l’Eugeniodaptylus si schierò, fintamente, dalla parte del Ciccosauro, tentando di raccogliere quei consensi che gli avrebbero poi consentito di farlo entrare nel palazzo di Cefalù Marina e di schierarsi poi il suo amico e vicino di territorio, il Guercidonte.
Purtroppo però gli ominidi e sauri di Cefalù marina non diedero al furbo rettile il consenso sperato, ragione per la quale, dopo brevi trattative con Guercidonte, quest’ultimo lo incoraggiò a desistere da ambizioni di potere e ad accontentarsi di quanto aveva ottenuto durante il regno del Vicaraptor.
Non vi sono notizie attendibili riguardo alla sua fine. Gli ultimi avvistamenti lo avrebbero visto protagonista di grugniti ed invettive da strada con esponenti femmine di Vigilopteryx (Guardiacumunalis Multans). Le sue ossa furono rinvenute da alcuni animali spazzini della famiglia dei canidi (in specie jena ridens) provenienti dalla attuale rinomata località balneare di Borrello Basso – Karsa, furono da questi ultimi utilizzati come stuzzicadenti per qualche mese e gettati via. I resti furono poi faticosamente ricomposti da alcuni ominidi commercianti di frutta a lui fedeli che frequentavano i pascoli di Cefalù Marina (Alfius Pintornensis) e successivamente furono da questi conferiti, in un coppo di carta, all’interno del palazzo di città.

Cattivik XVI

Ieri ho visitato la mostra

Ieri ho visitato la mostra di dinosauri alla fiera del mediterraneo...C'ERANO TUTTI :)
Paola

sei semplicemente

sei semplicemente geniale.....perke ' alla fine della saga non rilegate il tutto macari con illustrazioni a fumetto ? potrebbe diventare il contro libro rosso di cefalù.

E' già

in cantiere questa cosa che dici .....non solo riguardo la saga ma anche riguardo il resto del sito .....

