Venerdì 21 novembre - ore 22:00
L'appuntamento del Venerdì sera con la musica di Rock Revolution vedrà stasera protagoniste le "Les Femmes", band palermitana tutta al femminile! Potremo ascoltarle come sempre dal vivo dai microfoni di CRM Happy Radio (101.4 FM) ed in audio e video streaming direttamente dal sito www.rockrevolution.it a partire dalle 22:00.
Nella bombetta i guizzi di scugnizzo, ai piedi il paio di
scarpe smisurate,
il minimo di baffi, l'appoggio di una canna di bambù,
nel cerchio stretto del finale sulla via sterrata.
Il suo fagotto in spalla porta dote nuziale
al cinema del millenovecento.
Si china a terra, prende la bandiera caduta da un
trasporto,
si sa che è rossa, pure se il film è tutto biancoenero.
Sta da malcapitato davanti alla sommossa,
come l'umanità del secolo passato, rigirata
nella ruota dentata di un'epoca ingranaggio.
Si' che doveva sbattere contro i corpulenti,
"abitando" si occuperà di seguire e quindi di informare su tutti i passaggi che interverranno per arrivare alla definizione del Piano Regolatore Generale. Poichè si tratta di una materia che coinvolge tutta la cittadinanza sarà, riteniamo, un prezioso strumento di informazione e di trasparenza per una materia chiaramente delicata.
Considerato che il tavolo di lavoro è costituito da un discreto gruppo di persone e che l'intento è quello di produrre documenti unanimi da condividere con la cittadinanza e, successivamente, con l'amministrazione, l'aggiornamento del sito non potrà essere molto frequente.
Cercheremo comunque di tenerlo vivo inserendo nuovo materiale ed anche link a pagine che possono comunque riguardare argomenti interessanti su urbanistica, edilizia, ecc.
Per le informazioni più rapide credo che questo spazio sia invece il milgiore per cui... teniamoci in contatto.
Su questo argomento...ossia PRG, si mette in ballo buona parte del futuro della nostra città.
"In assenza di pianificazione, la legge della giungla prevarrebbe"
John Fitzgerald Kennedy
Ho avuto modo di prendere visione delle “Direttive Generali Per La Formazione Del Nuovo P.R.G.” approvato dal consiglio comunale con deliberazione n. 114 del 13.10.1997. Ho trovato la lettura molto interessante ed attuale. Le direttive generali sono esclusivamente frutto “delle personali conoscenze dei singoli Consiglieri Comunali, oltre che dei contributi di tutti coloro che sono intervenuti nelle pubbliche riunioni e nel dibattito politico”. Credo che l’impegno di tutte queste forze ( a dimostrazione che Cefalù ha le competenze e le conoscenze) abbia individuato problemi e soluzioni …ma a distanza di oltre dieci anni, mutadis mutandis, le criticità evidenziate e le soluzioni prospettate rimangono irrisolte. Perché tutte queste competenze e conoscenze non si tramutano in fatti ? (Leonardo Mento)
e' aperto un forum sul turismo in Italia e sul calo delle presenze in Italia.
In sintesi sono riportati:
a) scempio del territorio;
b) prezzi alle stelle;
c) strutture ricettive carenti di servizi;
d) mancanza di intrattenimenti;
adesso vorrei fare delle considerazioni.....come si coniugano tutti questi aspetti con il nuovo Prg.......verranno realizzate le strutture alberghiere con i servizi oppure dovranno venire per prima gli interessi di alcuni costruttori cefaludesi mettendo in secondo piano il bene comune.
Costruire le case senza parcheggi, considerare la presenza di strutture esistenti e valorizzarle non puo' passare in secondo piano e chi ha il compito di redigere un piano regolatore non puo' non tenerne conto.
Occorrono spazi a verde curato.
Dove sta scritto che se esiste un'area libera quella deve diventare a tutti i costi area edificicabile e sopra si ci deve costruire.
Stiamo danneggiando irreversibilmente la nostra Cefalu', ma i nostri politici sono molto vicini al mondo edilizio e non faranno niente per migliorare le cose.
Il nostro futuro e quello delle generazioni future sara' solo per pochi.
Ugo
Volevo porre una domanda:
In questo momento di transizione tra il nuovo prg e il vecchio , le licenze debbono seguire lo schema e le direttive contenute nel nuovo prg?
Potrebbe verificarsi il caso che le direttive nuove entrino in contrasto con il vecchio prg.
Cosa si fa in questi casi?
Ugo
Scusandomi per il lungo silenzio, chiedo a quanti fossero interessati ad avere ultime notizie in merito all'iter del nuovo PRG di avere ancora qualche giorno di pazienza.
