GARIBALDI REPLICA A SINDONI


ritratto di Scarlett

Ieri il sindaco di Capo D'Orlando mi ha fatto vergognare. Mi ha fatto provare una vergogna profonda e completa, come non la sentivo da tempo. Per fortuna io non c'entravo niente: nessun senso di colpa, Scarlett, siete solo conterranei! Rimane, comunque, una vergogna che molti, probabilmente, hanno condiviso con me. Quella del sentir dire da un sindaco che sta a pochi chilometri da casa nostra che "Garibadi è stato un feroce assassino al soldo della massoneria". Enzo Sindoni, sindaco di Capo D'Orlando, ha tolto la targa di un eroe a picconate e ha sproloquiato. Garibaldi ha replicato. Copio e incollo la sua risposta:

Caro Sindaco,

approfittai dell’amico Gavino Sanna, che ogni domenica mi fa visita da quando aveva l’età di anni dieci. Da settanta anni, ogni domenica. Gavino mi parla e io non risposi mai, fino a che, nella mattinata dell’ultima domenica mi raccontò che voi avete distrutto a picconate la targa della piazza che porta il mio nome a Capo d’orlando.

Gavino si dispera e si danna l’anima. Che ci faceste di male, Generale? M’addomanda. E giù un rosario di male parole contro quelli che comandano e non sanno niente della mia storia.

Gavino l’ha letta per la prima volta che aveva otto anni e faceva le elementari, e da allora l’ha riletta almeno cento volte, due all’anno. E’ persuaso che sa tutto di me, ma non è così. perché la storia dei libri non c’entra niente con la vita. Non ci fa niente, è come se sapesse tutto.

Se è una colpa che feci l’Italia, allora ha ragione Vossignoria, Sindaco. Ma non ci ammiscate altro per farmi pagare che feci l’Italia.

Non avrei mai pensato a scrivervi, figuriamoci. Non ho mai dato conto a nessuno. Mille volte mi chiamarono nelle sedute spiritiche, mai diedi conto ad alcuno. Il Principe Antonio De Curtis, con il quale mi frequento, non fa che dirmi: Generale, noi simmo seri, appartenimmo a morte.

Ma Gavino si disperò giusto mentre uno dei picciotti mi rendeva omaggio e mi trovai attorno tutti i picciotti. Generale, mi dissero,deve salvare il nostro onore. Non ci fu verso di farci capire che le picconate alla targa non significavano niente. Potevano distruggere le targhe di tutte le città che portano il mio nome, in Italia e nel Mondo? E i milioni di libri che raccontano la nostra storia? Impossibile.

Niente, dovetti promettere che mi sarei fato vivo con Gavino. La cosa non mi dispiacque in verità, avrei finalmente regalato a Gavino la mia voce.

Così fu.

Ordinai a Gavino di armarsi di penna, inchiostro e carta. Poco ci mancava che mi moriva qui alla Maddalena. Gavino tornò con una cosa strana, una specie di vetro sopra il quale compaiono le parole, mano a mano che si scrive. E dettai questa lettera.

Vossignoria mi perdonerà se non ci giro attorno alla questione. Penso che non ha fatto manco le scuole elementari, altrimenti qualcosa di me la saprebbe.

Lo so che non basta leggere, che bisogna anche capire, ma il fatto è che quando non si vuole capire, non si capisce. Nemmeno se l’ha davanti agli occhi la verità non ti interessa e ne scegli un’altra.

Compresi benissimo che vi serve cancellare la storia e copiare i lombardi che ai miei tempi erano i patrioti più devoti. Compresi che non potete prendervela con i vivi, il vostro re a Roma ci resterebbe male se vi metteste di traverso. Quando lo feci io, poco ci mancava che il re mi ammazzava all’Aspromonte. Perciò avete bisogno di picconare la targa di Garibaldi. Poi toccherà a quella di Mazzini e di Cavour e di Vittorio Emanuele. Che cosa gli addebiterete a Giuseppe Mazzini? Aveva la testa dura ma era un patriota e un galantuomo. Gli addebiterete che era un terrorista?

E del Conte, che direte? Che si faceva gli affari suoi?

Cavour non mi stava simpatico, lo sanno tutti, ma era integerrimo.

E voi invece avete un re che ha avuto 789 magistrati che l’hanno sospettato di avere trasgredito la legge. 789, ripeto. Tutti sbagliarono? Tutti nemici suoi furono? A lui niente picconate, anzi.

