Mercato cittadino: finalmente si è deciso cosa fare


ritratto di Rael

Buone notizie da parte dell’Amministrazione comunale sulla collocazione del mercato cittadino. Riportiamo integralmente il testo della riunione avvenuta nella notte: Purtroppo non ci è stato possibile decifrare le singole voci, perché la registrazione è avvenuta con microfono nascosto.
Ma ciò conta poco rispetto alle decisioni prese di cui diamo resoconto ai cittadini

“Avete visto che finalmente l’ordinanza di non sostare davanti al cimitero è stata rispettata?”
“Quale ordinanza? C’era un ordinanza?”
“Certo, non era possibile che il mercato stesse davanti al cimitero, ma che ci vieni a fare qui se non ti ricordi nemmeno quello che decidiamo”
“Ah. Scusa. Per questo se ne sono andati al lungomare?”
”Infatti, forse sono atei. Il problema è che c’era un’altra ordinanza che al lungomare non ci dovevano andare più”
“Un’altra? Ma quanto lavoriamo?”
“Non mi interrompere. Dunque se ne sono andati al lungomare nonostante glielo avessimo vietato”
“E allora? Qual è il problema? Facciamo un’altra ordinanza e diciamo che ci possono tornare”
“Ma che dici? Non possiamo perdere la faccia”
“Giusto. Allora mandiamoli in Via Cirincione”
“Ma se già ci stavano in Via Cirincione”
“Ah si? Non lo sapevo. Beh rimandiamoceli”
“Ma non possiamo. Gli abitanti hanno protestato”
“Ah. Va bene. Mi è venuta un idea”
“Sentiamo”
“Prendiamo la cartina di Cefalù e segniamo un punto a caso. Dai bendiamoci”
“Ma che dici? Poi la scelta la dobbiamo motivare”
“E che sarà mai, un motivo lo troviamo”
“Ok. Dai”
“Fatto?”
“Si. Che punto è?”
“Ma è Gibilmanna!!!!”
“Bene. Allora decidiamo di mettere il mercato a Gibilmanna.”
“Ma sei scemo? E la gente come ci va?”
“In pellegrinaggio”
“In …che?”
“In pellegrinaggio. Pensa che notizia. Uniamo il sacro e il profano. I fedeli pregano e nello stesso tempo comprano. E’ una innovazione. Saremo su tutte le prime pagine d’Italia”
“Non si può fare. I preti non ce lo permetterebbero. C’è scritto che è un luogo sacro e di silenzio”
“Mhhhh., hai ragione. Un'altra idea. Lo facciamo a Ogliastrillo.”
“E dove?”
“Sul rettilineo. Il primo mercato cittadino dove si compra direttamente dalla macchina. Senza nemmeno scendere. Non ti piace?”
“E le macchine che devono arrivare a Cefalù dove passano?”
“Beh aspettano che finisce il mercato”
“Ma dai, non può essere, metti che hanno fretta”
“Idea. Allora facciamo una deviazione della strada. Le macchine che escono dall’autostrada le mandiamo in direzione di Lascari. Ci scriviamo Cefalù.”
“E poi?”
“E poi girano a Lascari, salgono per Collesano, arrivano al bivio per Piano Zucchi e poi ridiscendono da Gibilmanna e arrivano”

Voce di sottofondo che entra in Sala Consiliare.
“Ragazzi, ho risolto il problema del mercato”
“Anche noi”
“Si ma io prima e quindi ho già pronta l’ordinanza”
“Un’altra? Ma quanto lavoriamo?”
“Beh, dicci dicci”
“Il mercato si farà in Porta Giudecca”
“Ma che dici? Ah, è per questo che oggi sono passato e stavano facendo le strisce”
“Esatto. Li ho mandati io”
“Non si può fare”
“Come no?”
“No, perché sai, quando sono passato oggi, si sono un pò arrabbiati”
“Arrabbiati?”
“Ehm, si. Pensavano che ci dovevamo mettere il mercato e quindi mi hanno fermato e mi hanno chiesto che cos’erano quelle strisce”
“ E tu?”
“Beh io siccome non lo sapevo gli ho detto che stavamo preparando un torneo di freccette”
“Un…..?”
“Beh si, non sapevo come uscirne, Però adesso non gli si può mica dire che ci facciamo il mercato altrimenti che figura ci faccio? Pensano che non sono informato”
“Hai ragione. Adesso modifico l’ordinanza. Faccio un’altra ordinanza che integra la precedente e dico che abbiamo creato un torneo di freccette a Porta Giudecca”
“Un'altra ordinanza? Ma quanto lavoriamo?”
“E il mercato?”
“Beh adesso ci pensiamo”

