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3 Luglio 2008, 19:39 - Sicilianews24 |
Proposta shock da parte dell'assessore ai Beni Culturali Antonello Antinoro.
Il politico dell'Udc, infatti, sta preparando una bozza di legge che mirerà a privatizzare alcuni dei siti archeologici più importanti della Sicilia, già patrimonio dell'Umanità. Tra questi, la Valle dei Templi di Agrigento, il teatro greco di Taormina e la Cappella Palatina, a Palermo.
E, puntualissima, arriva una pioggia di critiche da parte del mondo politico e civile.
L'uomo di punta del partito di Cuffaro, che alle scorse elezioni ha raccolto più di 30000 preferenze, pretendendo, quindi, un ruolo di rilievo nel governo Lombardo, abbozza quella che è, al momento, solo un'idea, ma che presto diventerà un documento sulla scrivania del governatore. Secondo la bozza, i privati che gestirebbero i siti, oltre a pagare un canone di locazione per un contratto trentennale, dovrebbero occuparsi di una serie di opere infrastrutturali dell'indotto, che migliorerebbero la fruibilità delle bellezze archeologiche.
Nel caso della Valle dei Templi, ad esempio, oltre alla costruzione di una serie di alberghi, ai privati potrebbe essere affidato il miglioramento della statale Palermo-Agrigento e la costruzione di un Eliporto. Insomma, si cerca nel privato quello che gli Enti pubblici non hanno saputo fare in questi anni.
E, ovviamente, non mancano le contestazioni. Vari esponenti del Pd si dicono inorriditi per l'idea di privatizzare "la nostra memoria", come dice Mario Bonomo. Mentre Filippo Panarello, vicepresidente della commisione Beni Culturali all'Ars, si chiede come mai, in un ente quale la Regione, dove c'è un numero di dipendenti regionali abnorme, più di ventimila, non si riesca ad offrire un servizio soddisfacente ai quei turisti che, proprio alla Valle dei Templi, spesso trovano chiuso perchè tentano una visita in un giorno festivo.
In conclusione, maggioranza e opposizione sembrano comunque convergere su un giudizio: la gestione dei siti archeologici, pubblica sino ad ora, non funziona.
Alessio Giuliano
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Commenti
LOMBARDO, BEN VENGANO I MECENATI PER PATRIMONIO CULTURALE
''La proposta dell'assessore ai Beni culturali Antonello Antinoro? Sono perfettamente d'accordo. Anzi, a dir la verita', sono stato proprio io, quando ho reso le dichiarazioni programmatiche a Sala d'Ercole, ad anticipare tale ipotesi. E' chiaro che non si tratta di vendere il nostro patrimonio culturale ai privati.
Pensiamo, invece, a grandi mecenati che hanno tutto l'interesse a venire a investire in Sicilia. Va da se' che i criteri di selezione per l'individuazione di questi mecenati saranno rigorosissimi''.
Cosi' il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, commenta il progetto che punta a una nuova gestione dei beni culturali dell'Isola.
Il presidente ha dichiarato che il gruppo Lukoil, che ha rilevato il 49% della raffineria Isab di Priolo, e' pronto a investire un miliardo e 300 milioni di euro nell'Isola.
''Non vedo nulla di strano - aggiunge Lombardo - se un privato, con i propri soldi, vuole valorizzare una parte del nostro patrimonio culturale che oggi, lo ricordo, e' sotto utilizzato.
L'importante e' intendersi su quello che si deve fare e su come farlo. Tutto, e' chiaro, deve avvenire sotto il controllo del pubblico, cioe' della Regione e, in particolare, delle soprintendenze. Una volta fissati questi paletti, si potra' cominciare a operare''.
Lombardo ha citato un paio di esempi: la valorizzazione di Noto antica (oggi ancora sepolta) e l'arrivo, nel 2010, della Venere di Morgantina.
''Se un privato ci aiutera', con proprie risorse, a far venire alla luce Nota antica - ha precisato Lombardo - sara' il ben venuto. Nel 2010 la Venere di Morgantina verra' riportata in Sicilia e se un privato realizzasse ad Aidone un grande museo e, magari, risolvesse i problemi della viabilita' stradale di questa parte dell'ennese'? Avremmo tutto da guadagnare. So che l'assessore Antinoro ha gia' parlato con i vertici del Paul Getty Museum di Los Angeles.
Chissa', magari potrebbe essere questo gruppo a lanciare Aidone nel firmamento internazionale del grande turismo culturale''.
''Nessuno vuole vendere o svendere il grande patrimonio culturale della Sicilia - conclude Lombardo - si tratta soltanto di metterlo a frutto con intelligenza e passione.
