Cos'è l'alitosi?

L'alitosi è l'odore sgradevole dell'alito. Il termine alitosi, nel senso più stretto della parola, è riservato all'alito cattivo proveniente dalla vie aeree o causato da malattie metaboliche. Invece, per i disturbi d'origine nasale, buccale o faringeo, è riservato il termine “alito cattivo”. Tuttavia, dato che il termine “alitosi” è ormai diffuso nella popolazione generale come sinonimo di alito sgradevole, ci riferiremmo nella stessa maniera.

Quale sono le cause d'alitosi?

L'alitosi non buccale, detta anche bromopnea e presente anche a bocca chiusa, è provocata da patologie nasali (ipertrofia dei turbinati, rinite, sinusite), del polmone (polmonite, bronchiettasie, ascesso polmonare), del tratto digestivo (faringite, gastroenterite, acidità di stomaco, digestione difficile, diverticolo di Zenker, tumori maligni dell'esofago, incontinenza dell'anello inferiore dell'esofago, reflusso gastroesofageo), da patologie metaboliche (insufficienza renale cronica con uremia, diabete, epatopatie e coma epatico), da calcoli tonsillari, da certe intossicazioni (arsenico, fosforo, selenio) e dall'abuso di bevande alcoliche. Questo tipo di alitosi si conosce anche con il nome Alitosi Patologica Persistente, e la percentuale di pazienti che sviluppa questa patologie è molto bassa, aggirandosi intorno al 10% dei casi riscontrati. L'alitosi intesa come alito cattivo, rappresenta il 90% dei casi ed è causata da patologie di denti e gengive. Quando non è provocata da una cattiva igiene orale (con il conseguente ristagno interdentale di residui alimentari degradati dai batteri della placca) o da protesi dentali da scarsa manutenzione. Casi di alitosi possono essere causati dalla presenza di carie, protesi realizzate in modi errati, di parodontopatie infiammatorie, piorrea, patina bianca sulla lingua, mancanza di saliva (secchezza delle fauci), ulcere o afte, e qualsiasi altra alterazione che comporti un processo infiammatorio o necrotico del cavo orale o faringe. In generale, l'alito sgradevole si presenta durante il corso di certe patologie delle gengive e dei tessuti parodontali, nelle quali si annidano dei batteri della placca. Questi batteri, nella loro azione dannosa sui tessuti, facilitano la diffusione di composti volatili solforati, percepiti come cattivi odori che escono dalla bocca del paziente. L'alitosi può essere anche del tipo di Alitosi Transitoria, ovvero non permanente, spesso legata a fattori esterni quali il consumo di cibi e bevande che provocano cattivi odori. Alcuni alimenti alitogeni sono le cipolle, l'aglio, lo yogurt e i cibi troppo speziati. L'assunzione di antibiotici a volte può provocare alitosi. L'alitosi transitoria può essere dovuta anche a certi casi non permanenti di riduzione nella produzione di saliva (secchezza delle fauci), senza la cui si rende difficoltosa la naturale pulizia del cavo orale. In questo senso, il riposo notturno diminuisce il flusso salivare e ciò spiega, almeno in parte, la presenza di un alito cattivo al risveglio. Per lo stesso motivo, l'alitosi è particolarmente comune nei fumatori. Difatti, il fumo da sigaretta, oltre a contenere sostanze che conferiscono all'alito un odore sgradevole, favorisce la diminuzione della produzione di saliva. La secchezza delle fauci infine è spesso provocata da alcuni farmaci e dalla radioterapia utilizzata per il trattamento di alcuni tumori maligni. Vi è inoltre la Pseudoalitosi o Alitofobia, che rivela problemi psicologici e non fisiologici. Fondamentalmente, si tratta della paura da parte del paziente di soffrire di alito cattivo anche quando non è presente l'alitosi. La paura di risultare inadeguati, il disagio durante semplici conversazioni, e certi alterazioni dell'autostima, pregiudicano le sane attività comportamentali, sviluppando malattie immaginarie quali l'alitosi.

Come si cura l'alitosi?

Innanzitutto, per prevenire e combattere l'alitosi, è essenziale un'accurata igiene orale. Mediante una scrupolosa pulizia dei denti con spazzolino, filo interdentale ed abbondanti risciacqui con acqua o collutori (tal volta aromatizzati), garantisce una profonda rimozione dei residui alimentari, allontanando l'alito cattivo transitorio. Se, dopo un'accurata igiene orale, il problema dovesse persistere occorre recarsi dal dentista per stabilire la vera causa dell'alitosi. Nello specifico, l'Endodonzia e la Parodontologia sono le due branche della Medicina Odontoiatrica che frequentemente trattano i pazienti affetti da alitosi, dato che si occupano delle gengive e tessuti parodontali. La pulizia delle gengive e delle tasche parodontali deve essere realizzata dallo specialista, dato che non rientra nelle normali procedure di igiene orale (spazzolino, filo interdentale e collutorio). Infine, l'Halimeter, apparecchiatura diagnostica in dotazione dell'odontoiatra, occorre per il rilevamento dell'esatta quantità di composti volatili solforati presenti nell'aria espirata. Attraverso il suo utilizzo quindi è possibile capire l'entità precisa della patologia. In assenza di condizioni patologiche a carattere locale, sarà lo stesso odontoiatra a consigliare una serie di rimedi per combattere l'alitosi. Al di là della già spiegata corretta igiene orale, potrà consigliare preparati per risciacqui e gargarismi ad azione antisettica e coprente (tra i più utilizzati vi sono quelli a base di menta o mentolo, prezzemolo, finocchio, rosmarino, coriandolo ed eucalipto).