VIAGGIO NEL TEMPO parte XIII

Il BARRACASAURO (Forzitlianus Pentitus Galleggiantis) è l’importante dinosauro che ci accompagnerà nel nostro immaginifico viaggio nel tempo di oggi. L’esame dello scheletro evidenzia la struttura del sauro, che appare contraddistinto da un corpo flaccido e da una coda lunghissima. A quanto pare era l’unico sauro bipede con zampe talmente divergenti che gli conferivano un incedere lento ed ondeggiante.
Singolari erano le sue abitudini alimentari. Malgrado la totale assenza di dentatura, il Barracasauro era un vorace carnivoro, ed altrettanto singolare era la sua tecnica predatoria.
Grazie al suo aspetto innocuo e pacioso, il Barracasauro soleva abbracciare la vittima in modo affettuoso, ma la disattenzione della vittima era sempre fatale. L’abbraccio in pochi secondi diventava una costrizione ferrea che soffocava in maniera atroce il malcapitato. Spenta ogni reazione vitale, il Barracasauro inghiottiva la sua vittima intera e di lei non rimaneva alcuna traccia.
Queste aggressioni senza alcuno spargimento di sangue facevano del Barracasauro un predatore silenzioso ed implacabile. La circostanza che nessun altro sauro od ominide abbia mai potuto vedere traccia o raccontare delle sue aggressioni, continuava a far considerare il Barracasauro un animale assolutamente innocuo e pacifico, e pertanto ancora più micidiale nelle sue imboscate.
Detto anche il “dinosauro muto”, il Barracasauro era assolutamente taciturno, ma estremamente determinato nei suoi obbiettivi. Era solito dare comandi perentori ai suoi sauri fedeli gregari (come il COCOPTERYX (Formaggiarus Posteggiatoris) muovendo in modo impercettibile gli angoli della bocca e le pupille degli occhi. Animale estremamente statico, amava giacere e riposarsi nel centro di Cefalù Marina assumendo diverse posture apparentemente tutte uguali alle altre, ma con lievissime differenze dai significati profondi ancora non decifrati dagli scienziati.
Sauropode stabilmente inserito nei branchi dominanti, si aggirava tra gli altri predatori con l’aria di chi fosse capitato lì per caso. In realtà dietro la apparenza del sauro pacioso e sprovveduto, si celava la fredda determinazione del predatore insaziabile.
Fu l'originario e principale fautore dell’insediamento del Vicaraptor nei territori di Cefalù Marina e della massiccia deposizione di uova di “Berluscocephalus” che diedero vita ai sanguinari anni del Cefalassico, durante i quali il Barracasauro predava in assoluto silenzio, tanto da non essere quasi mai notato.
Nel periodo della decadenza e caduta del Vicaraptor, il Barracasauro, agendo sempre nel silenzio che lo contraddistingueva, riuscì a fornire la prova lampante, alla scienza ed ai posteri, che gli ominidi e sauridi di Cefalù Marina erano assolutamente privi di memoria, di capacità di discernimento e di capacità di pensiero.
Infatti, il Barracasauro proprio nel periodo di maggiore avversione al Vicaraptor, non soltanto fu acclamato nel branco dominante del Guercidonte vittorioso, ma fu persino posto a capo del Gran Consiglio dei Rettili, al cui interno dispensava i suoi silenzi, le sue apparenti distrazioni ed i suoi movimenti degli angoli della bocca.
Tali circostanze, inspiegabili al tempo del Cefalassico ed ancora più misteriose oggi, non aiutano a fornire un quadro completo della identità del dinosauro e fanno nutrire profonde perplessità circa l’ecosistema in cui viveva. Probabilmente in questo specifico comportamento della fauna di Cefalù Marina si racchiudono le ragioni di uno sviluppo che non ci fu mai e della decadenza inarrestabile di quei territori.
Le capacità di galleggiamento assolutamente superiori anche a quelle dell’Abbatosauro, quasi consentivano al Barracasauro di camminare sulle acque, e questa circostanza ne faceva una sorta di divinità, per cui si svilupparono numerose leggende.
La più importante narra che all’arrivo dell’onda che si abbattè su Cefalù nel 2010, il Barracasauro, seduto sulla piazza Duomo, rimase assolutamente imperturbabile, e, anziché essere travolto dall’onda, vi rimase in cima, seduto con le gambe accavallate, e dall’onda stessa fu dolcemente deposto sulle colline di Gibilmanna.
Qui il Barracasauro, dopo essersi guardato intorno, incurante dei numerosissimi cadaveri galleggianti, prese a camminare con passo lento verso il santuario, e con lievissimi movimenti delle rughe del muso, diede disposizioni affinchè attorno all’osservatorio astronomico nascesse la nuova Cefalmanna.
Addomesticati con un semplice e mite sguardo alcuni animali spazzini della famiglia dei canidi (in specie jena rìdens) provenienti dalla odierna rinomata località balneare di Borrello Basso – Karsa, fu eretto a leader silenzioso della nuova comunità dei Cefalopodi rimasti.
Il Barracasauro veniva interpellato ogniqualvolta scorreva il sangue per la contesa dei terreni su cui edificare e costruire le nuove palazzine. Tra i contendenti, solitamente ne sceglieva uno a caso, lo portava in disparte e lo abbracciava, dopodiché non se ne trovava più traccia.
Il Barracasauro, spentosi di vecchiaia all’età di 1263 anni, diventò oggetto di venerazione ed oggi sulla pubblica piazza di Cefalmanna, ampia 36 metri quadrati, campeggia un suo piccolo monumento che è di monito alle generazioni future, seppure non si sia mai capito per che cosa.

Cattivik XVI

non è che il mutismo ......

Non è che attraverso gli studi sul DNA del Barracosauro si può stabilire se la grave malattia da cui era affetto - il mutismo - negli anni del cefalassico era infettiva ?
Nelle ultime pergamene rinvenute dai palombari all'interno del palazzo ho letto che questa malattia, in quegli anni, ha afflitto quasi tutti gli altri rettili del branco dominante. Nelle pergamene ho letto pure che i rettili del branco perdente li attaccavano con la bocca, bastavano poche parole per affondarli regolarmente.
Non è che il mutismo era l' arma che impugnavano per difendersi dalle parole degli avversari e dalla loro stessa ignoranza ?
E perchè riuscivano a galleggiare ?
Non è che erano rettili gonfiati della stessa specie del Macalodonte ?
Signor Cattivik XVI mi aspetto sue risposte di chiarimento.
un appassionato che la segue nel suo viaggio

domanda per Cattivik

mi ripeto...sei straordinario. volevo chiederti? ma si è mai saputo perchè il COCOPTERYX (Formaggiarus Posteggiatoris) sia fuggito dal recinto del Barracasauro ??? e hai notizie dei ritrovamenti di un fossile che sembra appartenga a tale Messina che alcuni studiosi riconducono al ceppo dei "saltafossus vox syndacalys ad convenientia" ??