Nuova voce di sottofondo.
“Avete parlato fino ad ora ma non avete concluso niente”
“Ecco è arrivato il sapientone”
“Ci puoi scommettere. Ho trovato la soluzione”
“Davvero? E qual è?”
“Questa soluzione è grandiosa: perché ci salva dall’accusa di debolezza, perché non saremo costretti a rimangiarci tutte le ordinanze che abbiamo fatto”
“Come parli bene. Mi sembri Tony Franco”
“Chi?”
“Tony Franco”
“E chi è?”
“Come chi è. E’ un consigliere dell’opposizione.”
“Quale opposizione?”
“Ma non hai capito come funziona?” Quelli che stanno di fronte sono l’opposizione, cioè quelli che non sono d’accordo con te quando parli”
“Tipo mia moglie?”
“Esatto. Hai capito?”
“Ah. Ecco. Io pensavo che erano al governo anche loro. Hai fatto bene a spiegarmelo perché non mi posso fare trovare impreparato. L’opposizione, ……ma pensa.”
“Si, allora? Questa idea?”
“Ah già, dunque, qual è stata la prima ordinanza che abbiamo fatto sul mercato?”
“Quella che vietavamo la sosta davanti al cimitero”
“Benissimo. Quindi noi adesso facciamo una ordinanza….”
“Un’altra? Ma quanto lavoriamo?”
“Silenzio. Allora noi facciamo una ordinanza che chiarifica la prima e sostituisce tutte le altre”
“E che dice?”
“Dice che noi siccome siamo d’accordo con noi stessi e mai ci potremmo smentire perché abbiamo le idee chiarissime….”
“Tutta questa cosa deve dire?”
“Si, questa è la premessa per far capire a tutti che siamo coerenti ….. allora.. dicevo….siccome abbiamo le idee chiarissime, vogliamo specificare alla cittadinanza che noi abbiamo detto che non si poteva sostare DAVANTI al cimitero, intendendo che noi volevamo fare il mercato DENTRO il cimitero”
“Fantastico”
“Stupendo”
“In questo modo, non abbiamo le proteste dei cittadini perché tutti possono uscire di casa e rientrare, non creiamo situazioni di traffico, e nessuno si può lamentare, e oltretutto possiamo dire a tutti che all’inizio non siamo stati capiti nei nostri propositi perché in realtà abbiamo le idee chiarissime”
“Meraviglioso”
“Complimenti”
“Vado subito a fare l’ordinanza”
“Un’altra? Ma quanto lavoriamo?”.

Commenti

UNA SOLA IDEOLOGIA : AMORE autentico PER CEFALU'