Cavour era un aristocratico piemontese, e fece gli interessi del suo re. Era un fetente per questo? Avrebbe fatto meglio a lasciare la Sicilia nelle mani dei Borboni?

D’accordo, il governatore siciliano oggi, me l’ha fatto sapere Gavino, deve copiare i lombardi, che non sono patrioti come una volta perché ci perdono a dividersi la pagnotta con i siciliani. Quelli d’oggi, dice Gavino, si sono mangiati la storia d’Italia e hanno così fatto capire a tutti che se stanno male è causa di Roma. Insomma hanno fatto scuola senza essere andati a scuola.

Allora, io dico, caro Sindaco, se non vi sta bene come stanno le cose, prendetevela con quelli che comandano e vi strafottono levandovi i soldi e l’aria che respirate. Descriverci come assassini, ladri, farabutti come se fossimo responsabili di tutto quello che vi fanno oggi, è una cosa ingiusta, contraria alla verità e non vi fa onore.

I miei picciotti siciliani si fecero ammazzare perché ci credevano all’Italia.

Per questo Gavino si danna l’anima: avete rispetto per i picciotti fascisti che vi volevano togliere la libertà, perché ci credevano a quello che facevano, e non ne avete per noi., che abbiamo tolto di mezzo i borboni e dato un poco, solo un poco, di democrazia.

Gavino ha ragione: difendete la cazzata di Babbo Natale per non rubare i sogni ai vostri bambini, e non ci pensate un momento a distruggere l’identità del vostro Paese, la sua storia, la sua cultura?

Dopo un secolo e mezzo vi fate i conti e decidete che era meglio che non ci facevamo ammazzare, e ci sputate addosso.

E Vossignoria, Sindaco, che ha un sacco di problemi da affrontare, quelli personali e quelli della sua bella città, si preoccupa di Piazza Garibaldi?

Una furbizia stupida, signor Sindaco. Con le picconate, voi e il vostro governatore, non riuscirete a fare dimenticare ai siciliani che stanno male e non riuscirete manco a convincerli che è colpa nostra.

Se una cosa ho capito nei giorni in cui sono stato in Sicilia, è che la gente pensa con la sua testa. Certo domandano favori anche quando non c’è bisogno, ma le cose le capiscono.

Gavino Sanna dice che non avete rossore di faccia. Non capisco che cosa significa ma me l’immagino. E’ una farabuttaggine oltre che una bugiarderia inventarvi i nemici dopo averli scoperti nei libri di storia, e inventarveli fra quelli che hanno speso la loro vita, pensando di fare una cosa giusta.

Da vivo non piansi mai - Vossignoria capisce: ero il Generale- , solo quando morì la mia donna lo feci e basta. Ma ora mi viene da piangere. Non per le vostre picconate, sindaco, ma per i miei picciotti che ci credevano e sono così ripagati dalla loro gente.

Giuseppe Garibaldi

Commenti

Crepuscolo

La vergogna e lo sconforto ricoprono tutti coloro che hanno sempre creduto nel valore della Nazione, della Patria, della Bandiera, dell'Unità d'Italia. Ministri della Repubblica Italiana (!) che alzano il dito medio nei confronti dell'inno nazionale e si pemettono, impunemente, di denigrare gli insegnanti del Sud che hanno l'unica colpa di trasmettere Cultura in un Nord ignorante, gretto e rozzo per la gran parte. Sindaci leghisti (vedi Tosi) che rinnegano il Presidente Napolitano rimuovendone la foto dal proprio ufficio. E adesso, (omissis) Sindoni, uscito dal carcere tra ovazioni del popolo in festa (sic!) che si permette di oltraggiare la memoria di un uomo e di tanti uomini che per l'Unità d'Italia hanno dato la vita! Il sindaco di Capo d'Orlando e il suo compagno (omissis) Lombardo che purtroppo presiede la nostra struggente Isola, prendono esempio proprio da coloro che andrebbero ignorati ed isolati (Bossi e c.) in quanto ignoranti e rozzi fino all'inverosimile, oltre che veri pericoli, assieme al più volte prescritto Silvio Berlusconi, per la Democrazia! Sindoni, mi scusi, ma la sua squadra di pallacanestro in che campionato milita?Naturalmente, quello italiano di pallacanestro. Ebbene, per coerenza con i suoi sproloqui e le sue pagliacciate, perchè non ritira la squadra e la iscrive in una Lega sicula?Si contenderebbe il titolo contro Canicattì, Patti, Messina, e vincerebbe di sicuro! Con questa gentaglia, il crepuscolo si avvicina inesorabile...
Italiano e siciliano orgoglioso