GENETICA del sauro muto

Il mutismo del sauro dominante del cefalassico si connota quale caratterizzazione genetica, essendo intrinseco per animali come il Barracasauro ed altri che le decisioni politiche vanno adottate sempre dietro le quinte a prescindere da inutili argomentazioni pubbliche o peggio, dialettiche.
La capacità di galleggiamento di certi sauri dominanti era un dono collettivo dei cefalopodi, che dispensavano preferenze a chiunque fosse in grado di restituirgli briciole ed avanzi, anche di semplici ed inutili promesse.

dr. John J. Strapon
Paleontologo e politologo dell'Università dell'Oklahoma

DINOSAURI AL VIGNETTISTA!

Se Cattivik XVI non avesse nulla in contrario il nostro ottimo caricaturista- vignettista potrebbe raffigurare i vari dinosauri sulla base delle loro caratteristiche. Potrebbero accompagnare le varie puntate!
Lo Staff che ne pensa?

Francesco

SCAPPULASAURO

Mi sfugge chi sarebbe lo Scappulasaurus...

Notizie sulla ricerca

Si sono mai trovate tracce dell'enorme CULOTTAURO (Pacchiunis (omissis) Enormis) che radunava montagne di sterco nella zona di Vallone Di Falco?

Z.P.G.

Chiarimento sullo "SCAPPULASAURUS"

Credo che trattasi di antidiluviano mammifero che, nei primordi, subito l'era della formazione dei vulcani, fu autorizzato a sostentarsi nei pascoli intorno a Cefalù marina,
adducendo con sè solide corazze stabilmente piantate sul territorio, somiglianti a vagoni ferroviari, dove esponeva il foraggio vegetale, che offriva generosamente anche ad altri
suoi contemporanei mammiferi. Fu largamente coadiuvato nelle sue peregrinazioni da mammiferi quali il Culot-sauro e
l'Abbat-sauro molto interessati al tipo di vegetazione di cui lo "Scappulasaurus" si nutriva.
Non v'è traccia di simili fenomeni e testimonianze di tali sauridi su nessun altro Continente eccetto che a Cefalù-marina. Per omnia secula seculorum !
Salutoni... L'amico di lucignolo !

incongruenze sulla fine dello Scancasauro

Qualcosa deve essere andato storto nella dimenzione spazio-temporale. La fine dello Scancasauro non può non essere riconducibile alla contagiosissima e fulminante malattia "Sententiam Terribillis" derivante dalle abitudini alimentari dei sauridi "Cuffarensis". dediti al "Favoreggiamentum continuativum bruscamens interruptus".

