![]() |
24 Settembre 2008, 09:08 |
Col governatore Lombardo continua il "banchetto" di Cuf-faro
I casi di Schifani e Alfano. E ogni assessore ha 25 collabora-tori...
La Parentopoli siciliana
tra assunzioni e gratifiche
di ATTILIO BOLZONI
Raffaele Lombardo
PALERMO - E' anche peggio di quando Totò spartiva il bottino fra i suoi clienti. Duecento euro a chi allevava una capra "girgentana" (agrigentina) e 500 a chi accudiva in giardino un asino pantesco (di Pantelleria), un contributo "per la lotta mondiale contro l'inquinamento" a chi viaggiava in nave, 12 euro per ogni chilo di manna tirata giù dal-l'albero. L'ultimo assalto alla Regione è più sfacciato. Ci sono di mezzo i parenti.
Tanti. E' così che don Raffaele sta già oscurando la fama del suo predecessore sopraffatto da una velenosa guantiera di cannoli.
E' un arrembaggio. Più fratelli e cugini e più figli. E più nipoti e più compari. Non c'è più soltanto Palermo (dove Cuffaro ha il suo quartiere generale) ma c'è anche Catania (dove il boss dei boss è Lombardo) e - chissà come - in Sicilia ci saranno pure più soldi. Quelle che tecnicamente vengono definite le "risorse della nuova programmazione" sono in sostanza 6 miliardi e mezzo di euro che pioveranno sull'isola da qui alla primavera del 2013. Alla Regione si preparano a un altro grande banchetto. Con un condottiero che pubblicamente promette rigore e regole ma poi fa sempre finta di niente.
A parole annuncia rivoluzioni nella spaventosa macchina burocratica e intanto lascia i soliti noti ai loro posti, giura di ridurre da 26 a 12 le società regionali e invece non taglia mai nulla, in nome della trasparenza sceglie come asses-sori due noti magistrati e poi però il suo governo scivola ancora nella vergogna dei familiari più intimi assunti per chiamata diretta. Alla muta muta - zitto zitto come si dice in Sicilia - Raffaele Lombardo è in corsa per battere tutti i record nella Sicilia delle abbuffate.
Nella Regione che per la sua Sanità spende 8,5 miliardi di euro (il 30% in più della Finlandia, ha fatto notare a luglio la Corte dei Conti) tutto è come prima e più sconcio di prima. A pochi mesi dalla sua incoronazione il nuovo gover-natore sembra stia diventando un altro Cuffaro più smoderato di Cuffaro. Lo scandalo è diventato scandalo con Giu-liana, la figlia di Giovanni Ilarda, il giudice che don Raffaele ha messo all'assessorato al Personale. Ma la lista di quei cognomi eccellenti assunti in Regione è infinita. Quelli che hanno una parentela molto stretta e gli altri, cognati, nuore, ex autisti, ex deputati "trombati".
Si comincia con Piero Cammarata, primogenito di Diego, sindaco di Palermo, e si finisce con una Misuraca (parla-mentare di Forza Italia) e uno Scoma (assessore di Lombardo), con un Davola (ex autista di Gianfranco Micciché) e con un Mineo (figlio di un deputato regionale). Quasi tutti sono negli staff degli assessori. Come Rosanna Schifani, sorella di Renato, presidente del Senato della Repubblica. Era già dipendente della Regione, assunta per concorso nel '91, poi è stata "chiamata" dall'assessore alla Famiglia Francesco Scoma. O come Viviana Buscaglia, cugina del ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano. La signora, un'"esterna", è nello staff dell'assessore all'Agricoltura Giovanni La Via. L'elenco di chi si piazza lì dentro con un cognome che conta mese dopo mese è sempre lungo.
Ogni assessore può avere 25 collaboratori fra segreteria particolare e segreteria tecnica, un terzo di loro arriva da fuori l'amministrazione. Così fan tutti. Pagando ciascuno degli 8 prescelti come dirigente 41.807 euro lordi più un'indennità di 7.747 euro e un'altra di 23.500. Come minimo, i fortunati che entrano in uno staff, portano a casa 70 mila euro. Gli uffici di gabinetto si trasformano in vere e proprie segreterie politiche.