Moggi e Garibaldi

Mi scusi, sono Sindoni, e vorrei chiederLe se parlare male di Moggi significa parlare male della Juventus.
Ricordare ciò che è accaduto a Bronte, a Mirto od ad Alcara, non significa rinnegare il valore dell'unità d'Italia.
Mi auguro che al di là degli scontati e superficiali commenti di queste ore, la mia azione apra più che un dibattito, un approfondimento sui fatti.
Le opinioni, anche le più autorevoli (e tra queste non c'è certo la mia), credo contino poco.
Sono figlio di una terra povera e saccheggiata, ma ho la schiena diritta.
Cordialmente, e nel rispetto della Sua opinione diversa, La saluto.

FIGLI DELL'IGNORANZA E DELLA GRETTEZZA

L'origine di ogni gesto e commento teso a denigrare un periodo che per quanto discutibile fa parte del nostro bagaglio culturale e della nostra identità nazionale è figlio dell'ignoranza e dell'imbecillità di certa gente.
La questione è ancora più incresciosa se si pensa che certa gente riveste un ruolo istituzionale.
Il gesto plateale del Sindaco di Capo d'Orlando si inquadra nella stessa ottica di quello di un altro sommo ignorantone come Bossi che disprezza pubblicamente l'inno di Mameli, ma non altrettanto il lauto stipendio da ministro che la repubblica italiana gli passa: "Roma è ladrona"...ma non nel momento in cui si becca i quattrini in quanto ministro della repubblica italiana (il suo inno fa schifo, ma non i suoi soldi!!!). Come se i mali della Sicilia dipendessero da Garibaldi!!

disinformati

Crepuscolo parla a vanvera con paragoni e discorsi assurdi per un titolo sportivo conquistato le assicuro con grandi sacrifici...ma forse l'invidia rende non vedenti.
Se si vuol fare un discorso serio si parli seriamente di problemi e se per voi l'intitolazione di una piazza lo è(beati voi i problemi sono altri) fate pure , ma prima informatevi delle reali parole dette da Sindoni e non schieratevi solo perchè politicamente di sinistra.
Io ero presente come giornalista alla conferenza stampa e vi garantisco che le motivazioni erano ben chiare, si voleva dare un segno e valorizzare le battaglie dove i siciliani avevan perso la vita da qui l'intitolazione con la data di una battaglia avvenuta nei mari orlandini, sul fatto delle violenze Sindoni si riferiva più ai garibaldini che a garibaldi e tali violenze sono ben documentate e chiare a chi la storia la studia e non sui libri delle elementari.
Saluti e vergognatevi solo per cose che vi riguardano direttamente e non per un nome dato ad una piazza senza conoscerne reali motivi.

VIVA LA DEMAGOGIA...

Se non sbaglio la targa presa platealmente a picconate riguardava Garibaldi?
E poi... qua non è un problema di schieramento politico tra Destra e Sinistra: la questione va ben oltre. Certamente i problemi sono altri...hai fatto la scoperta dell'acqua calda. Il nodo della questione è che chi ci rappresenta denigra pubblicamente le istituzioni che dovrebbe onorarsi di guidare. Che schifo!!
La targa di Garibaldi presa a scalpellate pubblicamente avanzando le motivazioni più astruse equivale a denigrare un simbolo della nostra identità nazionale. Tanto ormai facciamo a gara tra chi la spara più grossa nella scala delle pagliacciate: Bossi fa il vaff...all'inno di Mameli, Sindoni prende a picconate il nome di Garibaldi, e via discorrendo. Che importa se ci ride dietro mezzo mondo (leggi i titoli delle principali testate europee) e poi vediamo se siamo disinformati o tu un povero illuso dalle parole demagogiche di un ignorante!

disinformati in tutto

Ah dimenticavo la vostra disinformazione si vede anche dal fatto che non sapete che il nome è stato cambiato DA SETTIMANE e non ieri; ieri è stato fatto un servizio nei telegiornali perchè molte altre città siciliane stanno cambiando il nome alla luce di documentazioni recenti che parlano di violenze in sicilia da parte dei garibaldini.
Informatevi e siate feri della vostra terra e delle vostre azioni e vergognatevi solo di voi stessi quando e se ve ne fosse bisogno.