Questo fara' aumentare il flusso di turisti nella nostra regione. Gente che mangera' nei nostri ristoranti e dormira' nei nostri alberghi''.
Asca
VALLE DEI TEMPLI AI PRIVATI: CORO DI POLEMICHE
Quei lanci d´agenzia cadono come un macigno sul capo di Rosalia Camerata Scovazzo, presidente dell´ente parco Valle dei templi. Suscitano imbarazzo, c´è poca voglia di parlare. Ma l´ex sovrintendente di Agrigento non può esimersi da un breve commento sulla proposta choc dell´assessore al Beni culturali Antonello Antinoro: privatizzare la Valle. Per ora è poco più di un´idea, certo, ma Antinoro sta già scrivendo una relazione sull´argomento per la giunta di Palazzo d´Orleans. «Non ne so niente, non ne sono neppure stata informata», sibila la Camerata Scovazzo malcelando il disappunto. «Attendo il provvedimento prima di fornire una valutazione più precisa. Ma una cosa è sicura - afferma il presidente del parco - la tutela dei beni culturali non è delegabile. Parlo, ovviamente, per linee generali. Chi paga un canone per sfruttare dei beni lo fa solitamente a vantaggio delle proprie tasche, non della collettività».
Fa già discutere, l´iniziativa di Antinoro. Inevitabilmente. «Per rendere il più possibile redditizia la gestione dei beni culturali in Sicilia dobbiamo affidare a un privato di qualità il pacchetto completo di un sito turistico per trent´anni. Penso ad esempio alla Valle dei templi o al teatro greco di Siracusa», afferma l´assessore, uno degli uomini forti dell´Udc di Cuffaro in Sicilia, trentamila voti alle ultime elezioni regionali.
Al piano l´assessore sta lavorando con Adele Mormino, il suo capo di gabinetto che da anni, come soprintendente dei beni culturali di Palermo, lavora per la tutela e la valorizzazione dei monumenti siciliani. «In cambio della gestione del nostro patrimonio artistico - dice Antinoro - i privati dovranno garantirci un canone fisso e alcune opere da realizzare nell´indotto. Penso alle strade o a un certo numero di alberghi. Nel caso della Valle dei templi potremmo chiedere ai privati di migliorare la strada statale Palermo-Agrigento e un eliporto».
Ma non si ferma qui, l´assessore. E, in un´intervista rilasciata al sito www.ilovesicilia.info, allunga la lista dei monumenti da privatizzare: «Potrebbero essere inseriti anche il teatro antico di Taormina, Selinunte o la Cappella Palatina. Ma l´elenco dei siti dovrà essere concordato con l´assessorato regionale al Turismo». E Antinoro aggiunge: «Potremmo affidare a privati anche gruppi di opere, in cambio della realizzazione di un museo per ospitarle in Sicilia».
È una proposta che riapre le polemiche attorno alla Valle dei templi, considerato patrimonio dell´umanità dall´Unesco ma indicata a torto a ragione, da anni, come il simbolo dell´aggressione del cemento alle bellezze monumentali del Paese. E salita alla ribalta, di recente, per piccoli e grandi disservizi. L´anno scorso, di questi tempi, l´irrigidimento burocratico dei custodi - che non fecero entrare 38 bimbi stranieri perché il biglietto gratuito era previsto solo per i minori appartenenti all´Ue - fece gridare al razzismo politici di ogni schieramento e di ogni latitudine.
In Sicilia, dove capita non di rado che i turisti si trovino di fronte ai cancelli dei monumenti chiusi, è la privatizzazione la soluzione alla cattiva gestione? Non ci crede il Pd: «È un paradosso che nella regione che ha il più altro numero di dipendenti, si pensi di affidare i beni pubblici a soggetti privati», dice Filippo Panarello, vicepresidente della quinta commissione Beni culturali dell´Ars. «Prima di lanciare ipotesi falsamente innovatrici - prosegue l´esponente del partito democratico - l´assessore Antinoro farebbe bene a spiegare come viene utilizzato il personale attualmente in carico alla Regione: oltre ai dipendenti di ruolo vi sono, infatti, articolisti, lsu, e dipendenti della società mista Arte e Vita. Il personale non manca, bisogna semmai individuare le disfunzioni organizzative e combattere sprechi e clientelismi, per mettere in piedi un credibile piano di fruizione dei nostri beni culturali che deve prevedere innanzitutto orari di apertura più ampi, anche nei giorni festivi».
Emanuele Lauria
Repubblica
antinoro
una volta dividevi posti all 118,adesso vuoi privatizzare i beni culturali....bene..
(omissis)
tutto per il bene della collettività,come nò...
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