Stiamo predisponendo un documento che dovrebbe riassumere la storia a partire dal lontano 1994, per arrivare a descrivere quello che sta succedendo (o meglio non sta succedendo) in questi ultimi tempi, e capire di conseguenza come comportarci e cosa ci aspetta nel prossimo futuro.
Mauro Caliò (esecutivo del Partito Democratico di Cefalù)
P.S.
Nel frattempo posso però rispondere al quesito del Sig. Ugo.
In questo momento non ci troviamo ancora in una fase di transizione tra i due strumenti urbanistici per cui valgono a tutti gli effetti le norme di quello vecchio, ancora vigente.
Dopo l'adozione del nuovo PRG da parte del Consiglio Comunale, e fino alla sua definitiva approvazione da parte degli organi competenti, entrerà in vigore il regime di salvaguardia.
Tale regime, nel caso l'intervento previsto sia conforme ad entrambi gli strumenti, prevede l'applicazione dei parametri più restrittivi; nel caso invece l'intervento proposto sia conforme allo strumento urbanistico vigente, ma non ha quello nuovo adottato, non si potrà dare seguito al procedimento.
Un articolo di Repubblica del 26 ottobre 2008 – edizione di Palermo, metteva giustamente in risalto l’avanzata del cemento nel Comune di Monreale “senza Piano regolatore da 15 anni”. Nella provincia di Palermo c’è un altro Comune che per importanza storico-paesaggistica ed ambientale si trova in una situazione almeno altrettanto critica: Cefalù.
Il territorio del Comune di Cefalù, ricco di storia, di tesori d’arte, di architettura, di un paesaggio di rara bellezza - che ha affascinato da secoli pittori e viaggiatori - nel corso degli ultimi trent’anni ha cambiato radicalmente i suoi connotati: edificazione intensiva senza la realizzazione dei necessari servizi e di un adeguato sistema viario; eccessiva crescita extraurbana costituita in buona misura da residenze stagionali (soprattutto nelle colline circostanti il paese e lungo la costa); ultimi, ma non secondari gli incendi degli ultimi anni.
Queste circostanze avrebbero dovuto da tempo indurre gli amministratori locali a ripensare il modello di sviluppo locale in favore di scelte , urbanistico-ambientali coerenti con la “presunta vocazione turistica” della città. Viceversa, i processi di intensa e disordinata edificazione che si è verificato nell’ultimo trentennio, sembrano mortificare la storia stessa della città e il suo futuro di paese turistico.
Il piano regolatore generale del Comune di Cefalù, ideato alla fine degli anni ’60 ed approvato formalmente nel 1974, non risulta essere stato mai adeguato agli standard urbanistici approvati con D.M. 2/4/1968 n. 1444 (adeguamento che, ad es., il Comune di Palermo con un P.R.G. risalente al 1962, ha realizzato nel 1994); presenta una zonizzazione che non ha riscontro con le zone omogenee indicate nel decreto 1444/68; ha consentito una massiccia cementificazione all’interno di ben determinate “isole” ad edificazione intensiva nell’ambito delle zone agricole e lungo la costa (nonostante che la legge regionale n. 78/76 impedisse la realizzazione di edifici nella fascia dei 150 metri dalla battigia); ha i vincoli di piano, da tempo, scaduti (anche se si è parzialmente prorogata, nel corso del tempo, la loro validità). Tali questioni non devono apparire questioni solo tecniche, ma presentano importanti ricadute per tutti i cittadini. L’assenza di adeguati standard significa meno spazio per i parcheggi, meno verde per anziani e bambini, meno spazi destinati ad edifici pubblici (scuole, asili), meno strade praticabili e più ingorghi, ecc.
Secondo le norme regionali vigenti, il Comune di Cefalù avrebbe dovuto, già da tempo, aggiornare il proprio strumento urbanistico. Infatti, con la legge regionale n. 15/91 era stato stabilito che le amministrazioni comunali sprovviste di strumento urbanistico o dotate di strumenti urbanistici con vincoli divenuti inefficaci per decorrenza dei termini, erano obbligate alla formazione del piano o alla revisione di quello esistente entro dodici mesi dall’entrata in vigore della suddetta legge. I Comuni dotati di P.R.G. erano tenuti alla formazione del piano o alla revisione di quello esistente, diciotto mesi prima della decadenza dei vincoli stessi. In caso d'inadempienza da parte dei Comuni, la Regione avrebbe proceduto alla nomina di un commissario provveditore, per l’adozione dei relativi atti.