più leggo più

piu' leggo più mi convinco di quanta gente presuntuosa e ignorante ci sia in giro, ma dico pregiudicato significa: chi ha riportato in passato condanne penali e Sindoni non è mai stato condannato!
informatevi e non parlate a vanvera se no togliete i dubbi a chi pensa che siate stupidotti.
Parlate per partito preso ma guardate ai gravi problemi della nosta cefalù e della incapacità di chi lo guida.
Quel personaggio di cui parlate ha affrontato numerosi processi uscendone sempre pulito, ma è lo stesso che ha portato la sua città Capo d'Orlando avanti in molte cose e non indietro come sta facendo cefalù!
Svegliamoci e andiamo avanti non sprofondiamo!

Sono di Cefalù

ed ho sentito il bisogno, quando il Sindaco Sindoni ha subito l'ingiusta carcerazione, di telefonare ad amici di Capo d'Orlando per esprimere la mia solidarietà ai familiari e a lui personalmente.
Quindi i cefaludesi non siamo tutti uguali, molti portano il sindaco di Capo d'Orlando quale esempio di bravo e lungimirante amministratore pubblico.
Scusi, egr. Sig. Sindaco Enzo Sindoni gli stupidi e le critiche ancora più stupide.
Con Affetto.
GJ

garibaldi

GARIBALDI?
La storia che qualcuno fa raccontare al sedicente “Giuseppe Garibaldi” è elementare, cioè è la propaganda, ancora savoiarda e ottocentesca, della epopea garibaldina.
Ma Garibaldi c’entra fino a un certo punto, e più che altro è assunto come riferimento per sottolineare le storture di una unificazione del Paese fatta a scapito della Sicilia e del Sud, del Regno del Sud. E’ colpa dei Borboni se nel Sud regnano adesso le quattro o cinque mafie?
O non piuttosto del baratro in cui il Regno del Sud fu precipitato all’improvviso, da uno Stato nel quale tanti giovani – anche siciliani garibaldini – avevano posto tutte le loro speranze, rivelatosi al dunque più esoso e più avaro del Borbone?
Chi ha massacrato, per ordine di Bixio, i Siciliani di Bronte? I garibaldini, nell’agosto del 1860. Lo testimonia uno di loro: Cesare Abba. La colpa? Aver creduto nella rivoluzione, e aver tentato di soffiare le proprietà agli inglesi Thovez, amministratori di un intero ducato per conto degli eredi dell’Ammiraglio Nelson.
E chi mai poté sparare, nel 1894, per ordine del Primo Ministro Crispi (garibaldino), sui giovani dei Fasci Siciliani? Attenzione non sui Fascisti, ma su braccianti, artigiani e operai di idee socialiste, raccolti, in fascio, nel Movimento dei Fasci Siciliani.
Queste cose i manuali di storia delle scuole, scritti da intellettuali compiacenti, non le dicono o le ammorbidiscono. Ma chi vuol fare lo storico senza padroni, dato che i documenti esistono e resistono, sa di avere il dovere di accertarle e precisarle con scrupolo. L’impresa dei Mille, che fu certo una vera impresa, fu anche – al contrario delle speranze suscitate – il punto d’avvio non dell’unificazione nazionale, ma della conquista del Sud da parte dei Piemontesi savoiardi. L’impresa dei Mille fu finanziata, e aiutata in mille modi, dalla Gran Bretagna, che mirava a smontare la forza di un Regno concorrente, quello delle Due Sicilie, dotato della più grande marina del Mediterraneo, e troppo ben piazzato per imporre dazi e sfruttare i nuovi traffici attraverso il canale di Suez, i cui lavori erano appena iniziati. In effetti l’ideatore e costruttore del canale di Suez, ing. Lesseps, aveva avuto la ferrea opposizione del primo ministro del Regno Unito, Lord Palmerston, preoccupato dei danni che la nuova via marittima tra il mar Rosso e il Mediterraneo avrebbe potuto arrecare ai commerci britannici, fin allora ben incardinati su altre rotte. Ma l’appoggio dell’imperatore francese Napoleone III e della sua consorte Eugenia, capaci di raccogliere in poco tempo oltre cento milioni di franchi per sostenere la realizzazione dell’opera, fece rompere ogni indugio ai britannici, e quando nel 1859 a Porto Said l’ing. Lesseps diede il primo colpo di piccone per la costruzione del Canale, la loro nuova strategia era già chiara e consolidata: favorire la distruzione del Regno delle due Sicilie, e sostituirsi alla sua marina nel controllo delle rotte mediterranee. Di qui il loro aiuto ai Mille, del quale l’episodio nel porto di Marsala è la parte meno nascosta.
Garibaldi era un repubblicano, un uomo d’armi, rude e con un passato, non proprio limpido, di trafficante di coolies, lavoratori cinesi “assoldati” con maniere assai spicce e deportati a lavorare in condizioni disumane nelle miniere di guano del Perù. Certo non era un fine politico. Il monarca sabaudo, lo lasciò cavalcare fino al Volturno, quindi si precipitò a Teano a rapinare un intero regno.
Chi di tutto ciò è cosciente, può mai tacere?
MPA, circolo "Antonio Canepa", Cefalù