La goliardica ironia del "microfono nascosto" sposta sul piano di una sorta di psicodramma la vicenda del mercato settimanale e, più in generale, dell'attuale momento amministrativo-decisionale, oltre che politico, che viviamo a Cefalù.
A mio giudizio, l' ironia di Rael potrebbe essere utile per avviare una riflessione complessiva che faccia USCIRE DAGLI STECCATI DI PARTE tutti gli attuali responsabili della Cosa Pubblica a Cefalù.
Nella consapevolezza che NESSUNO detiene la bacchetta magica per risolvere TUTTE le questioni che affligono la Città, nella consapevolezza che NESSUNO è depositario di TUTTE le verità, OGGI PIU' DI IERI, è il momento che TUTTI si esca dagli steccati, che TUTTI si salti le trincee, che TUTTI si metta da parte il cuffarirsmo e l'anticuffarismo, il vicarismo e l'antivicarismo, il margheritismo e l'antimargheritismo, perchè TUTTI ci si apra al confronto per un dialogo serio sulle soluzioni da dare alle questioni.
Continuare TUTTI il percorso "politico", o più propriamente partitico dell'ultimo decennio, continuare nelle battaglie partitiche, o meglio, nella guerra partitica dell'ultimo decennio farà una sola VITTIMA LA CITTA'.
L'AMORE per Cefalù che TUTTI abbiamo dichiarato, e dichiariamo, non può, e non deve, essere soverchiato dall' INNAMORAMENTO per la propria appartenenza partitica, dall'INNAMORAMENTO per le proprie idee, dall'INNAMORAMENTO per ideologie sempre più sbiadite e che, a livello locale, a mio giudizio, sono fuori luogo.
Abbiamo, TUTTI, il dovere di ispirarci alla stessa ideologia : L'AMORE AUTENTICO PER CEFALU'!
Saro Di Paola

L'amore per Cefalù

Personalmente ritengo il Suo intervento talmente saggio da non aver bisogno di alcun ulteriore commento. Tutti noi che scriviamo, o manifestiamo delle opinioni, che investiamo una parte del nostro tempo in questo, Lei compreso evidentemente, non possiamo che avere un unico scopo: L'Amore per la nostra città.
Anche esporre delle critiche fa parte di questo.
Nel caso specifico si è voluto evidenziare, in forma goliardica, una delle critiche più ricorrenti, ancorché, ritengo, fondata, su questa Amministrazione: cioè la difficoltà, quasi la paura di decidere. Impantanarsi in complicati "tavoli di trattative", ed estenuanti "tavole rotonde" nell'impossibile tentativo di mettere tutti d'accordo su qualcosa, non fa bene certamente alla nostra città. Altrimenti la si getta nel caos in cui chiunque ritenga di avere una legittima motivazione per modificare una norma comunale, può sentirsi autorizzato a farlo. L'amore per la città si dimostra anche prendendo decisioni chiare, semplici. Era stato deciso che l'allocazione del mercato fosse nella zona Dietro Castello, ebbene se questa era la decisione che I CITTADINI ritenevano più congrua, essa deve prevalere nei confronti di chi invece vuole modificare le cose per salvaguardare interessi economici.
Mettere tutti d'accordo su questo piano è impossibile, in quanto i gestori del mercato premono per avere a disposizione una zona più densamente popolata e più facilmente accessibile in quanto migliora i loro guadagni, mentre i cittadini premono affinchè i (legittimi per carità) interessi economici non vadano a ledere gli interessi della collettività. Ora, rispetto a questo, l'Amministrazione ha l'obbligo di privilegiare i secondi e non i primi. E il compromesso che si vuole a tutti i costi creare dovrebbe tenere conto di ciò.
Anche, e soprattutto, questo è amore per la città e per gli abitanti che vi risiedono.
E in questo caso non si sta parlando di politica di appartenenza ma solo di buon senso

La perla ai porci!

Ho io l'idea!
Visto che il mercato crea non pochi problemi al posteggio auto ed al transito per arrivare a casa perchè non utilizzare una via già chiusa al traffico?
METTIAMO IL MERCATO SUL CORSO RUGGERO!
Pensate che sarebbe bello vedere gli impuniti panzoni a torso nudo in questa coreografia di urla e mondezza..si troverebbero ancor di più a loro agio.
Le condizioni di onorabilità e decoro del paese oramai sono giunte ai minimi termini per cui conviene prendere la palla al balzo ed approfittarne mettendo il mercato nel corso ruggero.
E già che ci siamo trasformiamo il lavatoio medioevale (già adibito a latrina pubblica) in una bella discarica.
E che dire della Cattedrale?Già che ci siamo la soppalchiamo e ci facciamo un posteggio multipiano!
Abbiamo un tesoro (o avevamo..) e lo stiamo svendendo per 4 mutande ad 1 euro!