VIAGGIO NEL TEMPO Parte XIV

La rassegna degli spaventosi dinosauri del Cefalassico ci fa incontrare oggi Il CESAROPODE (Augustus Atus Collocamentus). Sauro quadrupede sornione ed accattivante, originario della specie “Dux Adorans Imperterritus”, compì la sua evoluzione nella specie “Simos Adorantis” nel giro di pochi anni di frequentazione con il Vicaraptor.
Si stima fosse un sauropode con spiccate attitudini organizzative. Onnivoro, non necessitava di una particolare struttura muscolare per l’inseguimento delle prede. Non era necessario infatti per il Cesaropode spendere energie nella caccia o nel pascolo. Era infatti un sauro in grado di assoldare altri rettili della specie “pocoraccomandabilis” impiegandoli nella raccolta dello sterco. Quest’ultimo, dopo una particolare lavorazione, nell’altopiano dell’ATUS di Termini Imprese, veniva trasformato in grandi quantità di foraggio, cibo e consensi che venivano trasportati direttamente ai piedi del Vicaraptor e del Cesaropode.
Malgrado la convivenza nello stesso branco e la provenienza dalla stessa specie, il Cesaropode si scontrava sovente con il PISCITAURO per piccoli e grandi conflitti sulla ripartizione del foraggio tra i vari pascoli. I vari scontri, radicarono un profondo disprezzo reciproco abilmente sfruttato dal Vicaraptor per controllare i movimenti dei due sauri. All’occorrenza, il Vicaraptor poteva usare l’uno contro l’altro ed attaccarne uno collaborando con l’altro, e viceversa, indifferentemente.
Nei migliori anni di gestione dei pascoli e dei foraggi dei “pocoraccomandabilis” addetti alla raccolta dello sterco, manie di grandezza ed onnipotenza indussero il Cesaropode ad edificare un piccolo tempio ligneo, oggi noto come “Maschenadus Paramurus”. Quest’ultimo, lungi dal rendere buoni auspici e frutti, fu solamente causa di disgrazie e seccature.
Durante il periodo discendente del regno del Vicaraptor, il Cesaropode, fedele pressoché fino all’ultimo al predatore palermitano, cominciò a sentire sul collo, anzi, sotto le narici, le ventilazioni del Macalodonte. Il molliccio rettile che, rarissimamente invero, frequentava lo stesso habitat del Cesaropode ed era a lui subordinato, era infatti solito prendersi rivincite personali, rendendo irrespirabile l’ambiente chiuso dell”Albergus Barrancus” antico e decaduto tempio di ospitalità di Cefalù Marina.
La leggenda della grande battaglia per il potere di Cefalù Marina tramanda che il Cesaropode, con l’appoggio segreto (e finto) del Vicaraptor e confidando sulla gratitudine dei “Pocoraccomandabilis Atus Infilatis”, si propose quale Sauro da battaglia dominante.
Purtroppo però per lui, il diffusissimo gene “voltagabbanensis” colpì il Cesaropode nella consegna di foraggio e consensi, ed anche nell’orgoglio.
Sconfitto e ritiratosi su pascoli periferici, il Cesaropode imboccò la via del silenzio, sperimentando tuttavia nuove tecniche segrete di comunicazione con altri sauri sconfitti e con sauri infiltrati nel branco dominante del Guercidonte. Tutto questo, col tempo, sarebbe servito a riavvicinarsi gradualmente ai branchi dominanti, se le grandi inondazioni non avessero spazzato via i sogni e le aspirazioni di tutta Cefalù Marina.
La fine del Cesaropode fu terribile ed umiliante. Fu trovato ormai privo di forze da alcuni animali spazzini della famiglia dei canidi (in specie Jena Ridens) provenienti dalla odierna rinomata località balneare di Borrello Basso – Karsa… che però non erano stati assunti all’Atus.
Come atroce vendetta, fu da questi portato al cospetto del Macalodonte, che lo asfissiò con una silenziosa e possente ventata intestinale.
Oggi le ossa del Cesaropode sono ancora visibili sott’acqua a Cefalù Marina. In particolare i femori, le tibie e le ossa del costato sono ancora lì, utilizzati per la struttura del tempio – gazebo “Maschenadus Paramurus”.

Cattivik XVI

LA SANGUINARIA RIVINCITA DEL VICARAPTOR

Pergamene rinvenute dai ricercatori nella zona di Palermo, aprono un nuovo clamoroso fronte della ricerca paleontologica.
L'episodio si sarebbe svolto nell'Olimpo dei predatori Siciliani, luogo paradisiaco per i Sauri più feroci, che conducevano una vita di lussi e privilegi senza fare praticamente nulla.
Lì si sarebbe consumata la sanguinosa vendetta del Vicaraptor contro il Gianfrancodochus. Sembra infatti che proprio durante l'agonia del potentissimo CUFFARODONTE (Maximus Raffadalensis Supervotatus), il Vicaraptor abbia colto l'occasione di alcune parole in libertà del Gianfrancodoco per aizzargli contro tutti i sanguinari sauri predatori della Regione Siciliana.
Infatti, il Vicaraptor, amplificandole a dismisura ed attribuendo la fine prematura del Cuffarodonte unicamente alle affermazioni ostili del Gianfrancodoco, guidò una sommossa fratricida contro il sauro della sua stessa famiglia.
Per fare questo al Vicaraptor bastò fare leva sull'immenso rancore di tutti i predatori per la fine anticipata della legislatura e per il mancato raggiungimento del minimo per una pensione d'oro di carne e foraggi.
Il Gianfrancodoco, asserragliato nel suo antro, non potè nemmeno dare spiegazioni, in quanto fu assalito da tutti i carnivori assetati del suo sangue, e dovette fuggire alla volta di Roma inseguito da tutti i "Cuffarensis Cunzumantis" e dai "Forzitalianus Incazzatis".
Il Vicaraptor, dopo aver aspettato soltanto qualche mese pazientemente appostato, sfruttando la sua consueta velocità di esecuzione, spietatezza e ferocia, potè sferrare un micidiale morso alla coda del Gianfrancodoco, staccandogliela pressochè di netto, e vendicando tutti i soprusi subiti per opera di quello nei territori di Cefalù Marina.
La ricostruzione storica si ferma qui in quanto non è decifrabile il seguito dalle pergamene, ma sembra che la cacciata del Gianfrancodoco e l'aumentata ferocia e vendicatività del Vicaraptor abbia provocato più di un tremito di paura tra i sauri dominanti dei territori di Cefalù Marina.