Credo di non avere afferrato

Credo di non avere afferrato bene la storia della marina borbonica e gli inglesi.
Cioè i Borboni avevano una marina così forte da infastidire economicamente gli inglesi nel Mediterraneo, dopo l'apertura di Suez?
E la marina borbonica che fine avrebbe fatto una volta diventata piemontese?
Chi ha un minimo di conoscenza storica sulla marina inglese sa benissimo che non aveva rivali in quel periodo..e la marina borbonica non era certo all'altezza di contrapporvisi (gli inglesi avevano pure il possesso di Malta, Gibilterra..).
A me la storia sembra strana, ma scrivete che ci sono delle fonti storiche....ma anche quelle vanno analizzate e studiate con oculatezza.
Francamente ritengo davvero illogico poter pensare alla marina inglese cha abbia avuto paura dei quella borbonica....nel Mediterraneo...

consiglio per il lettore che "non ha afferrato"

Gentile lettore se lo desidera , potra approfondire la sua conoscenza sullo sbarco dei mille leggendo: Sigmondo Panvini "geometria del male" edizioni il punto d'incontro collana narrativa, Palermo 2008 pag 314 prezzo € 15,90
circolo MPA Antonio Canepa Cefalu'

Consiglio per il circolo MPA

Se una sola pubblicazione viene presa come vangelo.......
Ma posso capire....che ognuno tira l'acqua al proprio mulino.....
Spero soltanto che non vengano intitolate piazze o strade al "Colonnello Giuliano"
Comunque se avessi saputo prima che Lombardo era come i leghisti.....non lo avrei votato.
Senza offesa.....

eheh (se puoi inserisci questo)

da orlandino vado fiero di chi non fa solo chiacchiere e tira fuori le verità!
Basta a chi parla solo per partito preso senza mai cambiare idea neanche davanti ai fatti!
Ancora una volta complimenti a Sindoni che ha anche la serietà di rispondere con garbo, mentre a cefalu' sento chiacchiere su chiacchiere e politici(almeno loro si definiscono tali e fa ridere) assenti e che non hanno la capacità di rispondere o non degnano di rispota il cittadino...Saluti Andrea A.

Enzo Sindoni e Simona Vicari

i migliori sindaci della Sicilia.

Sono un ammiratore di Enzo Sindoni

Sono cefaludese amico degli orlandini e mi vanto di averne anche molti, sono sempre stato accolto con affetto proprio perchè cefaludese.
Gli Orlandini tutti si sentono vicini ai cefaludesi, purtroppo l'inverso è un pò diverso, sempre per la stessa storia "noi cefaludesi sappiamo solo invidiare e distruggere".
Enzo Sindoni è un Amministratore attivo "NO STOP" che riscontra nei suoi concittadini solo approvazione e riesce a trasmettere entusiasmo e volontà di migliorarsi.
Senza, per ultimo, volere parlare del nostro passato e di Garibaldi, vorrei solo pensare ai nostri giorni dove noi siciliani ricchi non solo di storia ma anche economicamente siamo saccheggiati dal Nord ladrona e anche beffeggiati da Bossi, altro che mafiosi siamo solo minchioni.
Siamo stati sotto tante dominazioni (Greca, araba, spagnola, normanna ecc.)
e tutti hanno reso la Sicilia più bella ( a Cefalù il Duomo e i mosaici sono da esempio), purtroppo l'ultima, cioè quella degli italici, ha solo preso e razziato .
Sono per la secessione,
vai Enzo sono con te e ritengo sinceramente che potresti amministrare Cefalù con risultati insperati, meglio di qualsiasi cefaludese e con più amore per Cefalù degli stessi cefalutani come me.
Il Cefalutano di Don Lappanio

