IL BLOG DELLE MADONIE:

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3 Luglio 2008, 19:33 - Staff |
giudici di pace bocciano le multe dell´Apcoa «perché una società privata non può comminare sanzioni amministrative e i termini della notifica stabiliti dalla legge non sono rispettati». A stabilirlo sono i giudici che hanno esaminato i ricorsi presentati dai cittadini dal 2006, quando l´Apcoa è sbarcata in città. «I palermitani non devono pagare le multe, ma aspettare l´eventuale ingiunzione», dicono adesso le associazioni dei consumatori. Mentre l´azienda precisa: «Nessuno ha mai parlato di multe, si tratta di un rapporto civilistico che va rispettato e i giudici di pace non hanno competenza in questa materia». Il tutto mentre l´Apcoa, a chi non ha pagato le multe, non ha mai chiesto soldi, avviando in due anni e mezzo «un solo decreto ingiuntivo», come hanno affermato i legali della società di Mantova durante l´udienza di opposizione all´unico decreto comminato. In sintesi a chi non ha pagato l´Apcoa non ha mai mandato avanti un procedimento per avere dei soldi in cambio.
Da due anni la società ha colonizzato i posteggi del centro: incubo di residenti e commercianti (che hanno formato anche un comitato), l´azienda di Mantova ha di fatto dimezzato il numero di posti lungo i quali è possibile parcheggiare per chi è possessore di pass. Dei 2.701 posti in gestione dall´Apcoa per contro della Gecopre, che sta realizzando il parcheggio del Tribunale, solo 861 sono gratuiti per chi ha il pass. Anche i residenti, quindi, per non beccare la sanzione sono costretti a girare per ore in cerca di un posto. Con la beffa che di liberi ce ne sono sempre, soprattutto la sera, ma solo lungo i marciapiedi dove il posteggio è a pagamento per tutti. Lasciare lì l´auto, anche per chi ha pagato il pass, significa ritrovarsi con il foglietto giallo sul parabrezza. E cosa succede se l´automobilista si rifiuta di pagare? Niente. I giudici di pace infatti accolgono sempre più spesso i ricorsi dei cittadini e rimandano il tutto al giudice ordinario, visto che per sanzioni di questo genere non sono competenti.
Ma c´è di più. L´Apcoa, famosa anche per aver ideato una penale di 15 euro che scatta se il pagamento della "multa" avviene più di quindici giorni dopo che la sanzione è stata affibbiata, ha un solo strumento per rivalersi: un decreto ingiuntivo. Ma quante volte Apcoa li ha avviati? Una sola. Lo ha ammesso la stessa società davanti ai giudici di Mantova. Apcoa infatti è sotto processo: il malcapitato automobilista che ha ricevuto il decreto ingiuntivo si è rivolto subito all´avvocato Julo Cosentino, che lo ha impugnato. Durante l´ultima udienza Apcoa ha annunciato di aver fatto partire il decreto ingiuntivo solo quella volta. «Abbiamo sollevato due questioni davanti ai giudici - spiega Cosentino, che ha due processi pendenti contro la società intrapresi dall´associazione dei consumatori Adoc - innanzitutto sosteniamo che le sanzioni sono illegittime perché violano il codice del consumo. In secondo luogo contestiamo il fatto che secondo Apcoa il foro competente in caso di opposizione sia quello di Mantova, cioè la città in cui la società ha sede. Per noi il foro competente è quello del consumatore: in questo caso Palermo».
Anche i giudici di pace sostengono che l´Apcoa non può comminare sanzioni amministrative, lasciando foglietti sul parabrezza delle auto: «Ho esaminato una decina di ricorsi da parte di cittadini "multati" dall´Apcoa - dice il giudice di pace Agostino Mannino - La società a chi parcheggia sulle strisce blu da essa gestite dovrebbe imporre una penale di natura civilistica, e non quella che sembra invece una sanzione amministrativa, con tanto di penali previste se non si paga entro 15 giorni. Il tutto senza alcuna notifica. Mi è capitato di non poter riconoscere la parte ricorrente, proprio perché non c´è alcuna notifica». Se difatti i vigili urbani quando comminano una sanzione al foglietto sul parabrezza fanno seguire un verbale notificato al proprietario del veicolo, al quale si può fare opposizione nei termini di legge, questo con Apcoa non avviene.
Per i giudici di pace dunque quello tra cittadino e Apcoa deve essere un rapporto di natura civilistica: «Se l´Apcoa pretende del denaro deve inviare dei decreti ingiuntivi, come avviene tra privati», aggiungono i giudici. Ma fino a oggi di decreti nemmeno l´ombra. Le associazioni dei consumatori invitano adesso a non pagare le multe e ad aspettare in ogni caso l´eventuale decreto ingiuntivo, che però l´azienda fino a oggi ha inviato solo una volta: «Finalmente abbiamo chiarito che le multe dell´Apcoa non esistono - dice Benedetto Romano, presidente dell´Adiconsum - Non c´è alcuna violazione del codice della strada se io non pago sulle strisce blu». Daniele Zanca, a capo del comitato contro l´Apcoa, chiede un intervento del sindaco Diego Cammarata e del consiglio comunale: «Da tempo chiediamo che si affronti il nodo Apcoa - dice Zanca - Siamo tartassati da anni e nessuno degli amministratori di Palazzo delle Aquile ci ha mai ascoltato».
«Noi riteniamo illegittimo tutto l´impianto burocratico tra Comune, Gecopre e Apcoa che ha portato al proliferare delle strisce blu nel centro della città - dice Luigi Ciotta, presidente dell´Adoc - In ogni caso invitiamo i cittadini a rivolgersi alle nostre sedi per avere tutto il supporto legale».
Antonio Fraschilla
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