E' nato il nuovo blog per le realtà cittadine diverse da Cefalù:

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25 Agosto 2008, 16:26 - Staff |
Ci vuole una trottola per indovinare ciò che accade nel centrodestra giorno dopo giorno. Le alleanze durano lo spazio di un mattino, rispuntano radiose come il sole di un’alba senza nuvole, ripiombano nella crisi più nera. Le coppie scoppiano, le joint venture non resistono alla prova dei fatti, gli obbiettivi si modificano, i piani saltano con facilità. Si guarda al futuro con scetticismo, la maggioranza bulgara di centrodestra sembra prepararsi ad una implosione piuttosto che a fare valere i numeri di cui dispone. E questo non fa gioire nessuno, perché l’opposizione, anche per problemi suoi, non sa che pesci pigliare. Dove vuole arrivare Raffaele Lombardo, il Presidente della Regione, quando annuncia che andrà avanti comunque nel suo progetto di dimagrimento delle società pubbliche siciliane? Vuole che la Sicilia spenda meno e che sul suo groppone non rimanga avvinghiato il manipolo di grand commis che hanno rappresentato le sanguisughe del denaro pubblico?
Questo progetto virtuoso viene contrastato o sostenuto, a seconda dei rapporti all’interno della maggioranza. La fusione FI-AN non è ancora entrata in sala parto e il suo concepimento, annunciato con convinzione a Roma, incontra enormi difficoltà “logistiche”: molte le poltrone da spartire, molti i dubbi da chiarire. Dentro FI c’è una guerra aperta a causa del vuoto politico lasciato da Angelino Alfano. Il coordinatore più autorevole, Castiglione, non riesce a tenere insieme tutte le anime della sua formazione politica. Tutt’altro. Mentre contesta a Lombardo i suoi progetti di riforma degli enti, per esempio, il sottosegretario Miccichè e il Presidente della Commissione UE, Musotto, concordano con il Presidente della Regione i passi da fare in varie direzioni, non ultima la candidatura a sindaco di Palermo, sulla quale Musotto ha chiesto una opzione.
Miccichè, secondo la stampa regionale, avrebbe stipulato un patto di ferro con Lombardo per sfasciare l’impalcatura costruita da Cuffaro durante la sua non breve presenza nel governo della Regione. Per Miccichè si tratta di un percorso coerente, cominciato nei giorni della sua Presidenza dell’Assemblea, ma per Lombardo si tratta dell’esatto contrario. La candidatura di Lombardo alla Presidenza della Regione è arrivata grazie alla decisone con cui è stata posta da Cuffaro, proprio “contro” Miccichè. Certo, Cuffaro ripagava con la stessa moneta Miccichè, la sua spina al fianco per due anni, ma non solo questo. Cuffaro e Lombardo avevano stretto un patto a Caltanissetta fra i loro due partiti, UDC e MPA, le due anime della vecchia DC si disse allora, con la benedizione di Mannino. Un patto su cui pareva che i nuovi equilibri politici dovessero comporsi.
Dobbiamo credere che tutto questo si sia sfasciato del tutto.
Una cosa è certa, Lombardo e Cuffaro hanno perfino interrotto una consuetudine di dialogo costante. Non si sono parlati a lungo e hanno ripreso a farlo, a spizzichi e bocconi negli ultimi tempi, grazie ad una mediazione generosa di un parlamentare nazionale, ma senza apprezzabili risultati.
Miccichè sta accanto a Lombardo, non Cuffaro. Chi l’avesse preannunciato alcuni mesi fa, sarebbe stato accusato di avere le traveggole. Questa ricomposizione delle alleanze non è senza conseguenze all’interno di Forza Italia, dove Miccichè tenta di allargare la sua rappresentanza, impoverita durante la gestione Alfano. Il Presidente dell’Ars, Cascio, ha avuto da ridire sul conto di Lombardo e questi sul conto di Cascio. L’Assemblea non sarà amica del governo, sembra far capire Cascio, ma Lombardo non mostra di essere intimidito, anzi, e va avanti.
Grazie a Miccichè?
Non solo, presto potrebbero esserci sorprese.
Siciliainformazioni
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donlappanio.com |
Commenti
Caro Lombardo!
Cuffaro meglio perderlo che trovarlo! Lombardo alleati con chi vuoi, anche con Luxuria ma non con Cuffaro! P.S. Secondo me ti converrebbe non farti strumentalizzare da Sgarbi.
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