da Orlandino

Sono fiero di avere Sindoni come sindato che oltre che garbato e attivo non è il classico politico che parla parla e non fa.
Quanto detto sopra risponde purtroppo al vero "Gli Orlandini tutti si sentono vicini ai cefaludesi, purtroppo l'inverso è un pò diverso, sempre per la stessa storia "noi cefaludesi sappiamo solo invidiare e distruggere".
"
Da mesi vengo a Cefalù e la prima cosa che noti è una sorta di tristezza dovuta all'assenza di svago e nonostante cio' vi sono persone incapaci di ammetterlo e lottare per migliorare.
A capo d'Orlando anni fa vi era una amministrazione simile alla vostra incapace...sapete come li abbiamo mandati a casa???? Presentandoci in consiglio e manifestando durante l'ennesima buffonata di un sindaco che non si presentava e evitava di far votare la sfiducia!!!! eravamo in sette e all'ennesimo annuncio di rinvio(e quindi di presa in giro per i cittadini), ci siamo messi le mascherine da ladri e tutti i telegiornali regionali ne hanno parlato...la settimana dopo si è votata la sfiducia e questi incompetenti sono andati a casa.
Dico questo perchè qui a cefalu' noto una sorta di triste lamentela continua,ma mancanza di azione...lottate sempre per quello che per voi è importante e mettete sempre la faccia come il caro signor Sindoni ha fatto e non schieratevi per forza da una parte senza neanche pensarci o documentarvi.
Fiero di essere siciliano e di conoscere siciliani attivi che non si nascondano!
Andrea.

Sgarbi vs Sindoni

Sgarbi vs Sindoni

E fu così che Sgarbi restuarò di suo pugno, e vestito di rossa camicia, la lapide di piazza Garibaldi, a Salemi. Salemi 1, Capo D'Orlando 0!!!

