IL BLOG DELLE MADONIE:

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20 Agosto 2008, 12:55 |
Propongo di affidare in concessione la Rocca di Cefalù.
Così come accade per le aree assegnate ai LIDI nelle spiagge, credo che l'unica soluzione idonea a risolvere i problemi della Rocca sia affidare ad un privato (o associazione imprenditoriale) il sito turistico.
L'imprenditore (a fronte del pagamento di un biglietto d'ingresso) avrebbe un introito che servirebbe a garantire i servizi di apertura, far fronte ai costi, a tenere in piedi la manutenzione ordinaria della struttura.
Ovviamente ci sarevve un ricavo per le attività imprenditoriali svolte, e la possibilità di stringere accordi commerciali con gli altri operatori turistici locali.
Anche per la Rocca il risanamento passa dalla privatizzazione.
CW
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donlappanio.com |
Commenti
Ci aveva già provato la Vicari
voleva affidarla mi sembra per 20 anni ad una società di cefaludesi che avevano presentato un project financing ma c'è stata una sollevazione del Consiglio Comunale e non se ne è fatto più niente.
Il privato, che viene spesso considerato sinonimo di efficienza, non è sempre appropriato nella gestione di beni pubblici aventi determinate peculiarità, quali i beni culturali ed ambientali, dove occorre la presenza di personale altamente qualificato in grado di prestare le opportune cure per la loro fuibilità senza intaccare il bene medesimo.
Sarebbe auspicabile la crezione di una società mista a prevalente partecipazione pubblica, nella quale siano presenti esperti in materia ambientale.
L'idea della Rocca in concessione .....
Ad onor del vero ignoravo che il fatto che l'ex sindaco Vicari avesse fatto una proposta in tal senso, e sulla base della sua gradita informazione sono del parere che venti anni sono troppi per dare in concessione un bene come la Rocca di Cefalù.
Resto comunque dell'idea che un imprenditore o un gruppo di imprenditori, perseguendo criteri manageriali, possano comunque dotarsi di personale altamente qualificato esperto in materia ambientale in grado di prestare le opportune cure per la fruibilità del bene senza intaccarlo o danneggiarlo.
Sono assolutamente contrario invece alla crezione di una società mista a prevalente partecipazione pubblica, che darebbe vita ad un mostro clientelare dove "posteggiare" amici parenti ed affini, così come lo è stato (ed è tutt'ora) ALITALIA con le conseguenze disastrose ben note a tutti.
Ovviamente se l'idea di dare in concessione la Rocca di Cefalù è ampiamente condivisa se ne potrà parlare, progetti alla mano, nelle sedi opportune.
Una eventuale cordata fatta da albergatori sarebbe auspicabile ...................
CW
concessione dei lidi?
se non trovo inganno, le concessioni dei lidi nel territorio di cefalù sono 4.
Lo spazio demaniale, a partire da 5 metri dal livello della battigia (tale fascia è di libera circolazione e accesibile a tutti, dal mare e dalla terra ferma), è concesso dallo Stato Italiano al Comune di Cefalù e ad altri 3 privati, che si occupano del settore da diversi decenni.
Quanto alle rimanenti attività balneari (oltre 10) non sono state date delle concessioni ma delle autorizzazioni.
La differenza è di sostanza e, nei fatti, limita le possibilità di utilizzo da parte dell'imprenditore turistico e garantisce a noi utenti il diritto di usufruire liberamente di quel tratto di spiaggia ma non dei servizi offerti dagli stabilimenti, se non decidendo di pagarli; saremmo liberi di portare la sdraio da casa e chiedere l'affitto dell'ombrellone, ad esempio.
Come già detto la differenza è di sostanza, ma spesso rimane sul piano formale, infatti la maggioranza degli utenti, io per primo, decide di non usufruire del proprio diritto di occupare di spazi PUBBLICI in cui è autorizzata l'attività commerciale privata.
Questo mi fa riflettere.
A mio avviso, qualunque forma di affidamento a privati del bene comunale "Rocca" limiterà i diritti di fruizione del cittadino, anche se ne migliorerà la qualità.
Resta dunque il problema di salvare capra e cavoli.
Curare il bene e non limitare il diritto del cittadino.
Semplice, almeno per me.
Noti gli introiti registrati dalle associazioni che hanno gestito servizi sulla Rocca in passato, redigere un piano finanziario e programmare interventi di manutenzione e creare occupazione comunale.
Ma dove è scritto che i Comuni non hanno la possibilità gestionale necessaria a garantire la stabilità dei servizi?
E' ora di prendere consapevolezza del fatto che i beni comunali sono di tutti e non già "sono di nessuno", contribuendo così a instaurare la corsa all'affidamento dei servizi, in odor di lauti compensi (Ato e pargheggi insegnano...)
Saluti alla Stella della Repubblica.
Saluti a voi
Giovanni
MI SA TANTO CHE TROVI INGANNO
notizie false, tendenziose ed insinuanti...
e dimmi un po'...chi sarebbero i 3/4 fortunati concessionari???...e chi sarebbero i 13/14 coglioni autorizzatari...che se tu ti porti la tua sdraio...te la tirano in testa???...
svegliati!!!
Questo è quello che hai
Questo è quello che hai scritto tu...
"....ll privato, che viene spesso considerato sinonimo di efficienza, non è sempre appropriato nella gestione di beni pubblici aventi determinate peculiarità, quali i beni culturali ed ambientali....ecc..ecc.."
Ma allora scusa,è meglio tenerla abbandonata e pericolante così com'è o è meglio provare a fermare in qualche maniera il degrado in cui stà andando incontro?
Mi sa che qui quello che si deve svegliare sei proprio tu!
Anch'io sono contraria alla formazione della società mista.
Roberta
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