Allo stato attuale risulta che il consiglio comunale con delibera n. 114 del 13/10/1997 (più di dieci anni or sono), ha adottato le direttive generali propedeutiche alla redazione dello strumento urbanistico stesso. Dopo l’emanazione della suddetta delibera non risulta che sia stato approntato nemmeno lo schema di massima (redatto sulla base delle direttive approvate dal consiglio comunale). Intanto molti cittadini non sanno che cosa ha prodotto l’incarico dato a suo tempo al Prof. Dierna (e quanto è costato) né sanno che cosa ha prodotto il nuovo piano “confezionato” in casa dal responsabile del settore urbanistica, che nel frattempo si è “perso” per gli uffici del Comune, non essendo mai stato ufficialmente trasmesso al Consiglio Comunale. Senza che né gli Assessori all’Urbanistica che si sono succeduti né la Commissione consiliare Urbanistica si siano curati del buon fine di tale importante lavoro.
Intanto che si discute, si analizza, si alternano inconcludenti commissariamenti ad orgogliose prese di posizioni sulle “prerogative” comunali, si continua a costruire in lungo e in largo (ed in alto!) senza più - da anni - nemmeno il filtro della vecchia commissione edilizia comunale cancellata illegittimamente dalla vecchia amministrazione comunale, nel silenzio generale. Già perché, la vecchia Commissione edilizia comunale, con tutti i suoi difetti, almeno aveva il pregio di mettere il naso tra le carte dei progetti. Chissà perché, nonostante l’Assessorato regionale territorio e Ambiente, abbia sempre ribadito l’obbligo di acquisire il parere della Commissione edilizia (con pareri ufficiali liberamente consultabili sul sito della regione), la stessa non è stata più ripristinata. Il ripristino di tale Commissione non costituisce un semplice aggravio del procedimento amministrativo, ma costituisce un preciso obbligo di legge. La legge n. 449 del 27/12/97, che ha previsto la soppressione degli organi collegiali con funzioni amministrative ritenute non indispensabili, non riguarda infatti anche la Commissione edilizia comunale, il cui parere, secondo le disposizioni regionali tuttora vigenti, continua ad essere obbligatorio anche se non vincolante.
In conclusione, in questa città – e non solo in questa città – negli anni si è registrato un pericoloso regresso civile e democratico, che sta facendo strame del diritto, del nostro paesaggio, della nostra storia e della dignità stessa dei cittadini. C’è qualcuno o qualcosa che potrà più arrestare questo processo?
Urbano
Ringraziamo tutti coloro che voteranno per donlappanio.com come miglior sito siciliano del 2008. Ricordiamo che tutti coloro i quali voteranno per il concorso parteciperanno all'estrazione di premi.
Siamo sicuri che non ci farete mancare il vostro affetto.
Art. 21 comma I Costituzione Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto, e ogni altro mezzo di diffusione.
Commenti
di cosa
si occupa questo sito 'abitando'
Il sito
"abitando" si occuperà di seguire e quindi di informare su tutti i passaggi che interverranno per arrivare alla definizione del Piano Regolatore Generale. Poichè si tratta di una materia che coinvolge tutta la cittadinanza sarà, riteniamo, un prezioso strumento di informazione e di trasparenza per una materia chiaramente delicata.
Sul tavolo di lavoro
Considerato che il tavolo di lavoro è costituito da un discreto gruppo di persone e che l'intento è quello di produrre documenti unanimi da condividere con la cittadinanza e, successivamente, con l'amministrazione, l'aggiornamento del sito non potrà essere molto frequente.
Cercheremo comunque di tenerlo vivo inserendo nuovo materiale ed anche link a pagine che possono comunque riguardare argomenti interessanti su urbanistica, edilizia, ecc.
Per le informazioni più rapide credo che questo spazio sia invece il milgiore per cui... teniamoci in contatto.
Su questo argomento...ossia PRG, si mette in ballo buona parte del futuro della nostra città.
"In assenza di pianificazione, la legge della giungla prevarrebbe"
John Fitzgerald Kennedy
Per Mauro Caliò
Ho avuto modo di prendere visione delle “Direttive Generali Per La Formazione Del Nuovo P.R.G.” approvato dal consiglio comunale con deliberazione n. 114 del 13.10.1997. Ho trovato la lettura molto interessante ed attuale. Le direttive generali sono esclusivamente frutto “delle personali conoscenze dei singoli Consiglieri Comunali, oltre che dei contributi di tutti coloro che sono intervenuti nelle pubbliche riunioni e nel dibattito politico”. Credo che l’impegno di tutte queste forze ( a dimostrazione che Cefalù ha le competenze e le conoscenze) abbia individuato problemi e soluzioni …ma a distanza di oltre dieci anni, mutadis mutandis, le criticità evidenziate e le soluzioni prospettate rimangono irrisolte. Perché tutte queste competenze e conoscenze non si tramutano in fatti ? (Leonardo Mento)
andate nel sito La repubblica
e' aperto un forum sul turismo in Italia e sul calo delle presenze in Italia.
