IL BLOG DELLE MADONIE:

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24 Agosto 2008, 16:36 - Staff |
Ormai è una vera e propria guerra senza quartiere. Non si placano le proteste dei residenti dell´Addaura, che continuano a segnalare alle autorità disagi creati dai lidi sul lungomare Cristoforo Colombo. Lamentano il forte volume della musica, le bottiglie abbandonate per strada e il parcheggio selvaggio, nonostante i divieti di sosta. Segnalazioni che riguardano, soprattutto, l´Ikebana e l´Addaura Reef, che rimangono aperti anche la sera come ritrovi per l´aperitivo e l´after dinner. Polizia e Ausl sono ormai dei visitatori abituali dei due stabilimenti, ma non hanno potuto che riscontrare la regolarità delle licenze.
E c´è da dire che la responsabilità degli stabilimenti in alcuni casi arriva fino a un certo punto: Rosario Gandolfo, per esempio, ha inviato un esposto denunzia ad autorità e giornali facendo presente che i clienti dell´Ikebana «posteggiano i propri automezzi non solo sul rettilineo del lungomare, ma ambo i lati del curvone parabolico, contro senso, ostacolando il normale flusso degli autoveicoli» e persino delle ambulanze.
E un esposto-denunzia, nei giorni scorsi, è stato fatto anche nei confronti dell´Addaura Reef da Carmelo La Fata, che lamenta come l´area assegnata a seguito «di un bando pubblico al solo fine della riqualificazione della costa e per la pubblica balneazione, è stata trasformata di giorno in un club esclusivo a costo elevatissimo e di sera in un pub disco-music dove viene regolarmente effettuata la ristorazione. Tutto ciò senza le competenti autorizzazioni».
Ma i gestori dei lidi rimandano le accuse al mittente. E difendono le loro attività, le uniche di quel tratto di costa, ribadendo che dai controlli ai quali sono stati sottoposti non è mai emersa alcuna irregolarità. E rilanciano. «Noi irregolari? Diciamo allora che una signora che risiede di fronte al nostro lido - affermano Giuseppe Cusimano e Daniele Aiello, gestori dell´Ikebana - è proprietaria di una costruzione abusiva posta sotto sequestro e tornata all´attenzione delle autorità a seguito della nostra apertura. Si è fatta portavoce per un esposto, raccogliendo le firme tra i residenti e accusandoci di tenere la musica alta sino a tarda notte e di creare disagi perché i nostri utenti lasciano le bottiglie per strada e posteggiano in maniera selvaggia. Non abbiamo mai tenuto la musica ad alto volume, perché non siamo una discoteca. La nostra è una musica d´ascolto che fa da sottofondo e che, comunque, abbiamo sempre staccato allo scoccare della mezzanotte».
Cusimano e Aiello precisano anche di essere attenti a non creare alcun disagio ai loro vicini, tanto da avere assunto dei buttafuori con il compito di impedire ai clienti di uscire dal lido con bottiglie o bicchieri di vetro in mano. A loro, inoltre, è stato anche affidato il compito di non far parcheggiare le automobili davanti i cancelli dei residenti. «È vero su tutto il lungomare c´è il divieto di sosta - continuano Cusimano e Aiello - ma non c´è alternativa, almeno che non si voglia uccidere l´economia della costa».
«Le nostre licenze vengono puntualmente controllate dalle autorità almeno due volte al mese, e sono sempre risultate in piena regola. - afferma Daniele Di Gregoli, uno dei soci dell´Addaura Reef - Questo non è il primo esposto e sicuramente non sarà l´unico: è evidente che, a differenza di altri, noi lavoriamo. Il nostro non è un club, né una discoteca: la musica, di sottofondo, è trasmessa con la filodiffusione.
Ma questa non è una novità. Il primo esposto, due anni fa, lo abbiamo ricevuto ancora prima di aprire: venivamo accusati dai residenti di fare discoteca sino a tarda notte: era agosto e noi abbiamo aperto il primo settembre». I veri disagi, secondo Di Gregoli, sono creati da feste e rave che avvengono in un tratto di costa libero, dove i ragazzi si riuniscono sino a tarda notte. Senza controlli, naturalmente.
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