si usa il termine massone in senso dispregiativo

ecco a voi alcuni tra i più illustri Massoni,forse è il caso di non confondere chi ha nel tempo deviato con gli illustri personaggi sotto menzionati.Ritengo opportuno dare qualche cenno affinchè si smetta una volta e per tutte di utilizzare il termine Massone con accezione negativa.Segnalando,per chi non lo sapesse,che in tutto il mondo la Massoneria è riconosciuta. Persino la Spagna,appenda caduto Franco,la riconobbe legittima, in Italia continuiamo ad essere indietro anche in questo.
Neo
La storia è scritta da chi in ogni campo ha dedicato la vita al bene comune. Tra questi si sono distinti molti Massoni.
Vittorio Alfieri (Asti 1749-Firenze 1803) scrittore italiano
Salvator Allende (1908 - 1973) presidente del Cile
Giovanni Amendola (Salerno 1882 - Cannes 1926) deputato italiano
Attilio ed Emilio Bandiera (Venezia 1810 e 1819 - Cosenza 1844) patrioti italiani
Ugo Bassi (Cento 1801 - Bologna 1849) sacerdote
Cesare Battisti (Trento 1875 - Trento 1916) deputato italiano
Cesare Beccaria (Milano 1738 - 1794) filosofo ed economista italiano
Nino Bixio (Genova 1821 - Sumatra 1883) militare, patriota italiano
Simon Bolivar (Caracas 1783 - Colombia 1830) generale e uomo politico sudamericano
Johannes Brahms (Amburgo, 7 maggio 1833 - Vienna 1897) musicista tedesco
Giosuè Carducci (Valdicastello 1835 - Bologna 1907) poeta italiano
Camillo Cavour (Torino 1810 - Torino 1861) uomo politico italiano
Carlo Collodi (Firenze 1826 - Firenze 1890) scrittore e giornalista italiano
Winston Churchill (Woodstock 1874 - Londra 1965) uomo politico britannico
Francesco Crispi (Ribera 1819 - Napoli 1901) uomo politico italiano
Gabriele D'Annunzio (Pescara 1863 - Gardone Riviera 1938) poeta italiano
Georges J.Danton (Arcis-sur-Aube 1759 - Parigi 1794) uomo politico francese
Edmondo De Amicis (Oneglia 1846 - Bordighera 1908) scrittore e giornalista italiano
Agostino Depretis (Mezzana 1813 - Stradella 1887) uomo politico italiano
Massimo D'Azeglio (Torino 1798 - Torino 1866) uomo politico italiano, scrittore e pittore
Francesco De Sanctis (Morra Irpina 1817 - Napoli 1883) storico italiano
Denis Diderot (Langres 1713 - Parigi 1784) filosofo e scrittore francese
Walt Disney (Chicago 1901 - Burbank 1966) regista e produttore statunitense
Sir Arthur Conan Doyle (Edimburgo 1859 - Sussex 1930) scrittore inglese (creatore di Sherlock Holmes)
Alexander Dubceck (Uhrowec 1921 - Praga 1992) uomo politico cecoslovacco
Alexandre Dumas (Villers-Cotterêts 1802 - Puys 1870) scrittore francese
Henri Dunant (Ginevra 1828 - Heiden 1910) letterato e filantropo svizzero, fondatore della Croce Rossa
Albert Einstein (Ulma 1879 - Princeton 1955) fisico tedesco, padre della teoria della relatività
Enrico Fermi (Roma 1901 - Chicago 1954) fisico italiano
Johann Gottlieb Fichte (1762 - 1814), filosofo tedesco
Alexander Fleming (Lochfield 1881 - Londra 1955) fisiologo scozzese (a lui si deve la scoperta della penicillina)
Henry Ford (Michigan 1863 - Detroit 7 aprile 1947) imprenditore (fondatore della Ford Motor società automobilistica)
Ugo Foscolo (Zacinto 1778 - Londra 1827) poeta italiano
Benjamin Franklin (1706 - 1790) scrittore, scienziato e politico statunitense (tra i padri degli U.S.A.)
Sigmund Freud (Freiberg 1856 - Londra 1939) psicoanalista
Gandhi (2 ottobre 1869 - 30 gennaio 1948) fondatore dell'India moderna
Giuseppe Garibaldi (Nizza 1807 - Isola di Caprera 1882) militare e uomo politico italiano (fu Gran Maestro della Massoneria Italiana)
George Gershwin (New York 1898 - Hollywood 1937) compositore statunitense
Vincenzo Gioberti (Torino 1801 - Parigi 1852) uomo politico e filosofo italiano
Wolfgang Goethe (Francoforte sul Meno 1749 - Weimar 1832) scrittore tedesco
Carlo Goldoni (Venezia 1707 - Parigi 1793) commediografo italiano
Oliver Hardy (Harlem 1892 - Los Angeles 1957) attore statunitense
Clark Gable (1901 – 1960) attore statunitense
Joseph Haydn (Rohrau 1732 - Vienna 1809) compositore austriaco
Joseph Rudyard Kipling (1865 - 1936) scrittore e poeta (tra le sue opere ricordiamo “L'uomo che volle farsi re”, “Se”, “Il libro della giungla”, “Kim”)
Nat King Kole (1919 - 1965) cantante e musicista statunitense
Antonio Labriola (Sangermano di Cassino - Roma 1904) filosofo
Henry Lafontaine (Brussels 1854- 1943) Nobel per la pace
Marie-Joseph de Motier marchese di La Fayette (1757 - 1834) militare e politico francese
Franz Liszt (1811 - 1886), pianista e compositore ungherese
Goffredo Mameli (Genova 1827 - Roma 1849), poeta e patriota italiano
Terenzio Mariani (Pesaro 1799 - Roma 1885) filosofo e patriota italiano
Giuseppe Mazzini (Genova 1805 - Pisa 1872) filosofo e patriota italiano
Felix Mendelssohn (Amburgo 1809 - Lipsia 1847) compositore tedesco
Charles de Secondat barone di Montesquieu (Parigi 1689 - 1755) filosofo e pensatore politico francese.
Wolfgangus A. Mozart (Salisburgo 1756 - Vienna 1791) compositore austriaco (autore dell'opera massonica “Il Flauto Magico”)
Guglielmo Oberdan (Trieste 1858 - 1882) irredentista italiano
Vittorio Emanuele Orlando (Palermo 1860 - Roma 1952) politico e giurista italiano
Niccolò Paganini (Genova 1782 - Nizza 1840) violinista e compositore italiano
Giovanni Pascoli (San Mauro di Romagna 1855 - Bologna 1912) poeta italiano
Rosolino Pilo (Palermo 1820 - San Martino 1860) uomo politico italiano
Alexander Puskin (1799 - 1837) scrittore russo
Salvatore Quasimodo (Modica 1901 - Amalfi 1968), letterato e poeta italiano
Yitzhak Rabin (1922 - 1995) uomo politico israeliano
Urbano Rattazzi (Alessandria 1808 - Frosinone 1873) uomo politico italiano
Bettino Ricasoli (Firenze 1809 - Brolio 1880) uomo politico italiano
Gabriele Rossetti (Vasto 1783 - Londra 1854) patriota e letterato italiano
Jean-Jacques Rousseau (Ginevra 1712 - Ermenonville 1778) letterato e filosofo svizzero
Anwar Sadat (1918 - Il Cairo 1981) uomo politico egiziano
Aurelio Saffi (Forlì 1819 - 1890) uomo politico italiano
Tito Schipa (Lecce 1888 - New York, 1965) cantante lirico italiano
Franz Peter Schubert (Vienna 1797 - 1828) compositore austriaco
Albert Schweitzer (Kaisersberg 1875 - Lambaréné 1965), teologo, musicologo e medico missionario tedesco
Walter Scott (Edimburgo 1771 - Abbotsford House 1832) scrittore scozzese
Jean Sibelius (1865 - 1957) violinista e compositore finlandese
Lev Nikolaevic Tolstoi (Jasnaja Poljana 1828 – Astapowo 1910) scrittore russo
Antonio de Curtis in arte Totò (Napoli 1898 - Roma 1967) attore e poeta italiano (autore della poesia “A Livella”)
Mark Twain (Florida 1835 - Redding 1910) scrittore statunitense
Henri Beyle in arte Stendhal (Grenoble 1783 - Parigi 1842) scrittore francese
François-Marie Arouet in arte Voltaire (Parigi 1694 - Parigi 1778) scrittore, filosofo e drammaturgo francese
John Wayne (Winterset 1907 - Los Angeles 1979) attore statunitense
Arthur Wellesley, duca di Wellington (Dublino 1769 - Walmer Castle 1852) militare e politico britannico
Oscar Wilde (Dublino 1854 - Parigi 1900) scrittore irlandese
Giuseppe Zanardelli (Brescia 1826 - Maderno 1903), giurista italiano