Come quella dell'assessore ai Beni Culturali Antonello Antinoro dell'Udc. Ha chiamato vicino a sé: Giovanni Anti-noro (non parente) che era l'autista di Cuffaro; Domenico Di Carlo, segretario del braccio destro di Cuffaro, Saverio Romano; Vito Raso, amico di Cuffaro; Gianni Borrelli, ex candidato Udc amico di Cuffaro e dello stesso assessore Antinoro. Lo chiamano staff ma è una tribù.
Rispetto a tutti gli altri 21 mila dipendenti regionali quelli degli staff non firmano il cartellino, hanno un rapporto solo con il loro capo - l'assessore - e tanto per gradire per gli interni un'altra indennità annua dai 7 ai 15 mila euro.
E se nei "felicissimi" di Totò Cuffaro sembrava che non ci fossero limiti al limite, l'esordio come governatore di don Raffaele è stato segnato da nuovi aumenti per 72 onorevoli su 90. Il parlamento ha voluto altre tre commissioni, altri "gettoni", altri incarichi e gratifiche da aggiungere ai 19 mila euro lordi di stipendio per ogni parlamentare. Totale delle spese in più per le tre nuove commissioni: 200 mila euro. Nelle stesse settimane del bonus per gli onorevoli, tutti i dirigenti dei vari assessorati sono stati valutati e promossi. Il minimo in "pagella" era un punteggio di 70, tutti sono andati oltre il 90. Dai 3 ai 15 mila euro in più per ogni burocrate.
"Il mio governo è già impegnato a tagliare gli sprechi", aveva solennemente giurato don Raffaele nel giorno del suo insediamento.
Numeri e nomi raccontano come sono andate le cose. A giugno il governatore aveva proclamato che avrebbe final-mente messo mano alle 25 società collegate alla Regione, 3.546 precari poi stabilizzati e in pratica tutti amici di amici, un bel po' di altri parenti di eccellenti siciliani, tutti entrati senza concorso. A luglio e a settembre ha ripetuto il proclama. Le 25 società sono sempre lì, una dependance della Regione Sicilia che conta quasi gli stessi impiegati che ha la Regione Lombardia.
Sulla carta si occupano di tutto. Trasporti. Informatizzazione. Patrimonio artistico. Qualche mese fa una società ha pubblicato un avviso per comunicare l'assunzione da parte di un'altra società di 38 ingegneri. Il nome dell'altra so-cietà è stato tenuto segreto "per motivi di privacy". Poi si è scoperto che era la Sicilia e-innovazione, una struttura che gestisce almeno 300 milioni di fondi europei e statali. Ma Lombardo non prende decisioni. Parla, parla ma non si mette mai contro nessuno. Immobile come una statua, assiste alle scorrerie nel gorgo di Palermo.
(24 settembre 2008)
TRATTO DA:
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/figlia-assessore/ab/ab....
|
Art. 21 comma I Costituzione Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto, e ogni altro mezzo di diffusione. |
|
donlappanio.com |
Commenti
w cuffaro
Sfogliando qualsiasi quotidiano si legge di crisi economica, crescita zero, inflazione che rialza la cresta e altre amenità. Molte famiglie italiane sono costrette a tirare la cinghia e a giocare con la finanza creativa pur di arrivare a fine mese. Ma c'è chi al contrario si può considerare soddisfatto e fortunato. Gli assessori della Regione Sicilia hanno visto i loro stipendi triplicarsi in soli tre anni. A fornire le cifre dello scandalo è un rapporto appena sfornato della Corte di Conti. Alla pagina 57 si può leggere nel documento che nel triennio 2005-2007 l'indennità di carica per i componenti della giunta regionale è aumentata del 114,77 per cento. Niente male se si pensa che in tutto il Paese il malcontento aumenta e i politici dell'intero arco costituzionale sono tutti d'accordo sulla necessità di abbassare i costi della politica. A nulla è servito l'esempio di Prodi che aveva sentito il bisogno di fare da apripista, decurtando il proprio stipendo e quello dei suoi collaboratori di un 30 per cento. Attualmente lo stipendio di un assessore e deputato regionale è di 14mila euro netti al mese. Cifre davanti alle quali non si può rimanere insensibili.
