PUNTA RAISI, PASSEGGERI IN FUGA, RIVOLTA DEI SINDACI


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C´è il Comune che ha paura di perdere migliaia di turisti, c´è quello che teme di rimanere isolato in mezzo alla Sicilia, e c´è chi pensa a al milione di euro all´anno che incassa dalle multe alle auto dei passeggeri in transito. Il ridimensionamento dell´aeroporto Falcone e Borsellino secondo i programmi della nuova Alitalia, con 160 licenziamenti e il taglio dei voli già in atto, fa molta paura ai sindaci palermitani.

Martedì il presidente della Provincia, Giovanni Avanti, ha convocato una conferenza straordinaria degli 82 primi cittadini proprio nello scalo di Punta Raisi. «All´unanimità abbiamo approvato un documento che impegna tutte le istituzioni, dalla Regione al governo nazionale, ad intervenire per salvare l´aeroporto di Palermo», dice Avanti, lamentandosi del mancato intervento ad oggi del governatore Raffaele Lombardo: «Credo che il presidente della Regione - aggiunge - debba avere a cuore il potenziamento degli aeroporti di Palermo e di Catania, entrambi strategici per lo sviluppo della Sicilia». Ad Avanti è arrivato anche il sostegno del presidente del Senato, Renato Schifani, che in un telegramma si augura «che al più breve si possa scongiurare un grave depotenziamento del nostro aeroporto».

Alla conferenza hanno partecipato decine di primi cittadini. Tutti molto preoccupati, specie per le ultime decisioni di Alitalia, che da martedì ha ridotto i voli da 15 ad appena 3, due per Roma (alle 6,20 e alle 19,30) e uno per Linate (14,30): «A Terrasini abbiamo strutture alberghiere per 4 mila posti letto, se perdiamo i collegamenti giornalieri dall´aeroporto rischiamo di far crollare un´intera economia», dice il sindaco Girolamo Consiglio.

Il primo cittadino di Cinisi ha il volto scuro: «Declassare l´aeroporto di Punta Raisi per noi sarebbe un disastro - dice Salvatore Palazzolo - Tanti lavoratori Alitalia vivono a Cinisi, per non parlare del milione di euro che incassiamo grazie alle multe fatte dai nostri vigili qui all´aeroporto». Per Vincenzo Guastella, sindaco di Torretta, «declassare l´aeroporto significherebbe danneggiare le già fragili economie del territorio». Interi comuni, delle Madonie o confinanti con l´agrigentino, temono di rimanere adesso davvero isolati. «I miei cittadini non possono fare a meno dei collegamenti garantiti dall´aeroporto di Palermo, perché per andare a Catania impiegano tre ore e per Trapani addirittura quattro», dice il sindaco di Castronovo di Sicilia, Vitale Gattuso. Un timore che ha anche il suo collega di Petralia Sottana, Santo Inguaggiato: «Le Madonie, che vivono soprattutto di turismo, rischiano di rimanere isolate, con un danno gravissimo e irreparabile».

Al di là dei timori e delle polemiche, già si vedono le prime conseguenze del taglio ai voli Alitalia e il blocco dei check-in da parte dei dipendenti che rischiano di andare in mobilità: martedì lo scalo palermitano era praticamente deserto. Un volo della compagnia di bandiera è partito con appena 20 passeggeri, e l´amministratore delegato della Gesap, Giacomo Terranova, ha già annunciato una diminuzione dei passeggeri in questi mesi dello 0,7 per cento, che segna un´inversione di tendenza dopo dieci anni di crescita costante. «Con i soldi dello Stato la Cai non può danneggiare il territorio siciliano, e quello palermitano su tutti», conclude Avanti che ha riconfermato l´intenzione della Provincia di vendere le quote Gesap, privatizzando di fatto lo scalo. Un progetto che non trova d´accordo il presidente della commissione Attività produttive dell´Ars, Salvino Caputo, che ieri ha partecipato alla conferenza dei sindaci e in serata ha presentato una mozione all´Assemblea regionale che impegna il presidente della Regione «ad attivare ogni iniziativa istituzionale verso il governo nazionale per salvaguardare il Falcone e Borsellino».

Il vicepresidente della Regione, Giambattista Bufardeci, intanto ha convocato per il 26 i sindacati: «Dobbiamo capire quale sia il rischio reale per i lavoratori», dice. «Noi continueremo a bloccare i check-in anche per tutta la prossima settimana e oltre, fino a quando non avremo garanzie dalla Cai sulla salvaguardia dei 160 posti di lavoro», conclude Giacomo Rota, segretario regionale della Filt Cgil. (la Repubblica - edizione Palermo)

Commenti

L'aeroporto doveva essere fatto all'agglomerato

La vera, reale posizione dell'aeroporto di Palermo era all'agglomerato industriale, poi, interessi mafiosi ne hanno spostato la sede.
Sarebbe stato meraviglioso.

Gesap

I principali azionisti della Gesap sono la Provincia , il Comune e la Camera di Commercio di Palermo , possibile che non facciano nulla per il loro territorio? Guardate Formigoni o Marrazzo come lottano per il loro aeroporto e per gli interessi della loro provincia. Non ci sono speranze con questa classe politica gonfia di stipendi e parcelle d’oro. Povera Sicilia!

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