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21 Marzo 2009, 01:34 |
Direttamente dalle pagine del fenomeno letterario “Twilight” di Stephenie Meyer, i vampiri tornano di nuovo sul grande schermo e procedono a grandi passi nella loro darwiniana evoluzione letteraria e cinematografica. Dal primo vampiro della storia del cinema, l’affatto rassicurante “Nosferatu” di Murnau, passando per la pericolosa eleganza del “Dracula” interpretato prima da Bela Lugosi e poi da Gary Oldman, attraverso l’inquietante sensualità dei vampiri Brad Pitt, Tom Cruise e Antonio Banderas e di certo non tralasciando le splendide donne assetate di sangue Salma Hayek e Kate Beckinsale, il vampiro moderno affronta bisogni e sensazioni diverse e sfata molte delle credenze popolari in merito alla sua natura. Non dorme più nelle bare, non è dotato di canini allungati, non viene ferito dalla luce del sole, dai simboli religiosi o dai famosi paletti. Inoltre, in molti casi sviluppa una coscienza evitando di bere il sangue umano e lottando per la sopravvivenza o in alcuni casi per la redenzione, è questo il caso dei vampiri televisivi di “Supernatural” o di “Angel”.
Per questa via, si giunge al vampiro più moderno, quello di “Twilight”, completamente riveduto e corretto rispetto alla tradizione, inserito nella società e quasi totalmente mimetizzato tra gli umani.
Appena trasferitasi nel piovoso stato di Washington, Bella Swan si imbatte in un ragazzo molto particolare dal quale si sente immediatamente attratta, ma che sembra tenerla a distanza senza un apparente motivo. Estremamente pallido, misterioso e bellissimo, Edward è parte di una famiglia di vampiri che si nutre solo di sangue animale, ma il suo equilibrio viene sconvolto dalla presenza di Bella poiché gli è molto difficile resistere al richiamo del suo sangue e poiché non riesce a leggerle nella mente come fa con chiunque altro.
L’attrazione tra i due protagonisti è immediata e assolutamente travolgente e la forza di Edward nel trattenere il suo istinto letale riporterà i due ad un equilibrio e un’armonia quasi perfetti. Ma il vero pericolo è rappresentato dalla minaccia di un gruppo di vampiri “vecchio stile”, per niente benevoli, che si sta avvicinando alla città e che sconvolgerà pericolosamente la tranquillità dei due innamorati.
Seppur con qualche necessaria licenza, il film è molto fedele al libro e traspone senza alterazione la tormentata storia d’amore di Edward e Bella e le emozioni della ragazza, che racconta la propria storia in prima persona. L’impronta femminile, ovviamente nel libro ma anche nel film, è estremamente evidente: regia, sceneggiatura, costumi, supervisione musicale e casting sono stati curati esclusivamente da donne, e questo aspetto è tangibile in ogni inquadratura, in ogni dialogo, nel volto di ogni attore. A questo proposito è interessante prestare attenzione alla sequenza della partita di baseball: palesemente influenzata da un’ottica femminile, sia nell’estetica che nell’ironia.
Seppure venga spesso etichettato come film per ragazzi, “Twilight” è di fatto un fenomeno prima letterario e adesso anche cinematografico, e avvalora la tesi che non esistono etichette per i film (o per i libri) ma soltanto storie da raccontare, pensieri da esternare, emozioni da trasmettere. Al di là di ogni etichetta dunque, “Twilight” è un film fatto soprattutto di sguardi, sussurri, tensione, imbarazzo, paure, sottintesi e passione. Decisamente un film da vedere.

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