Cattivix XVI

Riuscirà il Vicaraptor...

Il Vicaraptor non si smentisce mai...... ma sarà in grado di sfoderare zanne e artigli alle prossime elezioni? Mi sa che non c'è più una lira...

S.P.

Devo correggere la

Devo correggere la definizione scientifica che avete dato del Vicaraptor.
La vera qualificazione è Vicaraptor opportunistans futticumpagnus cunzumatus cifalu

VIAGGIO NEL TEMPO ultima parte

Questa quindicesima ed ultima puntata di Viaggio nel Tempo ci farà scoprire il LAPUNSAURUS REX (Lapunx Contrastans Implacabilis). Già si è parlato di lui nella puntata dedicata al Vicaraptor, ed alla sua figura è dedicato l’approfondimento di oggi. Si trattava di un carnivoro dalla mole considerevole, con una affilatissima dentatura ed estremamente minaccioso. Esponente per anni del Gran Consiglio dei Dinosauri, era naturalmente propenso alla battaglia senza tregua. Solitamente preferiva attaccare le proprie prede in campo aperto, contrariamente a tutti gli altri componenti del Gran Consiglio che sapevano attaccare soltanto alle spalle ed in segreto.
Il suo habitat vedeva una fauna piuttosto variegata, unici meritevoli di menzione tra gli altri sauri del Gran Consiglio dei Dinosauri, il Leocefasauro (Leus Fidelis tignusus) fedele fino all’ultimo al Vicaraptor e che ottenne una licenza per edificare templi in collina; lo Scialasauro (Maurinus Vicarensis Raucus) dalla voce cavernosa e dai poteri taumaturgici; il Deinorasas (Rasas Arenas Dafnis) seguace dello Scancasauro; il melodioso Libertodonte (Rasae Suppostam Infilans) sauro statico ed amante delle pose enigmatiche che prese il posto ed i voti del Deinorasas; ed infine il Genovesauro (Riciclatus Indifferentiatus) di cui è impossibile menzionare qualcosa di significativo.
il Lapunsaurus, a differenza di tutti gli altri, era tra i pochissimi sauridi a non avere alcuna remora nel farsi dei nemici. In particolare si ricorda la sua lotta senza quartiere contro il Vicaraptor. Lo scontro fu inevitabile fra il rettile palermitano, poco avvezzo alle critiche, ed il sauro locale, estremamente sensibile alle espressioni ingiuriose.
La lotta del Lapunsaurus fu costante ed incessante, non ebbe mai i cali di tensione tipici di altri sauri antagonisti i quali venivano periodicamente accontentati dal Vicaraptor con favori e regali sotterranei.
La veemenza del Lapunsaurus fu comunque causa della sostanziale inefficacia della sua azione. Il sacro furore che lo animava finiva per rendere i suoi ruggiti poco credibili ai “Sauris Inquisitoris” preposti al rispetto delle leggi, perché venivano giudicati aprioristici, preconcetti ed animati da rancore personale e politico.
L’azione incessante e spettacolare del Lapunsaurus lo rese comunque popolare ed amato dagli ominidi cefalopodi stanchi dei piccoli e grandi soprusi dei sauri dominanti. I deboli ominidi vedevano infatti nel temuto Lapunsaurus un valido interlocutore per chiedere il rispetto dei loro diritti calpestati.
Durante le Guerre delle bollette dell’acqua, il Lapunsaurus fu eretto a condottiero degli ominidi infuriati, e la sua opera di lotta ai sauri dominanti, ebbe continuazione anche con il pur conciliante Guercidonte.
Inevitabilmente infatti, il Lapunsaurus ebbe a scontrarsi con lo Scancasaurus. Quest’ultimo, meno veloce e meno amato del Vicaraptor, ebbe presto la peggio.
La leggenda che accompagna la sua fine lo connota come “Saurus Sarus Attassatus”. Infatti, dopo decenni di sacrifici e di sanguinosa lotta politica, costruzione di relazioni, ed accordi, proprio nell’anno 2010 durante lo spoglio finale e nel preciso momento in cui il conteggio matematico dei voti lo aveva, finalmente e senza più alcun dubbio, visto eletto quale capo dei sauri dominanti di Cefalù Marina, sopraggiunse l’immensa e devastante ondata di piena che spazzò via Cefalù marina e tutti i suoi abitanti.
I resti del Lapunsaurus furono rinvenuti da alcuni animali spazzini della famiglia dei canidi (in specie jena ridens) provenienti dalla odierna rinomata località balneare di Borrello Basso – Karsa, i quali dopo averlo annusato e riconosciuto, sono fuggiti terrorizzati e stanno ancora correndo alla volta del Moncenisio.