VADE RETRO MERCATARO!!!!

Gradevolissima da leggere la "trasposizione teatrale" fatta da RAEL della seduta comunale (prova a parlarne ai Cuticchio... hai visto mai....), molto meno gradevole il suo fervore nell'additare quale scandalo la protesta dei "mercatari".
E se a questo aggiungiamo gli altri biasimi verso questi ultimi di cui ho letto in questi giorni, fino ad arrivare al disprezzo dell'ultimo lettore (non meglio identificato) che li ha definiti "panzoni a torso nudo in una coreografia di urla e mondezza", penso proprio che siamo al limite dell'offesa intrisa di malcostume e cattivo gusto.
Non è certo questa la sede per dilungarsi sul significato sociale delle proteste collettive, nè sul valore democratico (anche a livello di enti locali) delle intese governo - parti sociali e, per quanto concerne ciò, mi limito unicamente ad invitare tutti a ponderare meglio i fatti prima di sparare raffiche di mitra destinate a bersagli sbagliati che, peraltro, non sortiscono alcun effetto, visto che si percepisce tangibilmente che tutto dipende unicamente da mancanza di coesione tra coloro i quali occupano le poltrone dell'aula consiliare.
A quel lettore anonimo, che avrà senz'altro gongolato di autocompiacimento per aver trovato un così "colorito" modo di rappresentare i mercatari, vorrei invece ricordare quanto segue:
i titolari di licenza di commercio ambulante a posto fisso, per quanto non si rechino sul posto di lavoro in giacca e cra-vatta e non adoperino un linguaggio forbito tra eleganti arredi e fragranze di ambra e incenso (a cui probabilmente il nostro lettore non riesce a rinunciare neanche quando va in giro per la città), sono purtuttavia dei lavoratori che, per di più, hanno ricevuto un'autorizzazione comunale per esercitare la loro professione, in virtù della quale versano all'amministrazione una tassa periodica;
tale autorizzazione rappresenta, peraltro, una sorta di patrimonio in quanto, in termini di diritto commerciale, determina l'identificazione di un "ramo aziendale", la cui produttività è strettamente legata all'autorizzazione medesima e che può anche essere oggetto di alienazione; ovviamente, il prezzo di scambio viene concordato anche in funzione delle potenzialità produttive che il ramo aziendale ha e dunque, in ultima analisi, in virtù della suddetta autorizzazione;
immaginiamo, pertanto, che il signor ROSSI MARIO (per l'occasione con l'epa ben coperto) il giorno 20 settembre 2007 si sia recato da un notaio e abbia acquistato un ramo aziendale con diritto alla voltura a suo nome dell'autorizza-zione comunale per l'esercizio del commercio (per compiacere il nostro lettore preciso che si tratta di commercio di mutande che poi svenderà ad un euro ogni quattro paia) a posto fisso da esercitarsi nello spazio contrassegnato dal n. X nel mercatino di Cefalù che, a far tempo dal 1 ottobre di ogni anno, si svolge sul Lungomare e abbia versato quale corrispettivo la somma di euro 40.000, presupponendo che vendere mutande in una zona di facile accesso e transito sia redditizio; immaginiamo poi che tale signor ROSSI MARIO il giorno 1 ottobre 2007, recandosi a lavoro (con maglietta a mezze maniche....soffia un pò di brezza da nord) abbia trovato interdetto il suo spazio per un'ordinanza comunale che gli imponeva di operare non già in un luogo idoneo al commercio, ma in una strada buona solo per coppiette in cerca di intimità.
E per il probabile caso in cui il suddetto esempio non sia idoneo, ovvero se l'anonimo lettore non riesce, dall'alto della sua "classe", a calarsi nei panni melmosi del signor ROSSI de quo, lo invito a immaginare il caso (impossibile, ovviamente, ma esaustivo per quanto infra) in cui la sua ipotetica casa posta in corso Ruggero, per l'affitto della quale percepisce un canone di 800 euro al mese, venga - in virtù di un'ordinanza comunale - trasferita in una buia strada di periferia.
Lascio a chi legge le opportune riflessioni.
F.TO INMEDIOSTATVIRTUS