Per dare un altro esempio dell'allegra gestione delle finanze regionali siciliane basta citare un altro dato fornito dalla Corte dei Conti: nel 2007 i dipendenti sono costati 714 milioni, il 37 per cento in più del 2001. Come maiquesta crescita nella spesa pubblica? Semplice, spiegano i magistrati contabili, perché la giunta regionale ha deciso di procedere all'assunzione di precari. I dati forniti dalla Corte dei Conti sono illuminanti su certe scelte fatte con sospetto opportunismo: l'infornata di precari è stata fatta nel 2005, pochi mesi prima delle elezioni regionali che hanno visto insediarsi sulla poltrona di presidente della Regione Totò Cuffaro. Uno strano modo per abbattere i costi della politica......
un commento
...Più fratelli e cugini e più figli. E più nipoti e più compari...INSOMMA CHIU PILU PI TUTTI
vota totò cuddaro
http://www.youtube.com/watch?v=lWMkbGDr140
...perchè a Cefalù come in Sicilia...
la mafia non esiste...
Li abbiamo voluti...
e adesso ce li teniamo...
Davide
Sicilia bedda
Questa è la politica in Sicilia, tu mi fai acchianari e io ti fazzu travagliari!!!
E allora cantiamo!
SICILIA SICLIA canta la pasturedda
SICILIA SICILIA cantalapasturedda....
Diong doing diong doing.................
Giornalismo?
Mai vista tanta cattiveria in un articolo di giornale. Senza entrare nel merito dei contenuti mi sento di asserire, è soltanto un mio parere, che siamo di fronte a qualcosa che tutto è tranne un articolo di giornale. E' un susseguirsi di insulti e denigrazioni che all'occhio del lettore fanno apparire i politici in questione delle educande. Quasi quasi viene voglia di difenderli dall'arroganza e dalla cattiveria del giornalista. Vero è che il giornalista sarà anche pagato per questo.
Mi piacerebbe di più un giornalismo d'inchiesta più serio e non gridato come questo. Dall'articolo mi pare di capire che è reato essere amico di Cuffaro e che ancora più grave è stabilizzare i precari perchè è politica clientelare. Se non si stabilizzano i precari ipolitici sono insensibili e cattivi però, in compenso, la sinistra li strumentalizza e li utilizza contro chi è al governo della regione.
Un pazzo visionario fuori dal coro.
A me invece...
sembra una perfetta fotografia della triste realtà siciliana.
Però capisco che ogni tanto un po di "informazione" può dar fastidio. Sopratutto a chi potrebbe fare parte dello staff di quei famosi 38 ingegneri di Sicilia e-innovazione che se ne va bellamente in giro per Cefalù ad appendere volantini pubblicizzanti pseudo-iniziative della neo ala giovanile della famosa formazione politico-pasticciera...
...a muta muta
PASSO E CHIUDO
PASSO E CHIUDO
Giornalismo!
E quale sarebbe il vero giornalismo? Quello di Bruno Vespa? O quello di Emilio Fede? O quello del Giornale di Sicilia? In questo articolo io non riscontro nessuna cattiveria, ma ci vedo solo dati e fatti accertabilissimi. Se poi la verità non si deve raccontare è un altro discorso. In italia è ormai difficilissimo trovare una libera informazione. Giornali e Tv sono servi dei politici e del potere tutto! A trent'anni dalla morte credo sia doveroso ricordare Peppino Impastato che, trasmettendo da una piccola radio di paese, ha tanto "disturbato" qualcuno da essere ucciso. In questo caso Bolzoni fa un'analisi della realtà che, piaccia o no, è questa! Non è inchiesta? E non sono inchiesta i libri di Travaglio e Gomez? E i libri di Stella? Difendere questi politici significherebbe difendere l'indifendibile...Insulti e denigrazioni io non riesco a vederne. Solo tristi e deplorevoli clientelismi che hanno messo e continuano a mettere la Sicilia in ginocchio. Ce ne vorrebbero di inchieste così....Ricordo a tutti che "SOLO LA VERITà VI (e ci) FARA' LIBERI...."
Democratico
Vero che solo la verità ci
Vero che solo la verità ci farà liberi, ma tutte le verità.
p.s.: con questi toni anche mia nonna sembrerebbe peggio di Toto Riina.
inviriusi ca parranu..........
Sono molti . parranu tutti picchi un ci fu' postu pi iddi. altrimenti a Sicilia fussi u megghiu postu che esisti ciao cugliuna tutti ..............