IL BLOG DELLE MADONIE:

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4 Aprile 2008, 21:54 - Staff |

1. L’opinione pubblica in più occasioni ha proposto l’esigenza di una maggiore collaborazione tra le associazioni e tra i movimenti giovanili. Innegabile che un impegno giovanile in politica esiste, ed è altrettanto innegabile che chi si espone è soggetto a critiche, anche se gli va riconosciuto il coraggio di mettersi in gioco. Cosa cambieresti dell’associazionismo cefaludese?
In questi ultimi anni Cefalù ha assistito al proliferare di numerose associazioni impegnate nel mondo politico, culturale ed artistico non solo a livello locale ma anche a livello nazionale e di movimenti giovanili che con esse hanno collaborato. Questo è un fenomeno sicuramente positivo, ma ovviamente, fa parte del gioco che chi si espone con esternazioni personali e con impegno attivo va incontro a critiche. Non cambierei nulla di queste forme di associazionismo perché le considero ambito di confronto, di incontro e di partecipazione diretta alla vita sociale e politica, ma bandirei da esse le manie di protagonismo, le tendenze all’individualismo.
2. Sei stata militante di Forza Italia. Oggi lo sei del PdL. Durante l’ultima campagna elettorale ti abbiamo vista impegnata accanto a Domenico Dolce. Quali sono, a tuo parere, i motivi che hanno determinato la sconfitta del centrodestra a Cefalù. Insomma, Forza Italia a Cefalù era Simona Vicari?
L’On. Vicari ha rappresentato una personalità molto forte nel panorama cefaludese e madonita, questo suo modo di essere le ha provocato parecchie inimicizie anche all’interno della propria coalizione tali da contribuire alla sconfitta del centrodestra. Inoltre,si è assistito ad un trasformismo degno della peggiore politica da parte di quei partiti che sono stati uniti da una forte antipatia nei confronti dell’ On. Vicari.
I risultati di questa unione ancora oggi sono sotto gli occhi di tutti…
3. Come giudichi l’azione politica di chi per anni ha militato in Forza Italia, ed oggi siede in giunta ed in consiglio sotto un altro simbolo? In politica è normale il ripensamento o chi ci ripensa non pensa alla politica?
Non condivido l’azione politica di coloro che per anni sono stati militanti in Forza Italia e attualmente siedono nei banchi della maggioranza della giunta comunale. A mio parere la coerenza deve contraddistinguere l’uomo e la sua azione politica.
4. A seguito della sentenza Cuffaro, a Gianfranco Miccichè deve essere dato atto di essersi distinto, di aver posto la questione morale di un presidente di regione condannato a 5 anni di reclusione. Lo stesso Miccichè affermava in quei giorni, tutta la propria avversità al metodo Cuffaro. Oggi, invece, si ritrova ad appoggiare la candidatura Lombardo, che tutto è meno che discontinuità con la politica cuffariana. Come valuti questa scelta?
Penso che questa sia una vicenda molto delicata e in quanto tale servirebbero maggiori elementi per giudicarla. Non avendo io elementi necessari per dare un giudizio mi limito semplicemente a prendere atto di ciò che è successo.
5. In una precedente intervista, Marco Larosa, riferendosi alla militanza giovanile in Forza Italia, scrive: “Oggi assistiamo, da parte anche della forza politica a cui appartengo, ad una propaganda esagerata che riesce a deviare in alcuni giovani il concetto stesso di politica, da me intesa come un’azione concreta e sociale volta al miglioramento delle condizioni di vita della comunità cui si appartiene, conducendoli all’autoesaltazione, elemento prettamente controproducente sia nei confronti della propria persona che rischia di registrare le beffe del popolo sia nei confronti dell’essenza stessa della politica”. Come commenti queste affermazioni?
Prendo atto della posizione dell’amico Marco Larosa ma penso che ognuno viva la politica e percepisce le azioni in maniera del tutto soggettiva. Le scelte e le azioni fatte dall’allora Forza Italia oggi Popolo della Libertà sono azioni frutto di un bisogno del Paese. Infatti, la massiccia propaganda del mio partito è stata un’esigenza dettata da anni e anni di propaganda sbagliata fatta da altri partiti, bisogna invece coglierne gli aspetti di denunzia di alcune condizioni nate prima ancora della sua nascita con F.I. Silvio Berlusconi ha parlato da sempre di eticità nella politica, l’On. Francesco Musotto è il suo massimo esponente, e per questo motivo il Circolo della Libertà “Progetto Sicilia Cefalù” ha deciso di sostenerlo in questa campagna elettorale.
6. Ad oggi, rispetto al programma che vi siete dati, il Circolo della Libertà a cui appartieni, quali obiettivi ha raggiunto?
Il Circolo della Libertà “Progetto Sicilia Cefalù” è un’associazione costituita da donne e giovani che si sono avvicinati al mondo della politica locale e nazionale e si propongono di sviluppare iniziative culturali, sociali e politiche volte alla diffusione dei principi e dei valori della democrazia liberale. Siamo già stati impegnati in diverse attività rivolte al sociale, in cantiere ci sono numerosi progetti che verranno realizzati quanto prima.
7. Cefalù per anni è stata la capitale del potere in rosa. Oggi la presenza femminile nelle istituzioni è prossima a scomparire. Tu sei d’accordo con le quote rose in politica? Se sì, non credi sia avvilente per una donna questo, chiamiamolo, aiutino?
Ritengo che la presenza delle donne in politica è destinata ad aumentare in modo considerevole e ad incidere realmente nella vita dei partiti e del Parlamento. Sono convinta che le quote rosa non risolveranno il problema delle donne in politica, ma sicuramente, considerate come momento transitorio, potranno creare delle corsie preferenziali per rimuovere gli ostacoli che da sempre le donne in politica hanno incontrato. In questo modo le donne migliori e più capaci potranno far nascere una classe dirigente al femminile, radicata nel territorio e legittimata dal consenso popolare. La politica richiede sacrifici, ma anche un impegno diretto delle donne senza paura. Se non ce ne occupiamo la politica decide per noi. E’ un lavoro che non si può fare in un mondo cinico e freddo senza passione che è la componente principale. Verso gli stessi problemi ci sono punti di vista differenti fra uomini e donne. Diversità da non acuire ma vivere nel dialogo perché solo così si potrà essere certi che la soluzione dei problemi è davvero per il bene comune e non solo per quello degli uomini.
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Commenti
x la cara eletta...
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