L'alibi del mercato

E' quasi commovente rendersi conto di quanti concittadini amino ancora la nostra Cefalù. Già, ancora!
Perchè le sevizie e le torture che la placentissima ha dovuto subìre in questi ultimi anni (e contnua a subìre.....) avrebbero dovuto far tracimare il sentimento di sdegno di ognuno di noi fin quasi ad arrivare alla extrema soluzione di chiedere asilo politico a Campofelice di Roccella (o in zona limitrofa) dove pare che il nomignolo di Dallas stia cominciando a dare i suoi frutti....
Caro Rael, ma sei davvero sicuro che il microfono era nascosto ??
O, inconsapevolmente, hai trascritto la reale diatriba avvenuta durante una riunione della nostra amministrazione???
Vedi, forse nemmeno il vate Marzullo riuscirebbe a darci una risposta......già.....quale risposta....
la risposta dovremmo, forse, darla noi a costoro......mercatari ed amministratori....perchè, pur essendo in toto d'accordo con quanto scritto da Saro Di Paola e cioè che nessuno detiene la bacchetta magica per risolvere i vari problemi, è fuor di dubbio che la bacchetta va quantomeno cercata e, sopratutto, impugnata....magari sfilandola da uno dei tanti steccati che, idiotamente (o furbescamente a secondo da che lato lo si guardi) si sono creati in città.
E tutti a scommettere se i lor signori ritorneranno al Lungomare, o al Cimitero, a andranno alla Giudecca......poveri noi!
Mentre scrivo i tecnici stanno misurando l'area all'interno del Porto di Presidiana perchè anche questa zona , adesso, è stata ritenuta idonea: una facilissima ironia mi porterebbe a dire SIEMU A MMARI !!
Ma sarebbe una ironia tragica. irrispettosa di quel Pantocratore che per troppe volte, forse, ha salvato questa città dall'arroganza e dalla cecità di quanti stanno contribuendo, nemmeno tanto lentamente, alla fine della nostra cifalutanità.
Quella vera.
Josè De La Vega.

La punta dell'iceberg

Intanto complimenti di cuore a Rael perchè il suo intervento iniziale era veramente ironico e pulito, privo di offese e gratuità.
Non voglio ulteriormente dilungarmi sul mercato. Vorrei solo puntualizzare a INMEDIOSTATVIRTUS che anche il suo intervento, per quanto educato, è pur sempre anonimo e che comunque, le leggi del mercato potrebbero consentire anche ad un'attività posta in un luogo poco centrale, di diventare attraente per gli acquirenti. Tutto ciò si basa su qualità e prezzo.
Certamente l'Amministrazione Comunale che sembra trarre un "vantaggio economico" (cosa tutta da verificare in quanto non sono preparato sull'argomento) dallo svolgimento del mercato dovrebbe impegnarsi a fornire il minimo di servizi necessario per trasformare una strada per coppiette in cerca di intimità nel luogo decoroso e funzionale per lo svolgimento del mercato settimanale.
Quello che ci deve portare a riflettere è che la nostra città, al momento, manca di progettualità.... e il tempo passa.
Arch. Mauro caliò

niente sterili polemiche ma......