In sintesi sono riportati:
a) scempio del territorio;
b) prezzi alle stelle;
c) strutture ricettive carenti di servizi;
d) mancanza di intrattenimenti;
adesso vorrei fare delle considerazioni.....come si coniugano tutti questi aspetti con il nuovo Prg.......verranno realizzate le strutture alberghiere con i servizi oppure dovranno venire per prima gli interessi di alcuni costruttori cefaludesi mettendo in secondo piano il bene comune.
Costruire le case senza parcheggi, considerare la presenza di strutture esistenti e valorizzarle non puo' passare in secondo piano e chi ha il compito di redigere un piano regolatore non puo' non tenerne conto.
Occorrono spazi a verde curato.
Dove sta scritto che se esiste un'area libera quella deve diventare a tutti i costi area edificicabile e sopra si ci deve costruire.
Stiamo danneggiando irreversibilmente la nostra Cefalu', ma i nostri politici sono molto vicini al mondo edilizio e non faranno niente per migliorare le cose.
Il nostro futuro e quello delle generazioni future sara' solo per pochi.
Ugo
A che punto e' l'iter del prg ...... Domanda
Volevo porre una domanda:
In questo momento di transizione tra il nuovo prg e il vecchio , le licenze debbono seguire lo schema e le direttive contenute nel nuovo prg?
Potrebbe verificarsi il caso che le direttive nuove entrino in contrasto con il vecchio prg.
Cosa si fa in questi casi?
Ugo
Il punto sul PRG
Scusandomi per il lungo silenzio, chiedo a quanti fossero interessati ad avere ultime notizie in merito all'iter del nuovo PRG di avere ancora qualche giorno di pazienza.
Stiamo predisponendo un documento che dovrebbe riassumere la storia a partire dal lontano 1994, per arrivare a descrivere quello che sta succedendo (o meglio non sta succedendo) in questi ultimi tempi, e capire di conseguenza come comportarci e cosa ci aspetta nel prossimo futuro.
Mauro Caliò (esecutivo del Partito Democratico di Cefalù)
P.S.
Nel frattempo posso però rispondere al quesito del Sig. Ugo.
In questo momento non ci troviamo ancora in una fase di transizione tra i due strumenti urbanistici per cui valgono a tutti gli effetti le norme di quello vecchio, ancora vigente.
Dopo l'adozione del nuovo PRG da parte del Consiglio Comunale, e fino alla sua definitiva approvazione da parte degli organi competenti, entrerà in vigore il regime di salvaguardia.
Tale regime, nel caso l'intervento previsto sia conforme ad entrambi gli strumenti, prevede l'applicazione dei parametri più restrittivi; nel caso invece l'intervento proposto sia conforme allo strumento urbanistico vigente, ma non ha quello nuovo adottato, non si potrà dare seguito al procedimento.
Cefalù PRG Commissione edilizia Comunale
Un articolo di Repubblica del 26 ottobre 2008 – edizione di Palermo, metteva giustamente in risalto l’avanzata del cemento nel Comune di Monreale “senza Piano regolatore da 15 anni”. Nella provincia di Palermo c’è un altro Comune che per importanza storico-paesaggistica ed ambientale si trova in una situazione almeno altrettanto critica: Cefalù.
Il territorio del Comune di Cefalù, ricco di storia, di tesori d’arte, di architettura, di un paesaggio di rara bellezza - che ha affascinato da secoli pittori e viaggiatori - nel corso degli ultimi trent’anni ha cambiato radicalmente i suoi connotati: edificazione intensiva senza la realizzazione dei necessari servizi e di un adeguato sistema viario; eccessiva crescita extraurbana costituita in buona misura da residenze stagionali (soprattutto nelle colline circostanti il paese e lungo la costa); ultimi, ma non secondari gli incendi degli ultimi anni.
Queste circostanze avrebbero dovuto da tempo indurre gli amministratori locali a ripensare il modello di sviluppo locale in favore di scelte , urbanistico-ambientali coerenti con la “presunta vocazione turistica” della città. Viceversa, i processi di intensa e disordinata edificazione che si è verificato nell’ultimo trentennio, sembrano mortificare la storia stessa della città e il suo futuro di paese turistico.