Massoni, Presidenti degli Stati Uniti d'America
George Washington
Abraham Lincoln
James Monroe
Andrew Jackson
James Polk
James Buchanan
Andrew Johnson
James Garfield
William McKinley Theodore Roosevelt
William Howard Taft
Warren Harding
Franklin Roosevelt
Harry Truman
Thomas Jefferson
Lyndon Johnson
Gerald Ford
Bill Clinton

Molte opere di Massoni hanno contribuito a rendere l'umanità migliore, insegnando i principi basilari della massoneria: Libertà, Fraternità ed Uguaglianza.
Anche la Costituzione d'Italia è avvenuta grazie all'opera di tanti massoni, alcuni dei quali hanno dato la loro vita per affermare quei principi. Lo stesso Goffredo Mameli ad essi si rivolge chiamandoli Fratelli d'Italia nell'inno nazionale italiano.

«Inno di Mameli»
Fratelli d'Italia L'Italia s'è desta Dell'Elmo di Scipio S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria? Le porga la chioma Ché schiava di Roma Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.
Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi.
Raccoltaci un'unica Bandiera, una speme: di fonderci insieme Già l'ora suonò.
Stringiamoci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.
Uniamoci, amiamoci, L'Unione e l'amore Rivelano ai popoli
Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natio:
Uniti per Dio Chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.
Dall'Alpi a Sicilia Dovunque è Legnano, Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano, I bimbi d'Italia Si chiaman Balilla,
Il suon d'ogni squilla I Vespri suonò.
Stringiamoci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.
Son giunchi che piegano Le spade vendute: Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute. Il sangue d'Italia, Il sangue Polacco, Bevè col cosacco,
Ma il core le bruciò.
Stringiamoci a coorte Siam pronti alla morteL'Italia chiamò.

Onorabile Maestro....

Perfettamente d'accordo con le tue argomentazioni.

Giuseppe Garibaldi

Mi piace molto la storia di Giuseppe Garibaldi.
Marco Tulio Pettinato Pereira

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