....per amore di verità, soprattutto se le "puntualizzazioni" dell'architetto (grazie per averci informato del suo titolo professionale.... ne faremo tesoro!)
sono condivise da quel lettore di cui nel mio precedente intervento denigravo le invettive a dir poco scortesi verso i soggetti in questione, voglio precisare che non criticavo affatto il suo anonimato, stante che l'averlo rilevato era solo un inciso in virtù del fatto che, parlando di costui, non potevo identificarlo altrimenti!
Dell'opportunità o meno dell'anonimato si è fin troppo discusso nei primi giorni di vita di questo sito e mi sembra oltremodo superfluo ritornare sul probelma.....
Quanto poi alla valorizzazione dei siti ove sono ubicati gli esercizi commerciali al fine di incrementarne le potenzialità produttive è scontato e di pubblico dominio che ciò possa essere realizzato, ciò che mi premeva sottolineare è che non si può - in attesa che ciò avvenga - di colpo "declassare" l'attività degli esercenti con provvedimenti, per quanto necessari, inattesi e per giunta poco chiari, poichè scaturiti da decisioni confuse di chi - questo mi preme dirlo - probabilmente, per inespressi e inesprimibili interessi, mira a destabilizzare l'organo ammnistrativo a cui egli stesso appartiene!
F.TO INMEDIOSTATVIRTUS

.... pur sempre polemiche

Gentile INMEDIOSTATVIRTUS,
mi dispiace dover constatare che Lei è improvvisamente scaduto di qualità. Non vorrei aver le allucinazioni ma mi sembrava di avere letto nel pomeriggio una sua risposta più pacata, alle mie riflessioni, che ora trovo ripubblicata con toni leggermente più aspri.
Per quanto riguarda il mio titolo professionale, non trovo nulla di male a citarlo, sia perchè spesso cerco di dare ai miei interventi un taglio tecnico - vedasi vicende legate al mercato o al PRG su cefalunews - sia perchè molti mi conoscono come tale e forse non ricollegherebbero il semplice nome al mio volto.
Non ritengo comunque di dovermi giustificare nei confronti di nessuno. Chi mi conosce sa perfettamente che ho sempre avuto il massimo rispetto per tutte le persone e per le loro professioni o mestieri.
Le chiedo comunque scusa qualora il mio sfoggio Le abbia recato turbamento. Cordiali saluti.
Mauro Caliò (l'architetto)

Risposta all'Arch.Caliò

In merito a quest'ultimo argomento, dobbiamo specificare quanto segue: il messaggio di Inmediostatvirtus, nel'essere trasferito sul sito è risultato inizialmente mancante di alcune parti. Successivamente lo stesse utente contattava lo staff per farci notare che l'articolo differiva in alcune parti dal suo inviato, e pertanto provvedevamo a ripubblicarlo. Quindi il fatto che, inizialmente, sia comparso un'articolo non completamente conforme al secondo, è dipeso esclusivamente da nostra responsabilità, se così si può chiamare, e non da un ripensamento del lettore. Ce ne scusiamo con entrambi.
STAFF DI DONLAPPANIO.COM

Mancanza di progettualità

Ringraziando L'arch. Caliò per i complimenti espressi debbo sottolineare che è appunto quanto da lui suggerito ad essere non condivisibile, ossia la mancanza di progettualità. Sembra che si navighi a vista nel tentativo impossibile di trovare una panacea al male che affligge questa maggioranza, ossia la non comunione di intenti.
Ormai questa realtà sta facendo il giro della provincia e spesso mi trovo a dover rispondere alla stessa domanda, fatta da amici che si trovano in altri comuni, anche lontani da Cefalù, che pongono lo stesso quesito: "Ma a Cefalù che sta succedendo?"
"Che state facendo?"
Queste domande apparentemente innocue, poste col sorriso furbetto di chi sa molto sull'argomento, sottintendono che all'opinione pubblica degli altri comuni, arrivano notizie sulla debolezza e la mancanza di progetto di questi amministratori.
La voce che si sta diffondendo è quella di una Amministrazione che non sa quale tipo di strada intraprendere e che pertanto, sempre di più, viene additata ironicamente come simbolo di inefficienza

Quanto lavorano?