Il piano regolatore generale del Comune di Cefalù, ideato alla fine degli anni ’60 ed approvato formalmente nel 1974, non risulta essere stato mai adeguato agli standard urbanistici approvati con D.M. 2/4/1968 n. 1444 (adeguamento che, ad es., il Comune di Palermo con un P.R.G. risalente al 1962, ha realizzato nel 1994); presenta una zonizzazione che non ha riscontro con le zone omogenee indicate nel decreto 1444/68; ha consentito una massiccia cementificazione all’interno di ben determinate “isole” ad edificazione intensiva nell’ambito delle zone agricole e lungo la costa (nonostante che la legge regionale n. 78/76 impedisse la realizzazione di edifici nella fascia dei 150 metri dalla battigia); ha i vincoli di piano, da tempo, scaduti (anche se si è parzialmente prorogata, nel corso del tempo, la loro validità). Tali questioni non devono apparire questioni solo tecniche, ma presentano importanti ricadute per tutti i cittadini. L’assenza di adeguati standard significa meno spazio per i parcheggi, meno verde per anziani e bambini, meno spazi destinati ad edifici pubblici (scuole, asili), meno strade praticabili e più ingorghi, ecc.
Secondo le norme regionali vigenti, il Comune di Cefalù avrebbe dovuto, già da tempo, aggiornare il proprio strumento urbanistico. Infatti, con la legge regionale n. 15/91 era stato stabilito che le amministrazioni comunali sprovviste di strumento urbanistico o dotate di strumenti urbanistici con vincoli divenuti inefficaci per decorrenza dei termini, erano obbligate alla formazione del piano o alla revisione di quello esistente entro dodici mesi dall’entrata in vigore della suddetta legge. I Comuni dotati di P.R.G. erano tenuti alla formazione del piano o alla revisione di quello esistente, diciotto mesi prima della decadenza dei vincoli stessi. In caso d'inadempienza da parte dei Comuni, la Regione avrebbe proceduto alla nomina di un commissario provveditore, per l’adozione dei relativi atti.
Allo stato attuale risulta che il consiglio comunale con delibera n. 114 del 13/10/1997 (più di dieci anni or sono), ha adottato le direttive generali propedeutiche alla redazione dello strumento urbanistico stesso. Dopo l’emanazione della suddetta delibera non risulta che sia stato approntato nemmeno lo schema di massima (redatto sulla base delle direttive approvate dal consiglio comunale). Intanto molti cittadini non sanno che cosa ha prodotto l’incarico dato a suo tempo al Prof. Dierna (e quanto è costato) né sanno che cosa ha prodotto il nuovo piano “confezionato” in casa dal responsabile del settore urbanistica, che nel frattempo si è “perso” per gli uffici del Comune, non essendo mai stato ufficialmente trasmesso al Consiglio Comunale. Senza che né gli Assessori all’Urbanistica che si sono succeduti né la Commissione consiliare Urbanistica si siano curati del buon fine di tale importante lavoro.
Intanto che si discute, si analizza, si alternano inconcludenti commissariamenti ad orgogliose prese di posizioni sulle “prerogative” comunali, si continua a costruire in lungo e in largo (ed in alto!) senza più - da anni - nemmeno il filtro della vecchia commissione edilizia comunale cancellata illegittimamente dalla vecchia amministrazione comunale, nel silenzio generale. Già perché, la vecchia Commissione edilizia comunale, con tutti i suoi difetti, almeno aveva il pregio di mettere il naso tra le carte dei progetti. Chissà perché, nonostante l’Assessorato regionale territorio e Ambiente, abbia sempre ribadito l’obbligo di acquisire il parere della Commissione edilizia (con pareri ufficiali liberamente consultabili sul sito della regione), la stessa non è stata più ripristinata. Il ripristino di tale Commissione non costituisce un semplice aggravio del procedimento amministrativo, ma costituisce un preciso obbligo di legge. La legge n. 449 del 27/12/97, che ha previsto la soppressione degli organi collegiali con funzioni amministrative ritenute non indispensabili, non riguarda infatti anche la Commissione edilizia comunale, il cui parere, secondo le disposizioni regionali tuttora vigenti, continua ad essere obbligatorio anche se non vincolante.
In conclusione, in questa città – e non solo in questa città – negli anni si è registrato un pericoloso regresso civile e democratico, che sta facendo strame del diritto, del nostro paesaggio, della nostra storia e della dignità stessa dei cittadini. C’è qualcuno o qualcosa che potrà più arrestare questo processo?
Urbano
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