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5 Luglio 2008, 23:51 - Pino Lo Presti |
Presenti il prof. Daniele La Barbera, prof. di Psichiatria della università di Palermo; il prof. Gianpaolo Spinnato, psichiatra; la pro f.ssa Giovanna Fussone del liceo socio-psico-pedagogico “Dante Alighieri” di Enna con un gruppo di ragazzi della scuola che su un testo e musica “Cosa c’è ke nn va”, della stessa insegnante, hanno creato una animazione teatrale corredata da un video. Il loro lavoro è dedicato ad una loro compagna, Erika (che combatte con l’anoressia) ma anche a tutti i loro coetanei che in vario modo e grado soffrono del “mal di vivere” del nostro tempo.
Assenti i giovani di Cefalù, tranne Valentina e la Arduino.

Dopo il benvenuto del Sindaco Guercio, un’introduzione del prof. Cristina, Laura Modaro. ha letto una propria prolusione sul tema della serata, e dopo la performance dei ragazzi del “Cosa c’è ke nn va”, ha con garbo moderato i numerosi e - a tratti - animati interventi. Sul volgere della serata si è trovata a gestire uno spiacevole ed imbarazzante rilievo da parte della giornalista della RAI che accompagnava Erika. Questa, alzandosi d’improvviso, spiegando che Erika si doveva ritirare (erano circa le 22), accusava che la conduzione del dibattito non aveva dato spazio a coloro che invece erano i veri protagonisti della serata, e in particolare a Erika, e senza appello se ne andava portandola con sè. Il prof. Cristina aveva - prima dell’inizio della serata - espressamente chiesto al gruppo di Enna se e come inserire un eventuale intervento della ragazza, ma gli era stato risposto che era meglio di no. La Modaro dal momento che ha aperto il dibattito non ha d’altra parte impedito a nessuno di parlare; inoltre ha spiegato che lei stessa non aveva preso l’iniziativa di invitarla a parlare per una comprensibile discrezione e rispetto per le sue condizioni. Perchè la giornalista - se riteneva opportuno diversamente -, lei stessa, non ha pensato in alcun modo, con semplicità, a prendere l’iniziativa? Forse la “creazione di un caso” tornava utile al suo “servizio” su Erika?

la prof.ssa Muffoletto introduce dei punti del tema che saranno poi centrali nella successiva discussione: quello della necessità della proposta di Regole ai giovani, nonchè della offerta di una vera Attenzione e infine quello della Maturità-Serietà degli educatori.


A questa richiesta vibrante, la dott.ssa Fonte, Psichiatra, reagisce - in un modo che è sembrato eccessivo ai più - respingendo la richiesta al mittente, invitando in maniera perentoria il giovane a cercare bene e meglio dentro di sè.
Occorre veramente fermarsi, sospendere le coattività del pensiero, riportarlo alla sua natura di ascolto, dal silenzio, della propria e altrui interiore, seppellita voce.
Sia concesso anche a me, in questa sede, un contributo - spero - ad un tema la cui portata investe tutta la società e la crisi della sua idea di “Uomo”.
Le Regole -
Qualunque forma, si regge sul precario equilibrio del rapporto tra due forze (espansiva e contrattiva), che ne costituisce il “campo” magnetico che “la fa stare in piedi”, come avviene in ogni cellula e atomo o universo.
Una “volontà di forma” si espanderebbe all’infinito se non incontrasse altro da sè. Con la dolorosa percezione del ”Limite” nasce la consapevolezza della propria separatezza dal continuum amniotico. La percezione della propria finitezza accompagna la vera nascita, intesa come risveglio dalla onnipotenza egopatico-simbiotica. L’accettazione della determinatezza della nostra condizione umana, “crocefissa” ai due assi del tempo e dello spazio, si accompagna alla accettazione (Compassione) dell’altrettanta determinatezza della condizione umana e storica dell’esterno; cioè al ris petto dell’Altro da sè, alla nascita del sentimento di fratellanza (illuminista e cristiano) per l’essere figli della stessa Ragione o Dio.
D’altra parte, l’esperienza del proprio limite all’interno di una Ragione più grande, è posta come Soglia, oltrepassata la quale l’Iniziato è, ora, Uomo.
Che ne è stato e ne è di tutto questo?
Dagli anni ’60, ha prevalso la forza “espansiva”, promossa dall’ottimismo del nuovo benessere dopo la guerra. Certamente in essa c’è stato un eccesso, una “infiammazione” provocata dall’eccesso - a sua volta - di forza contrattiva, di cui era pervasa la generazione precedente. Una “infiammazione”esasperata ancor più dalla prospettiva di onnipotenza offerta dai “miracoli” della tecnologia.
L’Attenzione -
Che il progresso degli strumenti non coincida nece ssariamente con lo Sviluppo della Umanità di una società, lo si poteva intravvedere già dall’inizio quando il sistema produttivo di “quel benessere” cominciò a richiedere a sè una sempre maggiore presenza degli adulti, separandoli sempre più dai piccoli.
Alla assenza della Madre che da il “latte” (nutrimento-corpo della propria umana, vissuta, esperienza, distillata dall’amore), e poi del Padre, a chi si affaccia alla vita, il “sistema” ha offerto una Grande Madre Feticcio (virtuale) che tutti i figli senza genitori accoglie, proponendosi ad essi come sostituta, in forma non di affetti ma di oggetti “di potere” e in una veste mai frustrante ma sempre compiacente in termini di illusioni di onnipotenza regressiva. Non più creativi sogni che ti nascono da dentro ma standardizzati miti e riti consumistici di affermazione, compensativi, sollecitati dall’esterno.
E, non è questa “Droga”? Altro che spinelli!
Maturità degli Educatori -
Sintesi del Grande Male, di cui il “disagio giovanile ” è solo un sintomo, del nostro tempo è la crisi di ogni idea precedente dell’ “Uomo”. La fine delle ideologie è stato un bene in sè per il grado di sclerotizzazione da esse raggiunto, ma urge la definizione di un nuovo Umanesimo in cui l’uomo (inteso nelle sue dimensioni interiori più profonde, psichiche e spirituali), si riappropri del diritto di progettare il proprio futuro, riportando la economia, da divinità assoluta quale piuttosto si è venuta a configurare oggi, a semplice alleato!
Una serata interessante, su un tema che non è estraneo alla nostra città; una occasione che bisognerebbe ripetere in cornici magari meno “estive”.
Una nota per chi ha rilevato che “sono sempre i soliti della sinistra, che” - si chiede - “non era scomparsa”?
Se purtroppo la Cultura umanistica è in gran parte “in mano” alla Sinistra, non è credo colpa sua, ma - a me sembra - neanche della Destra, piuttosto di quegli uomini di questa che, tradendone i più alti contenuti, ne hanno fatto la Casa di interessi meno ampi, più concreti, più “utili”!
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Art. 21 comma I Costituzione Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto, e ogni altro mezzo di diffusione. |
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donlappanio.com |
Commenti
ottimo sguardo,,,
l'occhio del sindaco ha sicuramente centrato il problema.....ottimo sguardo il suo da vero professionista.......
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