"Solo l'ironia ci salverà dal ridicolo" ebbe a dire l'oratore greco Iperìde. Grazie, dunque, per aver contribuito a dimostrare ancora una volta che le intelligenze acute, disposte a salvare la Città dalla tragicommedia in cui è caduta, esistono e animano il dibattito con la forza dirompente dell'ironia. Il re dev'essere nudo agli occhi del popolo, il potere va fatto scendere dal piedistallo dove si sente assoluto manovratore dei cittadini: in tempi come questi, che mi ricordano la battuta di un vecchio film, cioè "la situazione è disperata ma non seria", l'espressione da parte dei cittadini di un pensiero critico e ironico, spesso costruttivo e propositivo, è tutta energia per quanti da anni cerchiamo (talora probabilmente con modi inesatti ma sempre appassionati, onesti e senza altri fini) il cambiamento profondo, radicale del modo di far politica in questa Città, del rapporto fra cittadini e amministratori, dei metodi per risolvere le grandi e piccole problematiche di Cefalù. Grazie anche per il riferimento (positivo, oltrecché immeritato) alla mia persona. Il problema del mercato non può essere risolto dai "mercatari", questo è poco ma sicuro: tollerare atti di forza contrari all'unica forza possibile in una Comunità, cioè la Legge, è un ulteriore segnale di debolezza e di incapacità dell'amministrazione Guercio. Alla soluzione Dietro Castello, ovviamente sostenuta da corse autobus e altre agevolazioni (e ad adeguata distanza dal cimitero) non mi pare ci siano alternative valide, se non due: a) quella, proposta dal consigliere Lapunzina (su suggerimento del cittadino Aldo Mento), di suddividere il mercato in più giorni (e non di sabato) e allocarlo nello spazio interno alla stazione; b) quella (ma è solo una mia provocazione) di sistemarlo (esclusa la stagione estiva) nell'area attigua al lungomare, dopo che il proprietario - il consigliere Pippo Coco - l'abbia generosamente concessa in comodato d'uso gratuito al Comune e quest'ultimo ne abbia reso idonea e sicura la superficie interna. Grazie ancora per avermi assicurato un momento, educato e divertente, di sano relax "politico". Antonio "tony" Franco

La solita lezione di franco....ooh franco

Come al solito il sig. Antonio "tony" Franco non perde occasione di manifestare il suo astio, camuffato dalla solita lezioncina classica (assomiglia davvero al Cecchi Paone dell'Isola), infatti non c'era nessuna ragione di indicare il sig. Pippo Coco quale consigliere (comunale): e invece no, che gusto c'era ad indicarlo come imprenditore, come concittadino, come geometra, come sig. e basta.
No, il sospetto e il dubbio che chissà quale operazione si stia tramando alle spalle della città: alimentare il dubbio è sempre più conveniente che essere propositivi davvero, e non con ipotetiche soluzioni "ironiche".
Ma dire sempre no nella vita paga di più, la casistitica pediatrica è piena di trattati su NO dei fanciulli. Ma siamo cresiuti un pò tutti e certi giochetti, sig. Antonio "tony" Franco li abbiamo capiti anche noi non allittrati.
Diego.

Diego ... ooh Diego

Anzitutto la ringrazio per avermi attribuito l'animo di un fanciullo: mi auguro di mantenerlo a vita, al contrario di quelli che diventano "sperti" fin troppo presto sul modo di farsi strada. Basta rileggere (anche da non "allittrato") senza preconcetti quello che ho scritto per capire che non ho usato astio contro nessuno, non ho malignato o ironizzato su nessuno: ho semplicemente offerto le mie riflessioni su un tema locale attuale, avanzando anche una provocazione, in base a quella che era una delle possibili (ma non fattibili) alternative verificate dall'Amministrazione. Il geom. Giuseppe Coco è mio collega consigliere comunale (oltrecché mio vecchio compagno di scuola): magari non saremo d'accordo su niente che riguarda questa Città, ma dovrà convenire che la parola "consigliere" non mi risulta che sia offensiva per nessuno, anzi... Né posso pensare che tutti quelli che non mi chiamano con i miei titoli di "prof. dott." o che facciano riferimento (anche con ironia) alle mie attività stiano malignando su di me. Su Cecchi Paone immagino, "sig. Diego", che sarà d'accordo con me se spero (ma solo per burla) che rimanga per sempre sull'isola dove si trova! Antonio "tony" Franco

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