DEXTER by James Manos Jr. (2006)


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Protagonista di una serie tv tra le più eccezionali degli ultimi anni, Dexter Morgan è un ematologo forense della polizia di Miami con un’infanzia che si può eufemisticamente definire complicata. Adottato da Henry Morgan, un poliziotto che lo ha trovato abbandonato sulla scena del crimine di un efferato omicidio, Dexter sente fin da bambino un irrefrenabile bisogno di uccidere. Henry lo educherà secondo un codice etico, che permetterà a Dexter di sfogare il suo istinto di serial-killer solo su coloro che si sono macchiati di orribili crimini e che sono sfuggiti alla giustizia. Il “codice di Henry” impone inoltre a Dexter – incapace di provare qualsiasi emozione se non durante il rituale dei suoi delitti - dei comportamenti da adottare per passare inosservato e nascondere la sua vera natura. Abbiamo così modo di vederlo relazionarsi, suo malgrado, con un insieme di personaggi non meno problematici tra cui la sboccatissima sorella Debra e la dolce fidanzata Rita.
Impossibile trovare un difetto in questa serie: l’adattamento esemplare della prima stagione dal romanzo “La mano sinistra di Dio” di Jeff Lindsay, l’ambientazione in una Miami torrida e lontana dagli usuali schemi filmici, un’ottima caratterizzazione dei personaggi e – su tutto - un attore protagonista assolutamente perfetto, la rendono unica nel suo genere.
La voce fuori campo che svela i reali pensieri di Dexter è il tocco da maestro di tutto lo show e aggiunge spessore all’interpretazione straordinaria di Michael C. Hall, che dà al personaggio quel tanto di affascinante ed inquietante da renderlo irresistibile anche ai critici più severi.

“Non sono né un uomo né una bestia. Sono qualcosa di completamente nuovo e seguo le mie regole. Sono Dexter”.

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