DISSESTO IDROGEOLOGICO: SUBITO IL RIMBOSCHIMENTO


ritratto di Legambiente

La pioggia torrenziale che si è abbattuta su Cefalù in questi ultimi giorni di agosto ha posto la città di fronte al grave problema del dissesto idrogeologico, verso il quale si rischia di andare a causa dell’indebolimento dei terreni attraversati dal fuoco lo scorso anno. Questo tema, già affrontato dalla nostra associazione relativamente alla necessità di vincolare con divieti di edificabilità tali zone, molto più soggette a frane rispetto alle altre, risulta purtroppo sempre attuale, soprattutto a causa dell’equivoco mai sciolto relativo alla possibilità o meno di costruire su tali territori nel caso questi, prima dell’incendio, fossero definiti edificabili. Il problema affonda le sue radici nella sostanziale trasformazione che il territorio subisce dopo un incendio, divenendo non più consono a ogni forma di edilizia per un tempo di dieci anni, indipendentemente dalla precedente classificazione.
A questo proposito – approfittando della situazione politica cittadina che vede in corso un azzeramento di giunta e una nuova formazione amministrativa per Cefalù – Legambiente chiede ai futuri amministratori di sollecitare un rimboschimento delle zone franose, non appena avranno ricevuto le nuove cariche amministrative. “L’assenza di macchia mediterranea e copertura arborea delle colline che circondano la nostra città – ha dichiarato il presidente del circolo Legambiente Cefalù, Gianluca Ajello – ha reso il territorio incapace di drenare l’accumulo di acqua piovana, per la distruzione degli alberi che lo trattenevano. Per questo è necessario agire subito per ristabilire una situazione attualmente assai grave”. “Chiediamo ai nuovi amministratori – ha detto Salvatore Culotta, presidente del Cea Legambiente Madonie – di sollecitare tali azioni di rimboschimento all’Assessorato regionale Territorio e ambiente, affinché si inizi con i giusti tempi una programmazione che miri a ristabilire un corretto equilibrio nei nostri territori”.

Commenti

Bene

ottima proposta!!
di questo si deve occupare legambiente...non di rompere le scatole ai lidi ;-D

Il sorrisetto finale è

Il sorrisetto finale è incoraggiante, ma devo dire che noi non vogliamo "rompere le scatole" e anzi riteniamo che i lidi possano essere un'alternativa turistica interessante e sostenibile. L'unica cosa che chiediamo è il rispetto della legge nella fascia di inedificabilità dei 150 metri dal mare, lo smontamento dei lidi a fine stagione e il rispetto del territorio. Credo che questo lo abbiamo sempre fatto sapere a chiare lettere, ma purtroppo a volte piace far passare notizie non vere, perchè più convenienti alla causa dello stesso "qualcuno". Quindi, lo possiamo ripetere, ben vengano i lidi, ma nella legge, nella sostenibilità e senza mostri abbandonati sulla spiaggia alla fine della stagione estiva.
Grazie
Paola

BRAVA PAOLA NON FARTI INTIMIDIRE DA CERTI CAFONI

Il rispetto delle regole ,valide per tutti,è fondamentale per potere vivere in questa società...
IDEALISTA

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