CATTIVIK XVI

il fatto

che sia l'ultima parte ci rattrista. E' stata una lettura entusiasmante. Di notevole livello. Bravissimo........ e grazie

Complimenti Cattivik XVI, ci

Complimenti Cattivik XVI, ci mancherai!
Paola

Caro CattiviK XVI il viaggio

Caro CattiviK XVI il viaggio nel tempo non può finire. Che tempo sarebbe !
Vi saranno altri palombari, troveranno altre pergamene, altri fossili ! Cefalù marina è sommersa, è nei fondali !
Ma là sotto altri sauri la stanno facendo sopravvivere, il tuo viaggio nel tempo continuerà, ne sono sicuro.
Dipenderà dai palombari, a meno che, e stando alle ultime pergamene rinvenute è possibile, gli attuali sauri non lasceranno tracce, nel bene e nel male.
R.V. (ormai)

precisazione storico-filologica

Non vorrei che questa mia nota possa apparire, ai più, stonata, ma sento il bisogno di sollevare una questione di ordine scientifico, sperando che sia all'altezza del livello culturale e della puntualità dei riferimeti storico-descrittivi del ch.mo prof. Cattivix. Secondo, infatti, i ricercatori della prestigiosa Ohio State University of Cleveland, che nel campo della paleontologia è scuola d'avanguardia, il nome scientifico completo della femmina del Vicaraptor è il seguente: 'Vicaraptor famelica (omissis)'. Non vorrei apparire pedante, ma è un rilievo che attiene sia alla forma, che alla sostanza...
Quanto, poi, alla presunta scomparsa del famigerato rettile preistorico, mi spiace doverla contraddire, caro prof. Cattivix, ma - senza, con ciò, allarmare la cittadinanza e gli organi della locale Protezione civile - le impronte inconfondibili della inquietante presenza del Vicaraptor sono state avvistate tutt'attorno allo sperone roccioso della Calura, nei pressi della nuova 'domus aurea illicita', che si affaccia sulla sottostante baia di Presidiana ...
Deferenti saluti
Spermatikòs logos

il nido del Vicaraptor

Così come il "nido dell'aquila", nota residenza di un capo di stato tedesco degli anni '30 non ebbe bisogno di particolari concessioni edilizie, pare che il "nido del Vicaraptor" sia nato su se stesso ed amorevolmente curato con lo sguardo (omissis), i quali fanno finta che la competenza sia "dell'altro" per non fare assolutamente (omissis). La situazione è ben nota a questi Uffici, che quindi non sembrabno essersi attivati in maniera particolare. (omissis)
Leo

Sempre le solite protezioni...

Finchè avrete il vizietto di proteggere alcuni funzionari poco trasparenti, avrete poco da lamentarvi se vi dicono certe cose...

Qualora Lei avesse delle

Qualora Lei avesse delle prove circa la poca trasparenza di alcuni funzionari la invitiamo a presentare denuncia alle autorità preposte.

Il Vicaraptor e la censura a corrente alternata

Non capisco per quale motivo